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Rossi, Simiani e Franceschelli: parte la campagna elettorale Pd. «Lavoro, imprese e infrastrutture» fotogallery

Il Partito democratico ha presentato i candidati nei collegi di Camera e Senato.

Candidati Elezioni 2022 - Partito democratico

GROSSETO – Il Partito democratico inaugura la sua campagna elettorale in vista del voto delle politiche di domenica 25 settembre e presenta i tre candidati che correranno nei collegi della Camera e del Senato nei quali è ricompresa la provincia di Grosseto.

Enrico Rossi correrà nella sfida dell’uninominale alla Camera, Marco Simiani, nel plurinominale alla Camera e Silvio Franceschelli, nell’uninominale al Senato ed è inserito anche nel listino plurinominale.

Alla presentazione insieme ai candidati erano presenti oltre al segretario provinciale Giacomo Termine, al presidente dell’Assemblea Federico Badini, all’assessore regionale Leonardo Marras, al presidente della provincia Francesco Limatola, anche tanti sindaci e amministratori della provincia di Grosseto. «Un segno di entusiasmo e di buon auspicio» ha commentato Simiani che oggi in via Svizzera giocava in casa essendo stato in passato segretario provinciale del partito e militante di lungo corso.

“Le elezioni politiche del 25 settembre – ha detto Giacomo Termine – sono molto importanti proprio in tutte le anomalie da cui sono state generate. Non nascono da una crisi interna al Governo Draghi, ma dalla crisi esterna di un partito, il Movimento 5 Stelle, e dall’opportunismo dei partiti del centro destra che in questo vulnus si sono inseriti. Il Governo Draghi aveva (ed ha) lavorato molto bene per il Paese, è stato il nostro efficace vaccino alle crisi straordinarie vissute in questi anni, ha risistemato e resa efficace la campagna contro la pandemia, ha collocato l’Italia al centro dello scacchiere internazionale nella crisi economica e in quella provocata dalla guerra in Ucraina. Il metodo Draghi è stato efficace ed ha riconquistato competenza e credibilità nel mondo. Questa riconquista qualitativa ha reso evidente e fatto esplodere le contraddizioni e i limiti di alcuni soggetti che si sentivano fino ad allora al centro della scena”.

“Le nostre candidature locali esprimono competenza, stabilità, senso di responsabilità nazionale, capacità di governo a partire da Enrico Rossi che ha guidato a lungo la nostra Regione Toscana, al sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli, primo cittadino “ai confini” con la nostra provincia, ed infine, ma non per ultimo, al nostro Marco Simiani, grossetano, profondo conoscitore della realtà locale”.

“Vorrei sottolineare però che proprio nella composizione e scelta di questi tre candidati è evidente l’attenzione del PD a offrire al giudizio degli elettori tre persone vicine alla provincia di Grosseto in forme diverse e diversi livelli, ma che insieme posso garantire un rapporto costante e qualificato con il territorio. In ultima analisi non possiamo che ricordare l’ottimo lavoro che negli anni passati ha fatto Luca Sani, deputato uscente, che ha saputo inserire, valorizzare e sostenere le peculiarità locali all’interno dei programmi nazionali. Oggi lo ringrazio a nome di tutto il partito e, ritengo, dei maremmani. ”

“Più che qualcosa di nuovo, vorrei portare in Parlamento qualcosa di vostro – ha detto Simiani -. Comunicherò le richieste del territorio e delle persone che ho conosciuto in questi anni di lavoro”. Così ha esordito Simiani durante la presentazione, raccontando una recente conversazione avvenuto con un cittadino a seguito della sua candidatura. Le province toscane che è stato chiamato a rappresentare sollevano da sempre la problematica della distanza. “Una distanza che necessita di essere colmata, dal punto di vista infrastrutturale, digitale e non, ma anche nei servizi socio-assistenziali e per la persona. Intervenendo su questo punto si andrà a risolvere una disuguaglianza della distanza, che deve sparire a favore di una omogeneità tra tutti i territori della Toscana”, ha spiegato  Simiani. “La risoluzione delle disuguaglianze non riguarda solo i territori, ma anche le persone che compongono la società. Il suo programma parte dall’assunto che per aiutare gli ultimi c’è bisogno di produrre ricchezza per la crescita del Paese, che favorirà conseguentemente l’occupazione, la stabilità e la coesione del sistema sociale”.

