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Ambiente

Cava della Vallina, nasce il comitato: «No ai gessi rossi, sì al dialogo con Venator»

Cittadini e aziende del territori si mobilitano per tutelare la cava della Vallina: «Azione propositiva e spirito di cooperazione»

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Cava della Vallina, nasce il comitato: «No ai gessi rossi, sì al dialogo con Venator»
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GAVORRANO – Sabato 29 marzo si è svolto, su richiesta di un gruppo di cittadini e di alcune aziende dei comuni di Gavorrano e Scarlino, un incontro con la sindaca di Gavorrano Stefania Ulivieri e l’assessore Massimo Borghi per confrontarsi sul futuro della Cava della Vallina, situata nel comune di Gavorrano.

«L’ incontro – spiegano gli organizzatori – è stato richiesto per poter venire a conoscenza della presentazione di eventuali progetti da parte di Venator (attuale proprietaria della ex cava della Vallina), finalizzati ad utilizzare detta cava come discarica dei “gessi rossi”, residuo di lavorazione dell’azienda, produttrice del biossido di titanio».

«I firmatari della richiesta d’incontro, circa 35 persone, nella quasi totalità presenti, ringraziano la sindaca per la disponibilità al confronto, utile a conoscere lo stato dei fatti e la posizione della giunta comunale in merito al delicato argomento. Nel presentare la posizione dei firmatari, sia la portavoce Azzurra Fabbrizzi, sia gli interventi successivi, hanno rimarcato il legittimo interesse ad essere messi a conoscenza di fatti emersi nel dibattito pubblico, sviluppato negli ultimi mesi per la gravissima crisi aziendale della Venator».

«No alla discarica dei gessi rossi: ecco perché»

«In qualità di cittadini – spiega Azzurra Fabbrizzi -, abbiamo espresso la nostra contrarietà alla creazione di una discarica dei gessi rossi, per i seguenti motivi: la tutela della salute pubblica, la difesa del suolo, la valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico, importante fonte di sviluppo economico anche a seguito di scelte positive compiute dal Comune di Gavorrano nel corso degli ultimi anni, come ad esempio il geoparco delle Colline metallifere. Inoltre, lo sviluppo di un sistema di turismo sostenibile e dell’agroalimentare, che ha portato negli ultimi decenni all’insediamento di aziende produttrici di vino ed olio di alta qualità».

«Inoltre la realizzazione di una discarica appena fuori dall’abitato di Filare e sotto la Porta del Parco ad un chilometro dal centro del Paese, solleverebbe anche il problema del sistema di viabilità, interessato dal transito di camion di grosse dimensioni, con conseguente inquinamento, non solo dannoso per la salute collettiva, ma anche contrastante con gli stessi principi di sviluppo e valorizzazione del territorio che l’attuale amministrazione sta portando avanti».

Nessun progetto ufficiale per la cava

«La sindaca e l’assessore hanno dichiarato che ad oggi non è stato presentato al Comune alcun progetto da parte di Venator riguardante la Vallina e che al momento tutta la loro attenzione ed impegno, sono rivolti alla complessa situazione dei lavoratori dell’azienda – prosegue la portavoce -. Un futuro progetto di discarica per i gessi rossi, che sia passato al vaglio positivo degli organi competenti (Regione, Arpat, Asl, Beni ambientali e di tutti gli altri enti preposti), permetterà l’utilizzo degli stessi per il ripristino della ex cava. Se la Vallina dovesse essere funzionale a Venator per la ripresa della produzione e dell’indotto, allora il Comune si aprirà all’ipotesi di una discarica, ma solo dopo un percorso” partecipato” con i cittadini. D’altro canto, il Comune ha espresso la sua contrarietà verso un qualsiasi altro progetto volto a trasformare la Vallina in discarica».

«A parere nostro è bene non contrapporre la gravissima situazione della perdita dei posti di lavoro, (verso la quale ci sentiamo solidali), alle preoccupazioni che riguardano la difesa della salute e di uno sviluppo economico equilibrato per il territorio. I problemi coesistono e sono interconnessi tra loro. È noto a tutti, istituzioni e organizzazioni sindacali, che la soluzione della crisi Venator non consiste nella realizzazione di una nuova discarica e lo dimostra la mancata ripresa delle attività produttive, pur avendo ottenuto dal Comune di Scarlino la concessione dei terreni a piè di fabbrica».

Il comitato a tutela della ex cava

«A conclusione del franco confronto, preso atto delle posizioni espresse dal Comune sulla disponibilità all’utilizzazione della Cava della Vallina come discarica, la portavoce ha comunicato che sarà costituito un Comitato cittadino, volto a portare avanti un’azione propositiva di assoluta tutela della ex cava e del territorio».

«Crediamo infatti – aggiunge Azzurra Fabbrizzi – che sia importante coltivare una coscienza collettiva, che promuova un futuro riuso della Vallina, che non contrasti con la salute, l’ambiente, il paesaggio (beni comuni primari) e che sia in sintonia con il Parco e le future iniziative che la giunta è intenta ad attuare. Il comitato intende essere in modo concreto a fianco dei tecnici e degli operai della Venator, pensando che, soltanto creando possibilità alternative in più campi, si possa raggiungere uno sviluppo economico e occupazionale equilibrato. Il nostro è un territorio ricco di storia industriale, che oggi manifesta la necessità di essere ripensata».

«È attraverso questo spirito di cooperazione – conclude – che vogliamo muoverci con il comitato, mettendo al centro la valorizzazione del ricco patrimonio di questo territorio, che se rispettato, pensiamo possa offrire opportunità per uno sviluppo economico, sociale e culturale collettivo e generare nuovi spazi occupazionali».

Redazione
11 Aprile 2025 alle 9:13
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