Industria

Benini: «Pensare al futuro della Venator è indispensabile per il nostro territorio»

Andrea Benini
Andrea Benini

FOLLONICA – Il Tar della Toscana si pronuncerà domani, 27 luglio, in merito alla richiesta di sospensione della diffida relativa alla cava di Montioni, a seguito del ricorso presentato da Sepin e da Venator. La cava che si trova nel Comune di Follonica, infatti, è ad oggi bloccata dalla diffida regionale, sulla quale pendono due ricorsi al Tar. E così i gessi rossi della Venator, materiale di scarto ottenuto dalla produzione del biossido di titanio, al momento non hanno una destinazione.

Sulla gestione dello scarto ci sono varie questioni aperte e sono tuttora in corso delle trattative commerciali per l’individuazione di una discarica disponibile ad accogliere il materiale.

«Proprio in queste ore si stanno giocando alcune partite fondamentali per il futuro del nostro territorio – spiega il sindaco di Follonica Andrea Benini – sono infatti in corso le trattative commerciali tra Venator ed alcune discariche già attive, presenti sul territorio, per lo stoccaggio del gesso. Nel frattempo, attendiamo l’esito del ricorso presentato al Tar: domani, infatti, sarà deciso sull’eventuale sospensiva. Il polo industriale di Scarlino è strategico il nostro Comune e per i Comuni limitrofi: tra dipendenti diretti e indotto, sono circa 400 i lavoratori impiegati. Inoltre l’azienda produce il 30 per cento del Pil provinciale e garantisce circa 25 milioni di stipendi in un anno. Oltretutto le aziende di Scarlino sono fortemente interconnesse tra loro e la crisi sarebbe purtroppo generalizzata. Un vero disastro per il nostro territorio che sull’industria conta molto».

Benini, proprio per questo motivo, chiede all’azienda e alla Regione di «fissare degli impegni seri e concreti che possano garantire prospettive economiche e occupazionali».

«È indispensabile avere nel più breve tempo possibile una prospettiva futura per la Venator – conclude Benini – mi auguro che venga trovata una soluzione tampone, così da poter pianificare al meglio il medio e il lungo periodo. Con l’Azienda è indispensabile la definizione di un protocollo d’intesa, dove condividere gli obiettivi, le strategie, i siti di conferimento e i progetti concreti, con tempistiche chiare, di riuso del gesso rosso e di riduzione del materiale di scarto.
Questi passi sono indispensabili in gioco c’è la serenità di tante famiglie, delle nostre concittadine e dei nostri concittadini».

Più informazioni
leggi anche
Venator 2002
Gessi rossi
Il Tar accoglie il ricorso di Venator: i gessi rossi tornano alla cava di Montioni
Lolini - Ulmi
Gessi rossi
Venator, Lega: «Pronuncia del Tar è una boccata d’ossigeno, ma ora bisogna fare di più»
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI