
CAPALBIO – Il Comune e Fondazione Capalbio annunciano che il direttore artistico del Premio Fondazione Capalbio per l’opera tradotta Daniele Petruccioli ha comunicato la cinquina dei candidati ufficiali da sottoporre alle giurie che decreteranno il vincitore o la vincitrice.
“Anche quest’anno le opere candidate sono state moltissime, a confermare che il nostro Premio è ormai una realtà dal prestigio consolidato – dicono dal Comune -. Per la quarta edizione si è scelto di selezionare traduzioni caratterizzate dalla preziosità e dall’importanza del progetto editoriale”.
La cinquina in ordine alfabetico per traduttore:
– Stefano Andrea Cresti per la traduzione di Diario (Journal), di Fabrice Néaud, edito da Tunué
– Marco Federici Solari per la nuova traduzione di Il processo, di Franz Kafka, edito da L’Orma
– Marino Magliani per la traduzione di L’ultima battaglia, di J. M. de la Rosa, edito da Scritturapura
– Pina Napolitano per la traduzione di Taccuini 1922-1939, di Marina Cvetaeva, edito da Voland
– Gianni Pannofino per la nuova traduzione di Il lungo addio, di Raymond Chandler, edito da Adelphi
“Prosegue – dichiara il sindaco Gianfranco Chelini – la sinergia tra la nostra amministrazione, il Premio internazionale ‘Capalbio Piazza Magenta’ e Fondazione Capalbio. Grazie al Premio per l’opera tradotta ampliamo ancora di più il respiro internazionale del nostro territorio, apprezzando le decine di traduzioni che ogni anno vengono candidate. A nome dell’amministrazione ringrazio tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione e il successo dell’iniziativa”.
“Il Premio – commenta Patrizia Puccini, assessore con delega alla Cultura – non solo ha una valenza culturale significativa per il territorio capalbiese, ma rappresenta anche un’importante opportunità per conoscere, approfondire e apprezzare l’arte della traduzione. Adesso non ci resta che attendere il nome del vincitore o della vincitrice”.
«Non c’è dolore più grande di dover ridurre a cinque le decine e decine di eccellenti traduzioni che concorrono al Premio – ha commentato il direttore artistico Daniele Petruccioli -. Le opere scelte quest’anno si contraddistinguono per la presentazione di veri grandi classici del Novecento, dall’appunto all’affresco passando per la graphic novel d’autore. Al lavoro di dare o ridare voce a nomi come Kafka, Cvetaeva e Chandler, ad autori fondamentali della contemporaneità come de la Rosa o Néaud si accompagnano edizioni curatissime, con foto anastatiche, apparati e a volte curatele inedite che siamo davvero fieri di poter presentare quest’anno alle giurie e soprattutto ai lettori. Un grazie doveroso, oltre alle tante persone che lavorano indefessamente per il buon successo del Premio, va alla Fondazione e al Comune di Capalbio, non meno che naturalmente al Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta».
«Con il Premio all’Opera Tradotta – dichiara Maria Concetta Monaci, presidente di Fondazione Capalbio –, Fondazione Capalbio celebra il dialogo tra le culture e riconosce il valore insostituibile del traduttore, vero artefice della rinascita di un’opera in una nuova lingua, capace di restituire intatta la forza della parola e l’universalità della narrazione».