
RISPESCIA – “Azione Grosseto raccoglie la protesta dei cittadini di Rispescia e ne sostiene le dovute richieste che sottolineano talvolta l’impotenza di politica ed istituzioni nell’ addivenire incontro ai diritti basilari di assistenza riconosciuti dalla nostra Costituzione in quanto ad universalità, uguaglianza ed equità”.
Queste le parole della note di Azione Grosseto in seguito alla protesta che si è tenuta nella giornata di ieri a Rispescia (Comune di Grosseto).
“Alberese e Rispescia hanno un bacino di utenza di circa 700 pazienti dove il precedente medico dottor Mariani assicurava prestazioni ambulatoriali in entrambe le località; vista la carenza di servizi bus, la presenza di persone anziane e/o disabili, Rispescia rischia di essere ingiustamente penalizzata nel caso in cui non si rinvenga una soluzione che ripristini le modalità assistenziali precedentemente usufruite dalla comunità stessa. Ciò è anche per il frutto di due provvedimenti dirigenziali Asl del recente luglio ed agosto che ponevano giustamente all’attenzione 12 zone carenti di ambulatori medici individuando fra queste Alberese e Rispescia, ma poi rinvenendo la soluzione concreta ed oggettiva attenzionando la sola Alberese”.
“Ricordiamo che non è indifferente la presenza a Rispescia di una fornitissima farmacia che con l’assenza di un ambulatorio rischia di perdere la sua valenza di servizio sociale puntuale. Ci appelliamo quindi agli organi di competenza, Asl e Comune di Grosseto nello specifico, affinché, non solo ci si attivi per rinvenire una sede in loco per le visite mediche, ma che quanto prima i cittadini possano usufruire dei servizi base nelle modalità e nei termini adeguati alle esigenze di tale comunità”.
“È evidente che tali problematiche devono costituire anche il risultato, con esito virtuoso, di una collaborazione tra Regione, Aziende e Comuni, ma Azione rivendica da tempo la necessità di attenzionare le problematiche della sanità a partire da Stato e Governo, e questa mancanza è il frutto ultimo , consequenziale ed evidente, di politiche che tolgono colpevolmente risorse economiche indispensabili. Per questo Azione alla prossima Legge di Bilancio proporrà in Parlamento di usare 10 miliardi di euro sulla sanità pubblica per azzerare le liste d’attesa e adeguare gli stipendi del personale sanitario alla media Ocse; da tempo denunciamo che mancano 20mila medici e 63mila infermieri con due milioni e mezzo di italiani costretti a rinunciare alle cure”.