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Politica

Via Almirante, Pci: «Ricorsi, mozioni e appelli alla Regione. La cultura fascista va condannata»

Continuano le iniziative del Pci per fermare l'intitolazione di una via di Grosseto a Giorgio Almirante

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Via Almirante, Pci: «Ricorsi, mozioni e appelli alla Regione. La cultura fascista va condannata»
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GROSSETO – «Non ci dobbiamo fermare a Grosseto ma dobbiamo prendere una posizione ‘partigiana’ su tutto il territorio provinciale, coinvolgendo istituzioni, politica e associazioni delle realtà della Toscana». È questa in estrema sintesi la dichiarazione dei tre dirigenti del Pci, Marco Barzanti, segretario regionale, Luciano Fedeli per la Federazione di Grosseto e Daniele Gasperi, dirigente del partito nelle Colline Metallifere.

Le azioni specifiche fanno parte di percorsi avviati dalla fine di aprile dopo avere coinvolto i massimi organismi di partito per impedire l’iniziativa del Comune di Grosseto di intitolare una via a Giorgio Almirante.

«In ambito regionale – dichiara Barzanti – sosteniamo le posizioni e le azioni intraprese a livello di Federazione grossetana. In più abbiamo inviato una nota al presidente della Regione Toscana affinché il consiglio regionale si esprima in merito al “caso Grosseto”, che rappresenta l’ennesimo insulto alla memoria, con atti concreti e un indirizzo che vieti l’intitolazione di vie, strade, piazze, monumenti a gerarchi fascisti. Infine stiamo predisponendo azioni che mobilitino le federazioni del partito per presentare mozioni e documenti nei comuni toscani contro la deriva revisionista in atto».

«Il Pci – dichiara Luciano Fedeli – ha avviato da maggio un lavoro per la presentazione di un ricorso al Capo dello Stato contro l’intitolazione di una via ad Almirante, responsabile politico dei numerosi delitti consumati sul territorio provinciale. Il ricorso è stato affidato ad uno studio legale che sta predisponendo il testo ed è una proposta aperta al contributo di tutte le forze politiche e associazioni antifasciste che vogliono tutelare lo spirito antifascista della Costituzione, dare una lettura vera e non revisionista alla Resistenza e tutelare la memoria di partigiani e civili caduti per mano dei nazi fascisti grazie anche alla corresponsabilità dei collaborazionisti e di gerarchi come Almirante. Ci siamo appellati anche al Prefetto perché rilasci un parere negativo in merito».

«Avevamo predisposto una mozione e invitato il sindaco di Massa Marittima di proporre al Consiglio Comunale di Massa Marittima – afferma Daniele Gasperi – per far emergere la verità storica che si intende infangare la memoria ed esprimere il disaccordo nei confronti del comune di Grosseto per la scelta assurda di intitolare una via ad Almirante. Il sindaco ha raccolto l’invito e la mozione è stata approvata. Auspichiamo che l’esempio sia seguito anche dalle altre amministrazioni e la mozione diventi ‘virale’. Come rappresentante delle Colline Metallifere questa cosa ci onora e ringraziamo il comune di Massa Marittima, quello più colpito dai tragici eventi di fine guerra con 83 minatori trucidati da nazisti e fascisti, Norma Parenti e altri civili, per il no deciso espresso dal Consiglio».

«Per i rappresentanti del Pci la pacificazione proposta dall’intitolazione di via Almirante è una operazione di revisionismo e negazionismo storico che non può e non deve passare – proseguono dal Pci – assolvendo il gerarca fascista, che non ha mai condannato il ventennio e ha proseguito anche nel dopoguerra a promuovere la cultura fascista, solo perché ha fatto parte della vita politica italiana, perché nel suo curriculum pesa il ruolo avuto alla fine della guerra e nel dopo guerra. Certamente va fatta una riflessione più ampia e vanno richiamate le responsabilità che non sono solo locali ma investono chi ha consentito e consente ancora l’esistenza di organizzazioni che si ispirano all’ideologia fascista e non prendono provvedimenti, come lo scioglimento di Casapound, che sarebbero in linea con il dettato costituzionale e le norme successive che impongono a tutti un antifascismo attivo e non solo di facciata poiché il fascismo, in ogni sua forma, non è una fede politica ma, come affermava Sandro Pertini, un reato e come tale non deve riemergere o essere riesumato neppure con l’intitolazione di vie».

Nico Di Manno
1 Luglio 2023 alle 12:03
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