
MONTEROTONDO MARITTIMO – La desertificazione bancaria è ancora in corso. Il problema recentemente sollevato dal sindaco di Monterotondo Marittimo, per l’apertura di soli tre giorni alla settimana della filiale del Monte dei Paschi di Siena è ben noto alla Fisac Cgil.
«Da anni la categoria ha posto l’attenzione sull’abbandono da parte dei gruppi bancari dei paesi e delle aree interne, per questo la Fisac Cgil richiede da tempo la costituzione di un osservatorio regionale per monitorare tale fenomeno e trovare una soluzione», dice Claudia Rossi, segretaria Fisac Cgil Grosseto.
A tale proposito la Fisac Cgil ha prontamente denunciato l’ulteriore disagio che potrebbe presentarsi con la paventata chiusura della filiale della Banca d’Italia di Livorno, istituto demandato al presidio della legalità, della sicurezza e dell’educazione finanziaria .
«Dobbiamo far presente che l’educazione finanziaria non è materia di studio in moltissimi istituti – precisa Rossi – e Banca d’Italia sopperisce a tale carenza facendo formazione a partire dalle giovani generazioni».
La Fisac da sempre ribadisce la contrarietà alla chiusura degli sportelli bancari anche nei centri più periferici. «Si tratta di una pratica che va a penalizzare i cittadini e le imprese, soprattutto delle aree interne – ribadisce Rossi – Negli ultimi 15 anni la Toscana ha perso più di un terzo dei suoi sportelli bancari. Tra i cittadini più danneggiati ci sono gli anziani, per i quali è più difficile accedere all’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici. Meno sportelli, in una provincia come quella di Grosseto, nel corso degli anni hanno significato anche meno posti di lavoro “buoni e stabili”»
Nonostante a Monterotondo Mps abbia annunciato l’apertura per soli tre giorni la settimana, la banca non sembra abbandonare i territori. «Mi preme ricordare che se tutti i Comuni della nostra Provincia hanno ancora uno sportello bancario – precisa Rossi – magari aperto a giorni alterni ma questo è proprio grazie alla presenza della banca Monte dei Paschi di Siena. Una presenza che ci auguriamo possa continuare ad essere sinonimo di servizio diffuso, garanzia e legalità».
«Purtroppo – conclude Rossi – le banche ultimamente dimenticano spesso la loro funzione sociale. Le agenzie non sono solo punti dove ritirare soldi ma, a partire proprio dai piccoli centri, sono un luogo dove i cittadini entrano per riporre la propria fiducia e il proprio futuro. Gli istituti finanziari devono sostenere l’economia reale , i territori e tutelare il risparmio, non pensare solo a creare utili da distribuire agli azionisti. La Fisac Cgil è da sempre impegnata in tali sollecitazioni e dovrebbe essere anche la politica a ricordare il ruolo che la nostra Costituzione attribuisce alle banche».
