Legambiente

Transizione ecologica, Gentili: «La Maremma può diventare un modello per l’Italia»

Angelo Gentili
Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente

GROSSETO – “Il prossimo 25 settembre, le italiane e gli italiani saranno chiamati alle urne per eleggere le donne e gli uomini che andranno a formare il nuovo Parlamento. Un appuntamento elettorale particolarmente importante, che ha luogo in un contesto storico complesso, nel pieno di una crisi energetica, con la guerra nel cuore dell’Europa, l’emergenza sanitaria che ancora non ha mollato la presa e i dati delle nuove povertà in crescita. Ciò fa ben comprendere quanto e come, a prescindere dal risultato delle urne, sia necessario intervenire rapidamente e non usare mezze misure quando si parla di temi come la sostenibilità che – non ci stancheremo mai di ripeterlo – per essere davvero efficace deve essere ambientale, economica e sociale”, scrive, in una nota, Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente.

“Ieri pomeriggio, a Sesto Fiorentino la nostra associazione ha presentato alle candidate e ai candidati toscani delle proposte che servono al Paese per mettere in atto concretamente la transizione – prosegue Gentili -. Lo avevamo fatto a livello nazionale qualche giorno fa, lo stiamo facendo adesso, Regione per Regione, per spiegare a chi dovrà rappresentarci sui banchi di Camera e Senato che la faccenda è seria e che serve sbloccare il potenziale rinnovabile dello Stivale se non si ha intenzione di bloccarlo in maniera difficilmente reversibile”.

“In questo contesto, la Maremma non solo deve stare al passo, ma ha tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio hub di sostenibilità. Penso, ad esempio, al grande tema della transizione in agricoltura, settore trainante dell’economia della zona e ingranaggio strategico per rendere il nostro sistema produttivo sempre più green, a partire dalla riduzione dell’impiego di acqua attraverso innovazioni e ricerca, passando dalla messa al bando di pesticidi e fitofarmaci, dal contrasto al consumo di suolo, da una zootecnia capace di tenere insieme ambiente e benessere animale, per arrivare ad una sempre più importante diffusione dell’agricoltura biologica attraverso il più grande biodistretto d’Europa”.

“Penso, poi, alle comunità energetiche, realtà che consentono, tra le altre cose, di contrastare il pericoloso fenomeno della povertà energetica, oltre che a produrre e consumare energie pulite, che devono diffondersi in maniera capillare nel territorio provinciale. Sono già molte le amministrazioni comunali che hanno avviato i percorsi di costituzione, ma serve che ancora di più ne seguano l’esempio”.

“Penso inoltre alla necessità della realizzazione di impianti per le rinnovabili, a partire dai parchi eolici, che non dovrebbero essere costretti a fare i conti con ostracismi di sorta, e all’installazione di sempre più pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni per consentire, a chi vorrà, di puntare, anche attraverso una scelta personale, sulle rinnovabili in maniera semplice e diffusa”.

“Penso altresì al moderno agrivoltaico, che coniuga la produzione fotovoltaica con la coltivazione agricola; a un turismo sempre più sostenibile lungo tutta la nostra costa, senza lasciare vuoti; alla mobilità sostenibile attraverso la ciclopista Tirrenica, le piste ciclabili cittadine e quelle che collegano le città al mare o ad altri luoghi della Maremma e all’intermodalità; a iniziative ed eventi a ridotto impatto ambientale; a più educazione, formazione e comunicazione ambientali”.

“Siamo a un bivio: da una parte, c’è il baratro – e le immagini che arrivano dalle Marche ci fanno ben comprendere di quanto il ciglio sia vicino – e, dall’altra, c’è la possibilità di invertire la rotta, individuando strategie attraverso le quali contenere la corsa dei cambiamenti climatici. La Maremma dovrà, con forza e determinazione, decidere di stare dalla parte giusta ancor più di quanto già non abbia fatto, puntando ancora di più sull’ambiente e l’ecologia, forte del grande capitale naturale che possiede. Allo stesso tempo, dovrà rimboccarsi le maniche e lavorare in maniera sinergica e intercomunale su politiche di adattamento alla crisi climatica. Solo così sarà possibile provare, insieme, a guardare al prossimo futuro con speranza, scommettendo su un’economia davvero strategica per l’ambiente, capace di assicurare posti di lavoro e sviluppo sostenibile”.

“La nostra terra può diventare modello per tutto il Paese. Non perdiamo questa preziosa e irripetibile occasione”, conclude Gentili.

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