
GROSSETO – Sono state molte le reazioni di solidarietà dopo l’ennesima aggressione ad un sanitario avvenuta due notti fa al pronto soccorso di Grosseto dove un medico è stato preso a calci e pugni.
ORDINE DEI MEDICI: «Il nuovo, gravissimo, episodio di violenza contro un medico che si è registrato nella notte tra sabato e domenica al Pronto soccorso dell’Ospedale Misericordia di Grosseto rende più che mai urgente l’applicazione delle misure previste dal Decreto legge approvato poche settimane fa dal Consiglio dei ministri per contrastare la violenza nei confronti degli operatori sanitari». La presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Grosseto, Paola Pasqualini, interviene in merito all’aggressione subìta da un medico dell’Ospedale Misericordia, colpito da calci e pugni nel corso di una consulenza specialistica successiva alla visita in Pronto soccorso cui era stato sottoposto un 38enne che poi è fuggito.
«Innanzitutto – dichiara la dottoressa Pasqualini – siamo vicini al nostro collega rimasto ferito in questa brutale, assurda aggressione. È l’ennesimo inaccettabile episodio di violenza che vede vittima un professionista impegnato unicamente a svolgere al meglio il proprio lavoro, al servizio di tutti i cittadini, in un ambito così importante come la salute. Non possiamo più restare inermi di fronte a questa situazione: ora, con l’approvazione del nuovo Decreto legge, esistono nuovi strumenti che possono servire sia come deterrente che ad assicurare rapidamente alla giustizia i responsabili degli episodi di violenza, come l’arresto in flagranza differita tramite le videoregistrazioni. Apprendiamo da una comunicazione dell’Azienda sanitaria che sono state acquisite tutte le immagini della videosorveglianza disponibili e condividiamo l’auspicio del direttore generale che su questa vicenda venga fatta rapidamente giustizia».
UIL: Oltre che ad esprimere la solidarietà nei confronti del medico aggredito al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto, la segreteria Uil Fpl di Area Vasta Arezzo – Grosseto – Siena, per voce del proprio segretario generale Sergio Lunghi e del responsabile della sanità Luciano Fedeli, chiede «interventi immediati nei confronti dell’aggressore e misure atte a garantire la sicurezza di tutto il personale che opera nel presidi».
«Non è possibile continuare ad assistere a continui atti di violenza nei confronti dei lavoratori che vedono scaricare sulle proprie spalle comportamenti barbari da parte di utenti durante lo svolgimento del proprio lavoro. Il personale sanitario non è pagato per essere oggetto di violenze gratuite da parte di chicchessia e deve essere tutelato per poter svolgere in totale serenità le proprie mansioni».
«Questa situazione è frutto di comportamenti incivili da parte di alcuni utenti aggravata anche da un sistema sanitario sempre più in difficoltà, ormai allo stremo, perché non ce la fa a compiere in pieno e nei tempi opportuni funzioni per dare risposte ai bisogni dei cittadini che non hanno riferimenti sul territorio, come dimostrano le carenze di medici di famiglia, in grado di fare da filtro ai presidi sanitari che si trovano occupati da un sempre maggiore numero di utenti con lunghi tempi di attesa» prosegue la nota del sindacato.
«Intanto si dovranno prendere provvedimenti immediati nei confronti degli aggressori così come previsto dal decreto varato appena un mese fa, per tutelare medici, infermieri e OSS che operano nei nostri ospedali, nei e pronto soccorso e nei presidi territoriali per interrompere questo esercizio di violenza gratuita nei confronti dei lavoratori della sanità».
FRATELLI D’ITALIA: «Piena solidarietà e vicinanza al medico aggredito al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia, durante lo svolgimento del proprio lavoro, da parte di un balordo che si era presentato stanotte presso il nosocomio maremmano in evidente stato di alterazione, colpendo a pugni e calci il sanitario intervenuto per visitarlo e subito dopo fuggito senza lasciare traccia» a dirlo il deputato grossetano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi.
«Adesso, si applichi, una volta individuato l’aggressore, l’arresto differito, come previsto dal decreto del Consiglio dei ministri varato appena un mese fa dal governo Meloni, proprio per tutelare medici, infermieri e oss che operano nei nostri ospedali e pronto soccorso».
«La nuova norma, infatti, prevede sanzioni più incisive per chi commette reati e aggressioni. Previsti fino a 5 anni di carcere e 10 mila euro di multa per i responsabili di danni alle strutture sanitarie, e l’arresto in flagranza differita di 48 ore per chi commette violenze sia verbali che fisiche contro il personale sanitario».
