
MASSA MARITTIMA – Dopo lo sgomento e il dolore per la morte del giovane ragazzo al lago dell’Accesa avvenuta il 1 maggio, il comitato Lido Santini ha deciso di scrivere una lettera al presidente della Regione Giani e alla sindaca di Massa Marittima Irene Marconi con l’obiettivo di trovare soluzioni concrete per quella che definiscono una “grande confusione sulla gestione del Lago dell’Accesa”.
“Abbiamo sperato che dopo l’invasione turistica fuori controllo di questa estate al lago sarebbe prevalso il buon senso e l’adozione urgente di misure previste dalla Direttiva europea Habitat, per la tutela dell’ambiente ma anche per la fruizione sicura di un’area protetta in cui tra l’altro è consentita la balneazione senza sorveglianza – scrivono dal comitato -. Da luglio 2024 il nostro comitato, cittadini e associazioni hanno denunciato lo stato di degrado in cui versa il Lago dell’Accesa, con foto, articoli e appelli, indicando la necessità di un intervento urgente. A ottobre 2024 abbiamo incontrato la sindaca Irene Marconi, nel mese di gennaio 2025 abbiamo scritto una lettera aperta al presidente della Regione Giani e all’assessore regionale all’Ambiente Monia Monni, in quanto l’Amministrazione regionale è il soggetto responsabile della Zona speciale di conservazione Lago dell’Accesa; abbiamo organizzato due assemblee pubbliche che hanno visto una nutrita partecipazione – la prima il 28 novembre 2024 di concerto con l’Unieli, la seconda il 22 marzo 2025 insieme ad altre associazioni – dove è stato presentato un rapporto conoscitivo sullo stato di fatto del Lago dell’Accesa”.
“Impossibile riassumere tutte le azioni intraprese, ma vogliamo ricordare anche la lunga lettera inviata il 26 marzo a tutti i consiglieri comunali di Massa Marittima, in cui li si mettevano al corrente sul regime giuridico di protezione del sito, sul degrado degli habitat del Lago e sulla necessità di adottare misure urgenti prima dell’apertura della stagione turistica 2025 – prosegue il comitato -. Ora, in questo contesto e in questa fase particolarmente delicata dopo la morte di Saber Mohammed Ahmed nel Lago dell’Accesa, dobbiamo provare a riflettere e a ragionare sul destino del Lago, un simbolo caro alla cittadinanza, capace di offrire alla comunità locale e ai suoi tradizionali frequentatori un luogo di pace, tranquillità, ripresa di contatto profondo con la natura”.
“Il sito Lago dell’Accesa rappresenta un’opera d’arte di inestimabile valore in cui si fondono natura e cultura, cultura e storia, geositi, insediamenti etruschi, specie rare da proteggere perché a rischio di estinzione: una risorsa unica e irriproducibile che bisogna salvaguardare dal degrado e dall’incuria. Con questo fine richiamiamo l’attenzione dell’Amministrazione regionale e di quella comunale sulle attuali evoluzioni del sito, affinché siano adottate tutte le opportune misure di conservazione necessarie per garantire che nella Zona speciale di conservazione “Lago dell’Accesa” non si verifichi alcuna e qualsivoglia forma di degrado causata dall’elevato flusso turistico”.
“In tale contesto chiediamo quindi che vengano valutate – elenca il comitato -: la capacità di carico turistico del sito, per capire il numero massimo di turisti che il piccolo Lago può sostenere e quali azioni occorra intraprendere per la corretta fruizione in sicurezza dell’area, la sua tutela e la conservazione e la rinaturalizzazione degli habitat; l’opportunità di un intervento per diminuire la pressione turistica sulle sponde del Lago: in particolare si chiede un intervento immediato per allontanare dalla riva il parcheggio. Nell’abitato della Pesta, a 1 km dal Lago, esistono spazi di scarso pregio ambientale, idonei per realizzarvi un parcheggio a norma, con un numero di posti contingentato, sulla base della valutazione della capacità di carico turistico e della doverosa valutazione di incidenza (segnaliamo a tale proposito che recuperando il ponte di legno che attraversa l’emissario del Bruna si accederebbe all’antico sentiero che collega il villaggio della Pesta al Lago); la necessità di formulare, sulla base della Direttiva Habitat, una diagnosi dello stato di conservazione dell’habitat comunitario, soprattutto in relazione all’utilizzo del sito come luogo di balneazione che ha alterato gravemente il delicato equilibrio dell’ecosistema lacustre; la necessità che venga istituito un tavolo di confronto che includa esperti di ecosistemi, rappresentanti delle associazioni di tutela ambientale, rappresentanti dei comitati locali e i cittadini interessati. Solo attraverso un confronto aperto e un’azione consapevole sarà possibile preservare il Lago dell’Accesa e garantire un modello di turismo sostenibile che valorizzi il territorio senza comprometterne l’equilibrio naturale”.
“In riferimento ai gravi problemi di comunicazione telefonica sollevati in questi giorni dagli organi di stampa in occasione del tragico incidente sul Lago – conclude il comitato Lido Santini -, vogliamo infine ricordare come da anni gli abitanti degli ex villaggi minerari di Fenice Capanne e della Pesta, interni e contigui alla zona protetta del Lago dell’Accesa, denunciano l’assenza o scarsissima copertura della rete pubblica di telefonia fissa ed internet, servizi essenziali la cui assenza mette quotidianamente a rischio non solo i turisti che frequentano il Lago ma anche gli abitanti che vivono e lavorano in questi luoghi”.