Sanità

Problemi pronto soccorso, Uil: «Situazione al colasso, non smetteremo di far sentire la nostra voce»

Pronto Soccorso 2018

Ascolta "Le NEWS da non perdere in Maremma - Sabato 2 luglio 2022" su Spreaker.


GROSSETO - «I problemi di disagio che serpeggiano tra il personale sanitario dei Pronto Soccorso di Grosseto ed Orbetello, permangono e vanno risolti rapidamente». Così il sindacato UilFpl Area Vasta Toscana Sud Est Siena - Arezzo - Grosseto in una nota ritorna a parlare delle criticità dei pronto soccorso.

«Con la presente, la scrivente organizzazione sindacale, dopo il comunicato stampa del 30 giugno, con il quale ha rappresentato in tutta la sua drammaticità, la situazione dei pronto soccorso costieri, ossia quelli del “Misericordia” di Grosseto e del “San Giovanni di Dio” di Orbetello, non intende replicare alle dichiarazioni espresse dagli Ordini Professionali, ma va avanti per la sua strada, a difesa e tutela degli operatori sanitari».

«Ribadiamo altresì, con forza e ferma determinazione, la segnalazione di un fortissimo disagio che serpeggia tra il personale medico, infermieristico e socio-sanitario, operante quotidianamente “in prima linea”, nell’area emergenziale e nei pronti soccorso (Orbetello e, soprattutto, Grosseto), significando la necessità inderogabile di intervenire concretamente e rapidamente sulle cause strutturali che lo producono, ossia: la questione (irrisolta “cold-case”) degli accessi nel periodo estivo; la permanenza nei pronto soccorso dei pazienti “difficili”, a causa della mancanza della creazione di percorsi “dedicati”, nonché la ineludibile ed improcrastinabile necessità di potenziamento delle unità lavorative professionali sanitarie (Infermieri, OSS)».

«Il personale è allo stremo, l’estate è già cominciata. Si devono risolvere i problemi summenzionati e potenziare il personale sanitario nei pronto soccorso, durante il periodo estivo, dato che siamo già in gravissimo ritardo, e che la situazione è al collasso. Non mancheremo di far sentire con forza e decisione la nostra voce, a tutela del personale sanitario, qualora non si provvedesse a “difenderlo” adeguatamente e, con esso, a tutelare la “buona cura” che devono erogare ai pazienti. Tanto dovevamo».

commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI