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Bolkestein, Petrucci: «Tutelare gli imprenditori e la ricchezza del turismo balneare»

Candidati Centrodestra - #elezioni2022

GROSSETO – “Il turismo, in particolare quello balneare, è uno dei settori trainanti dell’economia nazionale: con quindici regioni costiere e migliaia di località marittime non potrebbe che essere così”, afferma Simona Petrucci, candidata al Senato per il centrodestra -lista Fratelli d’Italia nel collegio Uninominale Grosseto- Siena-Arezzo.

“Gli stabilimenti balneari, – commenta Petrucci – sono una ricchezza tutta italiana che genera ogni anno migliaia di posti di lavoro e comporta centinaia di migliaia di euro di investimenti da parte dei gestori. I nuovi bandi per le concessioni sono ormai imminenti, in ottemperanza alla direttiva Bolkestein, ed è necessario che tengano conto di molteplici fattori e tutelino chi ha investito nell’attività balneare, visto che spesso si tratta di famiglie di piccoli imprenditori interamente impiegate nel settore, con mutui accesi per finanziare l’attività”.

“Dall’oggi al domani, – spiega la candidata del centrodestra – gli attuali gestori rischiano di perdere enormi risorse investite rispettando regole e norme locali e nazionali che la direttiva Bolkestein ha spazzato via: il rischio di mettere in pericolo migliaia di famiglie di lavoratori è concreto. Inoltre, rimettere a bando tutte le concessioni in maniera totalmente indiscriminata rischia di impoverire enormemente questo comparto economico importantissimo e ingessarlo fra ricorsi e una burocrazia troppo complessa”.

“Nella gestione delle nostre coste dobbiamo fare un passo avanti che includa anche la tutela ambientale e le energie rinnovabili: è necessario studiare un Piano per la costa che prenda in considerazione le peculiarità di ogni territorio, sia in termini morfologici che economici, e che, inoltre, si integri con il tema energetico agevolando investimenti su metodi di produzione green. La costa è un ambito prezioso per la produzione di energia e in questo momento di crisi è folle non sfruttarla in maniera virtuosa. L’Europa ha imposto una norma che non tiene conto dell’enorme varietà del territorio italiano: dobbiamo mettere al sicuro il settore applicandola in modo coerente con le necessità dell’Italia”, conclude Simona Petrucci.

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