
MONTEMASSI – Il borgo medievale si è trasformato in un museo a cielo aperto grazie all’edizione 2025 dei Quadri Viventi, l’evento che da dodici anni anima le vie di Montemassi con un suggestivo percorso tra arte, storia e partecipazione popolare.
L’appuntamento, che ogni anno richiama centinaia di visitatori, ha visto anche questa volta la presenza di circa 1.500 persone. «Siamo stati fortunati – raccontano le organizzatrici – perché non ha piovuto tutto il tempo, ma anche con l’ombrello la gente è venuta a vederci. Ogni anno cresciamo in termini di pubblico e di impegno: quest’anno abbiamo realizzato 16 quadri dislocati lungo tutto il paese, ispirati sia a opere storiche che a pittori contemporanei, alcuni ancora in vita».
La manifestazione è frutto di mesi di lavoro volontario. «Cominciamo già a novembre – spiegano – e da dicembre siamo all’opera con costruzioni, scenografie, costumi. Lo staff coinvolge circa 100 persone, tra figuranti, sarte, truccatori e scenografi, molti dei quali fanno parte del gruppo Amici di Montemassi. Coinvolgiamo tutto il paese, ed è proprio questo spirito di comunità a rendere lo spettacolo così speciale».
Presente all’evento anche il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola, che ha voluto sottolineare il valore culturale e simbolico dell’iniziativa: «Montemassi e il suo castello oggi sono diventati un vero e proprio museo a cielo aperto dove l’arte ha preso forma e vita, grazie a oltre cento figuranti che insieme hanno dato vita a uno spettacolo unico. È un’esperienza che testimonia il forte senso di appartenenza a questa comunità, e sono davvero orgoglioso di essere qui».
Il Giunco ha seguito da vicino l’evento con un reportage fotografico a cura di Giorgio Paggetti, documentando ogni momento della manifestazione e contribuendo a valorizzare un’esperienza ormai radicata nel calendario culturale della Maremma.
I Quadri Viventi di Montemassi si confermano così come uno degli eventi culturali più identitari e partecipati del territorio, in grado di unire tradizione e creatività, memoria e innovazione.



