
GROSSETO – I dirigenti scolastici di Grosseto non ci stanno. Dopo l’annullamento dell’evento del 16 maggio organizzato dall’associazione “Tutto è vita” e le accuse di inadempienza rivolte alle scuole, i presidi hanno deciso di rispondere alle critiche.
«In qualità di dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche di Grosseto coinvolte, sentiamo il dovere di intervenire rispetto alle dichiarazioni rese pubbliche dall’associazione “Tutto è Vita” in merito all’annullamento dell’incontro “La violenza online, Revenge Porn e la sua psicologia” – dichiarano i dirigenti scolastici -. Pur condividendo la rilevanza e la delicatezza del tema trattato (che rientra pienamente nei percorsi educativi che quotidianamente promuoviamo) non possiamo non esprimere forte rammarico per i toni e i contenuti della comunicazione diffusa, che attribuiscono genericamente ai dirigenti scolastici “inadempienze” e “disinteresse”, senza però fornire elementi oggettivi a supporto di tali affermazioni».
«Va chiarito che la comunicazione da parte dell’associazione è giunta nel mese di gennaio, senza che a essa sia poi seguito un concreto percorso di interlocuzione istituzionale, indispensabile per poter calendarizzare, organizzare e integrare efficacemente l’iniziativa nella complessa programmazione scolastica – proseguono -. Ricordiamo che le scuole non operano secondo dinamiche unilaterali: la partecipazione degli studenti a eventi esterni richiede una pianificazione che coinvolge famiglie, consigli di classe, organi collegiali e il rispetto di norme organizzative e di sicurezza. Solo il 6 di maggio “Tutto è vita” ha inviato un nuovo sollecito, peraltro con una proposta logisticamente diversa dalla precedente, a solo dunque 10 giorni dalla iniziativa. Tutto sempre e soltanto via email, non ritenendo evidentemente necessaria in tutto questo tempo altra interlocuzione».
«Le parole utilizzate nella nota pubblica (che alludono a una “mancanza di rispetto verso gli adolescenti” da parte dei dirigenti scolastici) sono non solo eccessive, ma anche lesive della dignità professionale e dell’impegno quotidiano che ciascuno di noi profonde nel garantire ambienti educativi attenti, sicuri e inclusivi – affermano i dirigenti scolastici -. Traspare nella nota della associazione una idea di scuola dove le classi e i docenti si muovono su comando del dirigente: ogni proposta viene valutata con attenzione, responsabilità e coerenza educativa e deliberata dagli organi collegiali, inserita in un percorso quotidiano in classe al fine di rendere l’iniziativa qualcosa di più di un semplice convegno che rischia poi di non “lasciare” nulla a studentesse e studenti. Troppe volte questi passaggi vengono omessi da chi si rivolge alle scuole, alimentando il sospetto che le si voglia per fare numero, tappezzeria insomma».
«Ribadiamo la nostra piena disponibilità a collaborare con realtà associative che propongano percorsi formativi seri, rispettosi delle istituzioni scolastiche e strutturati secondo modalità condivise – vanno avanti -. Ma rifiutiamo con fermezza narrazioni semplicistiche che attribuiscono colpe senza confronto, svilendo il lavoro silenzioso ma fondamentale che ogni scuola svolge quotidianamente. Sarebbe d’altronde lunghissimo l’elenco (solo nel mese di maggio) delle iniziative promosse da enti e associazioni a cui le scuole hanno aderito, dopo una corretta e continua interlocuzione istituzionale che, evidentemente, in questo caso è stata assente. Una mancanza che possiamo riconoscere anche come nostra responsabilità (invitiamo chiunque a trascorrere una giornata a scuola per rendersi conto della mole di impegni che i dirigenti, i docenti e tutto il personale affrontano quotidianamente con serietà e dedizione), ma in cui certamente anche “Tutto è Vita” non è senza colpe».
«Non possiamo infine esimerci dal richiamare alcuni passaggi della comunicazione dell’associazione “Tutto è Vita” del 13 maggio, che riteniamo particolarmente gravi nei toni e nel contenuto – concludono i dirigenti scolastici -. Si parla testualmente di ‘mancata volontà di promuovere il progetto’, e persino di ‘comportamento poco rispettoso’ nei confronti della Onlus e, soprattutto, dei giovani studenti. Si arriva a sottolineare, quasi in una sorta di “minaccia”, che ‘saranno informati il Ministero, i media e i giornali locali’, in un’escalation verbale che non lascia spazio a un reale confronto ma assume i toni di una delegittimazione pubblica gratuita e sproporzionata. Riteniamo che simili affermazioni siano inaccettabili nei confronti di dirigenti scolastici e docenti che quotidianamente svolgono con coscienza e responsabilità il proprio difficile compito educativo e istituzionale».
