
ISTIA D’OMBRONE – Tutto è iniziato con un piccolo incidente avvenuto questo luglio 2024. Un incidente che si è trasformato, in autunno, in un fiore.
L’automobilista che a luglio danneggiò una delle ruote della propria auto in via Fuori le mura a Istia d’Ombrone, chiamò gli agenti della polizia municipale che, arrivati sul posto, fecero i dovuti rilievi.
Settimane dopo, a fatto quasi dimenticato, il titolare dell’edicola-tabacchi che si trova davanti al luogo dell’incidente, si vede arrivare una multa.
Dai rilievi di quel giorno, la municipale aveva notato che proprio il titolare stava violando il codice della strada. Quelle “civette”, o locandine, dei giornali che era oramai prassi stessero davanti all’entrata del suo negozio, insieme a poco altro materiale d’edicola, occupavano di fatto illegalmente il suolo pubblico. Questo dava origine a una multa di circa 180 euro.
Alessandro all’inizio non ci crede, storce la bocca. Dapprima attacca le locandine dei giornali alle grate dell’edicola e ci posiziona sotto un cartello con scritto: “Questa edicola non può appoggiare a terra le locandine delle notizie, perché occupano abusivamente il suolo pubblico”. Poi, senza aspettare oltre, suo malgrado, paga la multa.
“La legge è la legge – dice Alessandro al telefono – non ho marciapiede su questo lato della strada, è come se le locandine fossero direttamente sulla carreggiata, non lo sapevo fosse così, ma devo comunque pagare”.
Non contento però, decide di pagare due volte. Il medesimo importo, questa volta proprio 180 euro tondi.
Non per un’altra multa però, ma per il Comitato per la Vita. E pubblica un video online mostrando i versamenti.
“Io oggi ho pagato 180 euro di verbale per l’occupazione di suolo pubblico di locandine dei quotidiani e altri articoli da edicola che erano posizionati illegalmente per terra – dice Alessandro – Dal punto di vista legale, ci siamo, è la cosa giusta. Dal punto di vista umano non mi pare”.
“Se è vero che a ogni azione deve corrispondere una reazione uguale e contraria – prosegue il titolare – all’azione negativa di questa multa che dal punto di vista umano lascia a desiderare, ci deve essere una reazione dello stesso importo, con un fine contrario però, quello buono”.
“Ho deciso di pagare altri 180 euro, volontariamente, al Comitato per la vita di Grosseto – dice Alessandro nel video – che si prodiga di fornire della attrezzature all’Ospedale Misericordia di Grosseto dove di recente ho perso entrambi i miei genitori […] Ovviamente voi lo sapete quale del due bollettini è quello giusto”, conclude nel video.
In fine ultimo del gesto di Alessandro, come tiene a sottolineare, non è fare polemica o esacerbare un malcontento, ma far riflettere le persone. Far comprendere che dietro ogni ingranaggio burocratico a volte può esserci una persona che può rimanerci incastrata. Ma anche che, davanti a un fatto negativo, si può reagire con la bellezza di un gesto che fa del bene a tutta la comunità.
Alessandro è un babbo di due giovani ragazzi: grazie a lui probabilmente impareranno che anche dalle multe possono nascere i fiori.