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Attualità

La proposta degli studenti del chimico: «Così è possibile ridurre la produzione di gessi rossi»

La giornata studio “La chimica al servizio dell'economia circolare” organizzata dall'istituto scolastico con Confindustria Toscana Sud, Iren, Nuova Solmine e Venator

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La proposta degli studenti del chimico: «Così è possibile ridurre la produzione di gessi rossi»
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MASSA MARITTIMA – Ridurre la produzione dei gessi rossi, scarto della produzione di biossido di titanio, e collocarne una maggior quantità sul mercato è tecnicamente possibile. È quanto prevedono i progetti elaborati dagli studenti della classe V a indirizzo Chimico dell’Istituto “Lotti” di Massa Marittima, presentati nella giornata studio “La chimica al servizio dell’economia circolare” organizzata dall’istituto scolastico diretto da Angelo Salvatore Costarella con Confindustria Toscana Sud e le aziende Iren, Nuova Solmine e Venator.

“Rifiuto come risorsa” è il progetto che gli studenti della classe V hanno preparato in un percorso Pcto di alternanza scuola lavoro, che li ha visti impegnati in un’esperienza all’interno dello stabilimento Venator. Durante il progetto hanno avuto la possibilità di applicare “sul campo” le nozioni acquisite nell’anno scolastico tra campionamenti su matrici ambientali e visite ai laboratori per elaborare idee sul riutilizzo dei residui della produzione di biossido di titanio. «I numerosi sottoprodotti del ciclo produttivo del biossido di titanio – hanno detto gli studenti – possono avere un mercato: ad esempio nel settore alimentare, per le bevande gassate, oppure come fertilizzanti. Ma non solo: dal refluo acido a valle della produzione è possibile estrarre metalli nobili».

«Abbiamo fatto conoscere agli studenti il nostro processo produttivo e le difficoltà legate allo smaltimento dei “gessi rossi” – ha dichiarato Nausica Donati di Venator – e il progetto si è materializzato in alcune proposte volte alla diminuzione della produzione di scarti, con tecniche più o meno innovative, e alla commercializzazione del residuo. Le idee sono state valutate in azienda tramite vari parametri, uno dei quali è la sostenibilità economica dell’operazione, oltre alla sostenibilità ambientale, che rappresentano di fatto i due pre-requisiti essenziali su cui si basa un’esperienza industriale. Sono rimasta molto colpita dall’entusiasmo e dalla competenza mostrata dai ragazzi, e ci auguriamo che tanti studenti di questo istituto possano diventare validi tecnici e in futuro nostri dipendenti».

«Con Venator – ha aggiunto Gabriele Pazzagli di Nuova Solmine – stiamo studiando una strategia comune e condivisa per la riduzione dei gessi rossi, sfruttando le reciproche esperienze impiantistiche maturate negli anni. Il team, costituito da esperti di processo e di prodotto di entrambe le società, è andato a lavorare, in una logica di causa-effetto, principalmente sulle sostanze che generano gli scarti e quindi sul trattamento degli acidi esausti. Temi che sono in parte stati toccati anche dagli studenti nelle loro proposte. Ovviamente, trattandosi di produzioni inserite nella Lvic (Large volume inorganic chemical), ovvero con elevati volumi produttivi, fondamentali saranno le valutazioni economiche riguardo l’utilizzo delle risorse impiegate per i trattamenti. L’idea sarà quella di separare i due flussi acidi generati dal processo, a monte della produzione di gesso, uno a maggiore e l’altro a minore concentrazione, e andare rispettivamente a rigenerare acido solforico concentrato da riutilizzare nel processo di produzione del biossido di titanio e produrre gesso bianco, utilizzabile in edilizia e sottoprodotti di pregio. Le tecnologie impiegate sono attualmente in fase di studio e rappresentano in parte un’applicazione già consolidata a livello industriale, unite a tecnologie di nuova generazione. La sfida sarà quella di riuscire a farle coesistere rispettando i criteri di sostenibilità economica e ambientale, non dimenticandosi mai della responsabilità sociale dell’azienda che deve sempre fare da faro in queste situazioni di criticità lavorativa».

Il Casone sarà sede anche di un nuovo polo integrato di economia circolare gestito da Iren: «Siamo una multi-utility che opera nella depurazione e nel trattamento dell’acqua, nella raccolta e valorizzazione dei rifiuti, nella produzione e vendita di energia – ha dichiarato Luca Galimberti Iren Ambiente – e abbiamo presentato un nuovo progetto che parte dal superamento del vecchio inceneritore. Ci occuperemo di attività collegate tra loro come il trattamento del legno, dei fanghi e del pulper, cioè di residui di produzione, e di depurazione. La chimica è ovunque, anche nel mondo dei rifiuti, e oggi quando si realizza un prodotto occorre pensare anche a come riutilizzarlo. Nel 2024 abbiamo avviato i lavori di demolizione e bonifica del sito, dal 2025 inizieranno i lavori per la realizzazione di nuovi impianti: da quel momento in poi avremo bisogno di oltre 100 addetti che ci auguriamo di poter reperire nel nostro territorio».

«Questa giornata studio è stata l’epilogo di un’esperienza che ha consentito agli studenti di affrontare temi davvero importanti in maniera approfondita – ha dichiarato Giovanni Mascagni, responsabile della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud – e che saranno certamente utili nelle loro future esperienze lavorative. Tanti tecnici diplomati in questo istituto hanno lavorato e lavorano in tutto il mondo: anche i diplomandi avranno la possibilità di farlo, scegliendo il loro percorso facendosi guidare dalla passione, ma seguendo anche la razionalità e la concretezza. Su questo territorio esiste un bacino di imprese che cercano prevalentemente profili tecnici: così trovare lavoro è più facile. Giornate come questa mettono in evidenza quanto sia utile che imprese e scuole collaborino con continuità, nel comune interesse di far crescere culturalmente gli studenti e creare occasioni di lavoro buono».

Jule Busch
29 Maggio 2024 alle 16:26
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