“Nella realtà economica toscana, composta principalmente da piccole e medie imprese, offrire loro sostegno significa puntare al benessere economico e sociale dei territori. “Il ritorno dell’inflazione, il debito crescente, l’attuazione del PNRR, la crisi energetica e di materie prime, ma anche la necessità di lavorare a favore di una transizione ecologica e digitale – ha commentato Simiani – ci impone di tener conto delle imprese e del mondo artigiano che sono il motore della nostra economia. In un momento storico in cui è più importante quello che ti resta di quello che incassi, dobbiamo capire che le azioni da intraprendere sono anche quelle connesse a politiche attive del lavoro, in cui al lavoro si dà valore e non ci si orienta verso quell’assistenzialismo tout court che danno misure come il reddito di cittadinanza”. Unire i territori, unire le realtà sociali, unire le persone: sono questi i punti centrali della proposta di Marco Simiani e “Unire” è proprio lo slogan che ha scelto per la campagna elettorale che farà sui territori e per i territori”.

“Ho deciso di candidarmi – Silvio Franceschelli, sindaco di Montalcino, candidato nel collegio uninominale del Senato  – per portare la voce e i bisogni dei territori in Parlamento. In una fase così difficile per il nostro Paese, ognuno di noi deve sentire la responsabilità di mettersi a disposizione del proprio territorio con il proprio bagaglio di esperienza” aggiunge Silvio Franceschelli, candidato al Collegio uninominale U01 del Senato della Repubblica Siena, Grosseto, Arezzo. “Una candidatura che nasce da una sinergia tra il Partito Democratico e la spinta dei sindaci. Figure che ogni giorno si trovano a dover dare risposte ai cittadini. Da Sindaco della città di Montalcino e da amministratore conosco le molte difficoltà ma anche le grandi opportunità che la Toscana del sud ha davanti a sé. Infrastrutture e collegamenti, mantenimento dei servizi sanitari e sociali, riorganizzazione degli enti locali, digitalizzazione delle aree anche quelle più marginali, agricoltura e mondo venatorio, turismo della saggezza con una grande attenzione allo sviluppo dei territori. Abbiamo un’opportunità storica per far sentire la voce dei nostri territori”.

Silvio Franceschelli, 52 anni, una laurea in giurisprudenza, è iscritto all’Albo degli avvocati del foro di Siena e svolge la professione di avvocato. Dal 1996 ha prestato servizio nella Polizia di Stato, ruolo che lasciato nel 1998 per dedicarsi a tempo pieno alla professione di avvocato. Ha ricoperto il ruolo di segretario del Partito Democratico dal 2009 al 2011 e dal 7 maggio 2012 è sindaco del Comune di Montalcino. Nel 2018 è stato eletto presidente della Provincia di Siena, ruolo che ha ricoperto fino al mese di luglio 2022.

«La direzione del Pd – ha scritto l’ex presidente della Regione Enrico Rossi – ha deciso di propormi la candidatura nel collegio uninominale della Camera di Grosseto e Siena. Mi onora il fatto che il collegio che mi è stato proposto è lo stesso in cui veniva eletto alla Camera Femando Di Giulio, giovane partigiano e poi grande dirigente e parlamentare del Pci. Ripartire da Di Giulio significa ripartire dalla grande storia della sinistra italiana e toscana, cosa di cui in questo particolare momento storico c’è indubbiamente un gran bisogno. C’è la necessità di richiamare il popolo della sinistra a stringersi attorno ai propri valori, alle proprie radici e all’orgoglio per le conquiste raggiunte nel corso della storia. La personalità di Di Giulio ha inoltre un tratto attualissimo: quello di un dirigente politico e di un intellettuale che sapeva stringere e mantenere uno strettissimo rapporto con le masse popolari, anche nei momenti più difficili. Ecco, è proprio questa la bussola che ci deve guidare e che il Pd deve ritrovare. Il nostro punto di caduta deve e dovrà essere questo, quello di stabilire una forte empatia con i lavoratori e con gli artigiani e, allo stesso tempo, con gli uomini di cultura. Davanti a noi c’è una svolta da compiere, di fronte abbiamo una destra reazionaria che non ha avuto nemmeno il buon gusto di togliere la fiamma dal proprio simbolo. I nipotini di Almirante erano e i nipotini di Almirante resteranno».

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