
SEGGIANO – Una sperimentazione di coperture vegetali da utilizzare in campo rurale per mimetizzare e per ridurre l’emissione Co2.
La nuova consapevolezza riguardo all’ambiente e la possibilità di abbellire spazi agricoli uniti. Questi sono i due punti di forza del progetto “Muradica”, acronimo di “Metodi Utili con Radici, Alberi e Dispositivi per l’Innovazione nelle Coperture Agricole”.
Il progetto, nato dalla collaborazione tra Comune di Seggiano, Università della Tuscia, Vivai Moscatelli, Roggi Srl/Certema, studio architettonico “Spazi consonanti” e Studio Agricis, mira a sviluppare un prototipo per la “ricucitura paesaggistica” di edifici che risultano visivamente dissonanti nelle aree rurali. Il caso di studio scelto è l’edificio degli ex magazzini comunali a Seggiano, situato vicino al borgo medievale e considerato una costruzione esteticamente invasiva nel contesto paesaggistico circostante.
«Si tratta di un progetto innovativo in cui crediamo e che siamo felici venga sperimentato a Seggiano – commenta Daniele Rossi, sindaco di Seggiano -. È importante dimostrare come in territori periferici come il nostro sia possibile mettere in campo idee del genere. Non siamo nuovi a queste iniziative, basti pensare a ciò che abbiamo fatto con l’olivo idroponico, e siamo felici di fare di Seggiano un luogo in cui si sperimenta il cambiamento tramite l’utilizzo di soluzioni verdi e sostenibili».
L’obiettivo è creare una soluzione versatile, economica e a basso impatto energetico, capace di integrare elementi vegetali (ad esempio rampicanti) per mitigare l’impatto visivo dell’edificio e armonizzarlo con il paesaggio. Il prototipo prevede l’uso di sistemi di sostegno verticali e orizzontali per favorire la crescita delle piante e coprire le parti architettoniche che disturbano l’unità del paesaggio. Questo approccio punta a realizzare un sistema replicabile anche su altre strutture simili nell’area del Monte Amiata.
«Non è semplice trovare partner per progetti del genere, soprattutto se si pensa alla grandezza del comune di Seggiano – commenta il prof. Rodolfo Picchio, del dipartimento Dafne dell’Università degli Studi della Tuscia -. Quello che abbiamo in mente è di dimostrare come si possano recuperare e mimetizzare spazi impattanti, grazie all’utilizzo del verde. Grazie al comune di Seggiano, al dottor Alessandri e agli altri partner, siamo sulla strada giusta per creare qualcosa che sarà d’esempio per tante altre località».
Il progetto si sviluppa in diverse fasi: analisi delle tecniche costruttive e delle caratteristiche paesaggistiche, scelta delle specie vegetali e dei sistemi di sospensione, e realizzazione del prototipo sulla facciata nord dell’edificio selezionato.
Il progetto terminerà nei prossimi mesi con la premessa di diventare un esempio di riconversione unita a nuovi metodi di gestione del patrimonio edilizio compatibili con l’ambiente.