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Cronaca

Trattori in città: code di chilometri sull’Aurelia, gli agricoltori sono tornati in strada. I VIDEO E LE FOTO fotogallery video

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GROSSETO – Dopo un anno tornano a protestare con i loro trattori sulle strade della Maremma. Sono gli agricoltori che stamattina sono partiti dal presidio di Capalbio per arrivare a Grosseto dopo ore di viaggio.

Durante il corteo dei trattori sull’Aurelia si sono formate code anche di chilometri che hanno rallentato molto il traffico allungando i tempi di percorrenza da Orbetello al capoluogo anche di un’ora.

Poi l’arrivo in città intorno alle 14 con la tappa in piazza Barsanti. In tutto hanno partecipato al corteo circa 50 trattori.

Le rivendicazioni degli agricoltori riguardano le stesse richieste di 12 mesi fa: più attenzione all’agricoltura da parte del Governo e la modifica delle politiche agricole dell’Unione Europea, ma anche il problema della gestione del Decreto Flussi, così come anche quello dei sussidi.

Richieste che sono contenute nel documento consegnato nelle mani del prefetto di Grosseto da una delegazione di agricoltori che stamattina si è recato al Palazzo del Governo in piazza Rosselli.

La marcia dei trattori 2025

Ecco il documento, approvato in tre regioni, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, e consegnato stamattina:

«Ad un anno dall’inizio delle proteste spontanee degli agricoltori italiani, poi costituitisi in comitati, vogliamo comunicare che, a breve, torneranno a farsi sentire. Di fatto, nonostante diverse promesse, nulla è cambiato. Abbiamo chiesto alle istituzioni la possibilità, con leggi e regolamenti, di trovare una soluzione per ottenere un prezzo equo alla produzione in funzione dei reali costi sostenuti, nonché di regolamentare, controllare e sanzionare, eventualmente, le pratiche sleali. Abbiamo chiesto meno burocrazia e più buon senso per poter dedicare il necessario tempo alle nostre aziende, ma al contrario le pratiche burocratiche e i costi aggiuntivi continuano ad aumentare, come dimostra l’introduzione del quaderno di campagna elettronico. Inoltre, abbiamo chiesto la liberalizzazione totale dei CAA, ma la politica, con la sua riforma, ha tolto di fatto la libertà di scelta degli agricoltori e la libertà di impresa dei liberi professionisti».

«Sembra che nessuno, dalle Regioni allo Stato centrale fino all’Unione Europea, comprenda che la produzione agricola, le aziende e gli agricoltori abbiano una peculiarità: vivono in simbiosi, 24 ore su 24, con i loro ritmi biologici e meteorologici. Se ho la stalla e le vasche dei liquami piene, non posso rispettare un calendario prefissato, ma devo poter valutare e scegliere in base alle condizioni meteo. Se il raccolto del frutteto è in maturazione, non posso attendere l’uscita del “decreto flussi” per assumere manodopera straniera».

«Le molecole dei prodotti fitosanitari non possono essere tolte dal mercato senza alternative equivalenti in termini di costi ed efficacia. Il rischio, come già sta accadendo in diverse filiere (patate, pere, ecc.), è la perdita della produzione italiana, sostituita poi da prodotti esteri che utilizzano ancora quelle stesse molecole a noi vietate».

«A questo si aggiunge il rischio imminente, nel 2026, della riduzione o abolizione del gasolio agricolo agevolato, con il pretesto di contrastare i cambiamenti climatici. Un Boeing 737 in crociera consuma circa 70-80 litri al minuto, ossia 4200-4800 litri di carburante in un’ora, l’equivalente del consumo annuale di una trattrice di media dimensione. Questo porterà solo ad un ulteriore aumento dei costi di produzione e alla perdita di competitività. Il nostro lavoro viene inoltre sminuito economicamente da una concorrenza sleale di nazioni extraeuropee, che producono con standard molto diversi dai nostri in termini di prodotti fitosanitari, trattamento dei lavoratori e pratiche ambientali. Per questo motivo non chiediamo “la luna”, ma solo la reciprocità delle regole produttive, a costo zero per la politica, affinché tutti siano allineati in termini di competitività».

«Gli agricoltori e gli allevatori italiani sono stati colpiti, negli ultimi cinque anni, da devastanti calamità e epizoozie, oltre che da danni sempre più frequenti causati dalla fauna selvatica incontrollata (cinghiali, cervi, caprioli, lupi e animali fossori). I risarcimenti sono lenti e difficili a causa della complessità burocratica, della cattiva gestione delle risorse (come dimostra la vicenda Agricat) e del ritardato o parziale finanziamento delle assicurazioni agevolate per gli anni 2022, 2023 e 2024. In questo caso l’agricoltore cofinanzia l’intervento pubblico, ma poi è il pubblico a non rispettare patti e scadenze. Un altro aspetto grave riguarda la salute mentale degli agricoltori. Un articolo pubblicato il 10 gennaio 2025 da AgroNotizie evidenzia, sulla base di studi internazionali, un aumento dei casi di depressione, ansia e suicidi tra gli agricoltori. In Italia, tra il 2012 e il 2017, si sono registrati 559 suicidi tra i lavoratori agricoli, un numero che riflette solo in parte la gravità della situazione attuale».

Il contesto sociale ed economico non fa che peggiorare questa crisi: gli agricoltori affrontano costi crescenti, calo dei margini di guadagno, politiche stringenti e una narrazione mediatica che spesso li dipinge come inquinatori anziché come custodi del territorio. Gli agricoltori vengono definiti resilienti per natura, ed è vero. Ma sono stanchi. Stanchi di essere presi in giro, usati, abusati, accusati. Per questo, dall’anno scorso, abbiamo deciso di ribellarci a una situazione non più sostenibile, strutturandoci in comitati e impegnandoci a combattere un sistema perverso che sta portando l’agricoltura italiana a soccombere, a causa della mancanza di attenzione e di un reale interesse politico che il settore meriterebbe. Vogliamo ricordare a tutti che l’agricoltura vi sfama ogni giorno».

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Trattori in città: code di chilometri sull’Aurelia, gli agricoltori sono tornati in strada
Daniele Reali
29 Gennaio 2025 alle 15:32
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