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Cronaca

6,5 milioni per la nuova cassa di espansione: proteggerà dalle piene. Monni: «Intervento strategico» fotogallery

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6,5 milioni per la nuova cassa di espansione: proteggerà dalle piene. Monni: «Intervento strategico»
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GROSSETO – Un’opera idraulica strategica. E’ la nuova cassa di espansione (finanziamento complessivo di 6,5 milioni di euro) che il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud sta realizzando alla confluenza del fiume Bruna e del torrente Fossa. Sorgerà in località Beccarello, non lontano dall’area del Madonnino, e permetterà di ridurre il rischio di alluvioni lungo il percorso del fiume Bruna nei comuni di Castiglione della Pescaia, Roccastrada e Grosseto.

E stamani  a Grosseto nella sede del  Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud sono stati illustrati gli interventi in corso. Era presente l’assessora all’ambiente e difesa del suolo Monia Monni, il presidente del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, Fabio Bellacchi.  La sindaca di Castiglione della Pescaia Elena Nappi e l’assessore alla protezione civile del comune di Grosseto Riccardo Megale.

“Un intervento importante  e strategico – ha detto l’assessora all’ambiente e difesa del suolo Monia Monni – in grado di aumentare la sicurezza idraulica delle aree intorno Grosseto, Castiglione della Pescaia, Roccastrada, fra le più colpite dalle alluvioni.  E’ un opera idraulica a monte del torrente Sovata, il più importante affluente in destra, che per sua conformazione tende a esondare in occasione di piene eccezionali che interessano contemporaneamente il Bruna e il Fossa. Le opere sono fondamentali per la mitigazione del rischio, ma non bastano più a difendere la popolazione. La crisi ambientale in corso determina una condizione meteorologica estrema, ma non più rara. Accanto alle opere dunque è necessario il coinvolgere i territori e i cittadini. In nuova visione della gestione del territorio, ci devono stare i piani urbanistici, il sistema fognario, per rendere sempre di più le città resilienti a questi nuovi fenomeni”.

Per il presidente Fabio Bellacchi arriva a compimento un percorso durato vent’anni. “La pianificazione di quest’opera così strategica – ricorda il presidente di Cb6 – affonda le sue radici già nel 2004, con il Progetto di piano di assetto idrogeologico (Pai) del bacino regionale Ombrone. In quell’anno, con gli eventi alluvionali che interessarono il bacino idrografico del Bruna, fu chiara l’esigenza di un intervento di questo tipo e il Consorzio ha sempre mantenuto alta l’attenzione”.

L’iter, come spesso accade per un’opera pubblica, non è stato semplice. “Grazie alla convenzione con la Provincia di Grosseto e a ulteriori finanziamenti regionali – ricorda Bellacchi – fu possibile realizzare l’impianto idrovoro del fosso Beccarello, collaudato nel dicembre 2011. Ma il completamento del progetto di messa in sicurezza nel bacino del fiume Bruna è sempre rimasta una nostra priorità. La progettazione e l’iter autorizzativo sono andati avanti e finalmente, con risorse statali, sono arrivati i fondi necessari”. E’ con il piano nazionale degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico 2021 e 2023, infatti, che è stato stanziato un finanziamento complessivo da 6,5 milioni necessario per realizzare la cassa di espansione.

“I lavori – prosegue Bellacchi – sono stati affidati a novembre 2023 e sono subito iniziati. Da maggio 2024 il cantiere procede a pieno ritmo anche se nell’ultimo periodo, a causa delle intense precipitazioni, la direzione lavori ha concordato con la ditta Massai la sospensione parziale dei lavori di movimento terra per il compimento dell’argine”.  In questa fase si stanno realizzando le opere strutturali e la parte impiantistica: l’auspicio è di concludere l’intervento entro la fine del 2025.

“L’obiettivo – spiega Roberto Tasselli, dirigente area progettazione di Cb6 – è di laminare le portate alla confluenza Bruna-Fossa e consentire allo stesso Bruna di ricevere in condizioni migliori poco più a valle il torrente Sovata. Il più importante affluente in destra, infatti, tende a esondare di frequente a causa del rigurgito che si genera alla confluenza con il Bruna in occasione di piene eccezionali e contemporanee”. Sono numeri importanti, quelli garantiti da questa opera: “Il volume d’acqua invasato – aggiunge Tasselli – sarà di 2,5 milioni di metri cubi, con una quota massima in cassa di 15,3 metri per garantire il franco di sicurezza di un metro e mezzo del nuovo rilevato arginale di chiusura della cassa”.

“Le manifestazioni estreme di maltempo alle quali sempre più di frequente ci troviamo a far fronte – riflette Fabio Zappalorti, direttore generale del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud – impongono interventi strutturali per garantire una maggiore sicurezza al territorio. Le casse di espansione oggi rappresentano lo strumento più efficace a disposizione per contrastare le conseguenze di eventi tanto violenti e improvvisi”. “Con questo progetto – prosegue il dg – diamo una risposta concreta e attesa da tempo a una parte importante del nostro comprensorio”.

Tra i progetti in corso per il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud c’è anche la realizzazione della nuova sede, che sorgerà accanto allo storico palazzo di via Ximenes 3, rappresentandone il più logico completamento. Il cantiere è già attivo da qualche settimana e prevede la realizzazione di un edificio di tre piani, con 45 postazioni di lavoro e una sala riunioni. L’investimento di Cb6 è di 1,2 milioni.

“Le risorse dell’ente – afferma il presidente Bellacchi – saranno reintegrate con la vendita della nostra sede di via Tintoretto, che oggi ospita l’area progettazione. La realizzazione della nuova sede risponde alle mutate esigenze operative con l’ente che oggi necessita di maggiori spazi per il crescente numero di dipendenti”. “Unire in un’unica sede gli uffici – conclude Bellacchi – con la possibilità di avere nello stesso immobile le attività di manutenzione e progettazione migliorerà il coordinamento dei lavori per dare risposte ancora più efficaci al territorio”. La conclusione dei lavori è prevista entro l’estate del 2025.

 

 


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6,5 milioni per la nuova cassa di espansione: proteggerà dalle piene. Monni: «Intervento strategico”»
Daniele Reali
14 Novembre 2024 alle 15:05
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