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Cronaca

Stalking: da tre anni perseguitati sui social «Ora viene anche sotto casa. La giustizia ci ha abbandonato» fotogallery

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Stalking: da tre anni perseguitati sui social «Ora viene anche sotto casa. La giustizia ci ha abbandonato»
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FOLLONICA – «Questi atti di persecuzione stanno impattando sulle nostre vite quotidianamente» Mirjam Giorgieri, ex assessore del Comune di Follonica, parla con difficoltà della vicenda che ormai da anni la vede involontariamente protagonista assieme ad altre persone. Giorgieri, ormai di circa tre anni, è la vittima di uno stalker che la prende di mira con fotomontaggi pornografici e offese. Con lei Francesca Stella, Gianluca Quaglierini, e la nostra collega Barbara Farnetani. Dopo un’infinita serie di denunce adesso c’è un indagato, come conferma uno dei due avvocati che seguono le vittime, Mimmo Fiorani e Cristina Solignani. Ovviamente i (molti) profili usano tutti nomi falsi, benché facciano capo ad un’unica persona.

«Non vi nascondo la fatica, la difficoltà e la sofferenza con cui parliamo di fatti che accompagnano la nostra vita da anni – prosegue Giorgieri -. Tuttora compaiono atti osceni con le nostre facce. Vengono create continuamente nuove pagine, con i nostri nomi».

Poi Giorgieri racconta come è cambiata la sua vita in questi anni: «La prima vittima è stato l’allora sindaco Andrea Benini. Era il 2022, dopodiché la cosa si è estesa a tutti gli altri componenti della Giunta. Non è facile svegliarsi la mattina e sapere che ogni giorno, da qualche amico, arriverà un messaggio che segnalerà una nuova pagina. Li apro anche se mi fa star male. Tutto questo ha già così delle ripercussioni sulla mia giornata».

Purtroppo però, in quella che sembra una sorta di escalation, «è capitato di trovarlo davanti a scuola dei miei figli. Ha usato la foto della scuola come immagine di una delle sue pagine vergognose. Mi è capitato di trovarmelo di fronte al supermercato, sono dovuta uscire con la tachicardia» confessa Giorgieri che con rammarico puntualizza: «In questi anni abbiamo fatto tante denunce, e alla fine i condannati siamo noi. Lui non ha modificato la propria vita. Si sente intoccabile e si fa beffe della giustizia, mentre noi siamo condannati da innocenti, noi e le nostre famiglie. Denigrati e limitati nella vita: lo trovo profondamente ingiusto».

«Sono profondamente delusa dalla giustizia. Mi sono sentita totalmente abbandonata. Una situazione che va avanti da anni senza che nessuno voglia, e sottolineo voglia, impedirla» ha aggiunto la nostra collega Barbara Farnetani. «Sono stata presa di mira quando ho scritto un articolo sull’argomento. Un massacro che è andato avanti mesi, con fotomontaggi fortemente sconci e indecenti. Una situazione mortificante per me e per la mia famiglia: ho una figlia adolescente, che ha amici che sono sui social e ho dovuto spiegarle la situazione. E comunque queste foto continuano a girare. Mi sono sentita fortemente limitata nel mio lavoro: consapevole che ogni articolo su questo argomento avrebbe nuovamente scatenato nuovi insulti. Guai a vederle come goliardate, perché non lo sono. E anzi in questi mesi ho notato una vera escalation e visto che è andato anche sotto casa di alcuni non mi sento di escludere che possa fare di peggio. Vediamo di non fare come sempre, che si interviene quando ormai è successo qualcosa di irreparabile. Tra l’altro questa persona ripete spesso che “tanto non possono fargli nulla” quindi emerge una sensazione di impunità che può portare veramente a ogni tipo di conseguenza».

La ex presidente del consiglio comunale Francesca Stella ha la voce incrinata quando racconta: «Ho un figlio di 17 anni. Mi sono ritrovata questi post condivisi nel gruppo del calcetto, con il mio nome, la mia faccia e frasi in cui si diceva che facevo… per noi è molto difficile. Ho smesso di fare tante cose che facevo prima: frequentare alcuni supermercati, alcuni stabilimenti balneari, per non vederlo. Io sono una che non ha mai avuto paura di fare nulla e una volta l’ho beccato che faceva una foto alla mia auto e così ora non la parcheggio più sotto casa. Ho una madre di 80 anni a cui ho dovuto spiegare cosa stava succedendo. L’ansia sale, e certe volte non ci si riesce a fare la solita vita di prima. E questo per me che faccio il consigliere comunale e mi occupo di politica, è ancora più difficile».

