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Confcommercio: «Perché il Comune limita il numero di tavoli all’esterno? Il borgo vive di questo»

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Confcommercio: «Perché il Comune limita il numero di tavoli all’esterno? Il borgo vive di questo»
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MASSA MARITTIMA – “Tutte le iniziative utili affinché l’occupazione di suolo pubblico dei dehors dei pubblici esercizi si trasformi in permanente vanno nella giusta direzione di una rigenerazione urbana ed economica dei centri storici, come dei quartieri minacciati dal degrado. Bene, dunque, la presa di posizione al riguardo da parte del Ministero per le imprese e il Made in Italy”. Così Giulio Gennari, presidente di Confcommercio Grosseto commenta la recente notizia secondo la quale il Governo starebbe valutando la possibilità di rendere strutturali le misure che durante il periodo pandemico consentirono a pub, bar, ristoranti e più in generale a tutti i pubblici esercizi con somministrazione di alimenti e bevande di occupare suolo pubblico con tavolini e gazebo in deroga alle norme in vigore fino a quel momento.

“Con la cessazione dello stato di emergenza legato al Covid 19 – evidenzia Gennari – le persone hanno riscoperto il valore dello stare insieme e della convivialità, anche e soprattutto all’aperto. È ragionevole e proficuo, sotto tutti i punti di vista, dunque, assecondare questa propensione, che può essere agevolmente soddisfatta puntando sulla creatività delle imprese della somministrazione”.

“È però necessaria – aggiunge Gabriella Orlando, direttore Confcommercio Grosseto – una certa sensibilità anche da parte della politica locale. In provincia di Grosseto, invece, c’è chi o depenna l’argomento dalla propria agenda o, addirittura, si impegna persino a ridurre il numero degli spazi per la somministrazione all’aperto, quella regolare gestita e controllata offerta dai pubblici esercizi che, come noto, sono tra i principali contribuenti delle casse comunali”.

“Più volte – aggiunge Orlando – abbiamo segnalato a tutti i Comuni della provincia le diverse proroghe concesse dai Governi che si sono succeduti dal 2021 a oggi per fare in modo che i pubblici esercizi potessero continuare a beneficiare degli spazi esterni. Un’azione doverosa, la nostra, ma che era ed è in linea con Cities, il progetto nazionale di Confcommercio per la rigenerazione urbana incentrato principalmente sulla rivitalizzazione dei centri storici delle città e dei borghi. Una rivitalizzazione che passa per forza di cose attraverso una ritrovata socializzazione resa possibile dallo stare insieme condividendo un pasto o anche un semplice aperitivo in spazi aperti e che magari si affacciano su bellezze monumentali di cui anche la Maremma è piena. In generale – prosegue il direttore di Confcommercio – abbiamo trovato una buona sensibilità da parte dei Comuni. Poi, però, c’è pure chi ci ha meravigliato in senso negativo. È il caso di Massa Marittima, uno dei Comuni dell’entroterra maremmano più affascinanti e quindi tra quelli più turisticamente attrattivi. Un comune dove oltre a cogliere tutte le possibilità offerte dalla legge per portare turisti e farli restare sul territorio se ne dovrebbero inventare anche delle altre in considerazione della forte domanda, soprattutto straniera, che questa cittadina registra”.

“E invece – sottolinea Orlando – l’amministrazione comunale di questo borgo meraviglioso sembra preferisca marciare come i gamberi. Invece di stendere il tappeto rosso ai pubblici esercizi che con le loro attività si rivelano veri e propri ‘riflettori’ delle bellezze del luogo e ‘ripetitori’ delle tradizioni e della cultura locale, il Comune li penalizza andando a tagliare ad alcuni la superficie di spazio pubblico occupabile con tavolini e sedie ai quali far accomodare i turisti. Incaponendosi persino sulla richiesta (negata) per quattro tavolini in più avanzata da parte di una delle più storiche attività del paese. Una scelta che, francamente, proprio perché conosciamo Massa Marittima e il fascino che ha tra i turisti, fatichiamo a comprendere. Una decisione ancor più inspiegabile – termina il direttore di Confcommercio Grosseto – alla luce di un contesto nazionale che sta andando in direzione completamente opposta, come la presa di posizione a favore dei dehors da parte del ministero dimostra”.

Nico Di Manno
20 Maggio 2024 alle 16:09
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