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Nursing up: «Personale allo stremo, ospedali al collasso. La stanchezza porta a commettere errori»

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Nursing up: «Personale allo stremo, ospedali al collasso. La stanchezza porta a commettere errori»
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GROSSETO – Una carenza ormai cronica di personale affligge la Asl sud est e la sanità maremmana in particolare. A confermarlo il Nursing up che parla di una sanità maremmana allo sbando con ospedali al collasso e criticità si amplificano giornalmente. Problemi a cui «la direzione aziendale non ha né la capacità né l’intenzione di porre rimedio».

«Non c’è più la possibilità di fare sabato e domenica a casa, saltano i riposi e si moltiplicano i rientri. Questo comporta un rifiuto del lavoro e una stanchezza che poi ti porta a commettere errori. Una coordinatrice ci ha detto: continuo a venire al lavoro con il mal di stomaco per la difficoltà di rapportarsi con chi deve gestire. Forse per farci sentire dovremmo rifiutarci di rientrare a così mancherebbe l’assistenza adeguata all’utenza. E nonostante questo dalla dirigenza ci accusano di non essere collaborativi» afferma Edgardo Norcini presidente Nursing up.

«Medici, infermieri, Tecnici Sanitari, Oss, tutti profili professionali con carenze in organico che hanno ormai superato anche le più catastrofiche aspettative e previsioni. E nel pieno dell’estate la situazione per i colleghi e l’utenza è da girone dantesco dell’Inferno».

«Vogliamo lavorare in modo adeguato e che venga riconosciuta la nostra professionalità: non siamo né angeli né eroi, ma non vogliamo essere maltrattati dalla dirigenza, cosa che fanno già i pazienti al Pronto soccorso e proprio perché si sentono poco assistiti per la carenza di personale e di riflesso se la prendono con noi come se fossimo la causa del loro malessere».

Poi il sindacato parla degli stipendi: «Neppure in Grecia sono così bassi. In Svezia cercano 60 infermieri: stipendio 4.700 euro, con vitto e alloggio. Mia figlia in Irlanda arrivava a 70 mila euro l’anno. Noi a 30mila. Gli studenti abbandonano o corsi di infermieristica (oltre il 30%) perché il percorso di studi non è semplice e quando vengono in corsia si accorgono che lo stipendio non vale il lavoro fatto. Conviene andare a fare l’idraulico. Qui si ha a che fare con la vita delle persone. Se sbagliamo può morire qualcuno: la responsabilità è grossa, e lo stress alto, ma non viene riconosciuto».

«A Grosseto l’Asl ha voluto dare risposta sul Covid. A Grosseto ci sono 30 posti di osservazione breve al pronto soccorso. Tutti servizi per cui serve personale. Ma questa estate non abbiamo avuto assunzioni nonostante i turisti che arrivano. Ci avevano promesso assunzioni a giugno e non sono arrivate ora ci hanno detto che le faranno a settembre. Ma settembre è arrivato» afferma Marco Orlandella, rsa Nursing up.

Sonia Savini parla dell’abuso dell’uso della reperibilità: «La reperibilità non rientra nel bilancio dell’Asl, ma dai soldi nel comparto, lì vanno in automatico dei fondi, e con questo si paga la reperibilità. Per questo l’azienda sanitaria finisce per abusare della reperibilità: le nuove assunzioni andrebbero nel bilancio, la reperibilità no». E un infermiere costa 16 euro l’ora.

Qualche giorno fa, di notte, sono stati chiamati degli infermieri reperibili per spostare un letto: «Ma la reperibilità dovrebbe essere usata per l’emergenza urgenza».

Per quanto riguarda il contratto, scaduto da tempo, «Gli aumenti sono già stati mangiati dal caro vita» precisa Norcini ricordando lo stato di agitazione della categoria.

Manca il personale «ma l’azienda non vuole dirci quanto ne manchi, quanti part time, quante 104, quante maternità…». «A gennaio ci avevano detto avrebbero assunto 150 persone, e ne sarebbero andate in pensione 180 a settembre. Poi ne hanno assunte 30 e si sono accorti di non avere soldi. E così è tutto bloccato» afferma Massimiliano Paolucci.

La situazione:

Guardia Medica – Su 16 postazioni ben 9 sono rimaste scoperte di giorno, con due situazioni che rasentano la pura follia organizzativa; un solo medico a Grosseto invece dei 3 previsti, con l’obbligo di coprire anche Paganico e Castiglione della Pescaia. Follonica un solo medico che deve coprire anche Gavorrano. Di notte sempre 9 postazioni scoperte con la strampalata e indecente scelta di obbligare la guardia medica di Montieri/Monterotondo a visitare i pazienti anche di Follonica, Massa Marittima e Gavorrano. Ma chi le decide queste stratosferiche pagliacciate? E a Siena e Arezzo tutte le postazioni sono coperte e garantite. 

Guardia Turistica – Il servizio non è più previsto sul territorio e quindi chi viene in vacanza non ha certezza di assistenza se non recandosi ad un Pronto soccorso.

118 Emergenza Territoriale – A Grosseto c’è un medico invece dei due previsti (manca quindi un’auto medica), anche a Follonica c’è un solo medico invece dei due previsti, mentre Massa Marittima e Pitigliano sono senza auto medica perché il turno del medico non è coperto.

Pronto Soccorso – L’aumento esponenziale della popolazione sul territorio legata ai flussi turistici e la mancanza sopra citata di una perlomeno sufficiente risposta da parte del territorio (Niente Guardia turistica e Guardie mediche praticamente impossibilitate a svolgere le proprie funzioni) sono un cocktail micidiale per dare il colpo di grazia ad un servizio già in piena sofferenza e con carenze organiche più volte denunciate e a cui la Direzione aziendale non intende porre alcun rimedio.

Setting ospedalieri e “Bolle Covid” – Quella delle “Bolle Covid” è poi la goccia che fa traboccare il vaso. Praticamente su indicazione della Regione Toscana, ai fini di risparmiare in termini di assunzione di personale e di recuperare risorse, si è deciso di ridurre e chiudere il più possibile i reparti Covid e di “sparpagliare” nei vari setting i pazienti positivi al virus, in contesti logistici inadeguati e con una ormai certa ed accertata impossibilità di impedire la contaminazione tra utenti positivi e non, con l’ulteriore aggravante di un utilizzo del personale infermieristico e Oss costretto a gestire contemporaneamente gli uni e gli altri, con una continua ed inaccettabile necessità di passare da zone sporche a zone pulite senza i necessari criteri di sicurezza. E sempre più spesso con meno personale di quello previsto. La possibilità che si verifichino eventi avversi è cresciuta in maniera oltremodo irragionevole ed inaccettabile e il diritto alla salute è ormai una chimera utopistica e irraggiungibile. 

Barbara Farnetani
23 Agosto 2022 alle 20:12
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