«Sono indignato – esordisce il segretario di rifondazione Gianluca Quaglierini -. questo personaggio ci offende e denigra a 360 gradi. Fotomontaggi porno con Calossi, con Pecorini, con Giani. Ho varie pagine “dedicate”. Una vera e propria attività persecutoria. Ho ricevuto telefonate da un commerciante perché questa persona aveva fatto profili a mio nome, con la mia foto, in cui offendeva pesantemente la gente. Ho dovuto nuovamente spiegare che non ero io. Il tutto tra l’altro in un periodo particolarmente delicato per la mia famiglia e quindi ho anche dovuto tenere nascosto tutto questo per tutelare i miei familiari. Come è possibile che per anni reiteri questo reato impunemente. Lo chiedo a chi indaga: mettete fine a questa cosa che sta creando sofferenza, disagio ansia a tutti noi incidendo pesantemente sulle nostre vite».

«Ho decine di pagine con il mio nome e cognome e una serie di epiteti irripetibili – sottolinea Mirjam Giorgieri -. io la ritengo una vera e propria persecuzione personale. Sono tre anni delle nostre vite stravolte da un continuo stillicidio. Ogni volta che ci chiama qualcuno si deve spiegare cosa succede e la domanda successiva è “ma non avete denunciato?”».

«Questa vicenda risale molto indietro ci sono state querele, presentate memorie – afferma l’avvocato Mimmo Fiorani -. Quel che sappiamo è che al momento c’è sicuramente un indagato, e una seconda persona coinvolta. Questa persona ha un proprio avvocato. Nominato perché sono stati compiuti atti d’indagine garantiti. Purtroppo nonostante questo la condotta è andata avanti. E noi vorremmo proprio questo: che venisse interrotta la reiterazione del reato. Tra l’altro, a parere nostro, non siamo davanti ad una diffamazione aggravata, ma ad una vera e propria persecuzione, allo stalking. Proprio questa è la fattispecie di questo tipo di reato: la reiterazione del reato che induce nelle vittime paura, perdurante stato d’ansia. Se venisse riconosciuto questo tipo di reato, tra l’altro, permetterebbe l’applicazione di misure cautelari che interromperebbero la condotta. Abbiamo presentato una nuova memoria con altri 100 allegati, nuovi post. Ed è già vecchia. Sui social se ne trovano altrettanti».

«Quella che fanno i nostri clienti è una richiesta di attenzione perché questi fatti non siano minimizzati – gli fa eco l’avvocato Cristina Solignani –. Temono che si sottovalutino queste condotte e esponendoli a maggiori rischi e pericoli. Chi lo sa se questo personaggio sia soddisfatto dal condividere questi contenuti o se possa spingersi oltre. Va bloccato adottando tutti i provvedimenti necessari, e questo al momento non sta avvenendo».

«Non dovrebbero essere le persone offese a doversi esporre, ad esporre i loro sentimenti i loro familiari davanti a tutti per chiedere una tutela che gli sarebbe spettata da diverso tempo. Siamo in una fase di indagine che è condotta dalla Procura e facciamo un appello perché queste condotte vengano interrotte: lui vuole far capire alle vittime “so dove vanno a scuola i tuoi figli, dove fai la spesa, dove parcheggi l’auto”».

«Tra l’altro per questa vicenda è stato attivato un codice rosso, quindi i reati non sono stati visti come semplice diffamazione, ma come stalking, violenze, minacce» prosegue Francesca Stella.

«Ciò che ci ha colpito, come legali, è il senso di impunità – continua Fiorani -; lo ha più volte dichiarato “tanto non mi fanno nulla”. Con spiegazioni di difesa sul perché questo non succederà.

A noi sembra che si stia alzando l’asticella e questo succede proprio perché sino ad ora non ha avuto ripercussioni dalle sue azioni. Tra l’altro lui lo dice “sui social basta aggirare l’algoritmo” dimostrando una destrezza nell’uso dei social e, lasciatemelo dire, una certa maestria criminale».

«Io sono convinta che questa persona non sia del tutto solo – afferma farnetani – sono certa che attorno a lui ci sono persone, magari chat, in cui lo spronano ad andare avanti, ridono dei suoi post lo incoraggiano a non fermarsi».

A concludere e Mirjam Giorgieri «Questa è una persona razzista, che si dichiara apertamente fascista, ha più volte espresso concetti antisemiti, tipo che gli ebrei dovrebbero bruciare nei forni. Mi sarei aspettata che da un personaggio così, visto che tutti sanno chi è, tutti prendessero le distanze e che invece ci sia chi, tra i follonichesi, mette like sotto le foto del suo profilo ufficiale, o gli facciano gli auguri per il compleano, ecco, questo mi ferisce».

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Stalking: da tre anni perseguitati sui social
Redazione
20 Gennaio 2025 alle 18:18
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