
GROSSETO – Torna l’ora solare in Italia con nel resto dell’Unione Europea. Alle 3 tra sabato 26 e domenica 27 ottobre le lancette degli orologi andranno spostate indietro di un’ora.
I nostri orologi digitali, gli smartphone e i computer il passaggio sarà automatico, mentre per i dispositivi analogici e a lancette dovremmo ricordarci domenica mattina di rimettere l’ora.
Con il ritorno all’ora solare potremmo dormire un’ora in più, anche se l’effetto poco apprezzato da tutti sarà quello di giornate più corte con meno luce al pomeriggio e dunque serate più lunghe.
Perché si chiama ora solare
L’ora solare prende il nome dal fatto che segue il movimento apparente del sole, facendo coincidere le 12 (mezzogiorno) con il momento in cui il sole è al suo punto più alto nel cielo. Questo orario è considerato “naturale”. Con l’ora legale, invece, l’orario viene spostato avanti di un’ora: ad esempio, con l’ora solare il sole attraversa il meridiano locale intorno alle 12, mentre con l’ora legale questo avviene verso le 13. L’adozione dell’ora legale è pensata per sfruttare il fatto che, durante l’estate, il sole sorge presto, riducendo così il bisogno di illuminazione artificiale nel corso della giornata. Al contrario, l’ora solare permette di beneficiare della luce naturale nelle prime ore del mattino.
Gli effetti positivi da un punto di vista di risparmio energetico
L’alternanza tra ora legale e ora solare comporta sia vantaggi che svantaggi. Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, nel 2023 l’adozione dell’ora legale ha portato a un risparmio di 90 milioni di euro per il sistema elettrico del Paese. Dal 2004, questo risparmio complessivo ha raggiunto i 2,1 miliardi di euro, evitando l’uso di ben 11,3 miliardi di kWh di energia elettrica.
Ora legale e ora solare: dibattito aperto