
FOLLONICA – «Si hanno notizie contrastanti per quanto riguarda la possibilità, in tempi brevi, per i cittadini di Follonica e alcuni comuni delle Colline Metallifere di usufruire del medico di Medicina generale» afferma Daniele Gasperi della federazione Pci di Grosseto.
«Si parla di circa 3mila residenti nei sei comuni del territorio, che hanno una prestazione part-time di un medico per tre ore settimanali, numeri che sono vergognosi con un diritto alla salute trasformato in un mercato al ribasso per ingrassare le aziende private. Si sbandiera sempre una sanità all’avanguardia per la Toscana, si parla di riorganizzazione, di potenziamento dei servizi territoriali ma quando ci troviamo di fronte a problemi concreti, come sono appunto i medici di famiglia crediamo che il castello presentato da chi amministra la Regione Toscana, sia ben evidente».
«Sempre più quindi si dovrà ricorrere ad una sanità privata per chi se la potrà permettere mentre per tutto il resto dei cittadini rimarrà un servizio di tipo assistenziale quando disponibile. Così si è trasformata una conquista degli anni settanta come quello della sanità pubblica, universale e gratuita in mero profitto» prosegue il Pci.
«Basti pensare alle peripezie che un qualsiasi residente deve fare per una semplice visita dal proprio medico per la quale passano giorni e giorni non per responsabilità del professionista ma perché gli assistiti sono sempre più e i medici sempre meno e quelli che ci sono scelgono spesso situazioni territoriali migliori dove svolgere la propria attività».
«La Regione Toscana dovrebbe essere più presente su queste situazioni uscendo dalle promesse e lavorando per superare problemi che hanno conseguenze anche sullo sviluppo demografico e sull’economia di zone che, come per l’area delle Colline Metallifere, hanno già molti problemi per lavoro e tenuta della popolazione. I numeri ci dicono che nell’ultimo decennio si è pensato solo ai risparmi, oggi ci aspettiamo una stagione di investimenti passando prima di tutto ad incrementare servizi e riqualificare e non ridurre servizi ospedalieri e territoriali» conclude la nota.