Scienza

Scienziati maremmani del passato e presente: incontro-evento con il Club “La Cinghialessa”

Astri di Maremma

GAVORRANO – Dopo quasi tre anni di isolamento a causa della pandemia è ripartita la socialità. Il Club “La Cinghialessa” si è riunito sabato 18 giugno, grazie all’iniziativa di Franco Balloni, scrittore, saggista e memoria storica di Gavorrano e soprattutto del professor Francesco Zetti, fisico ricercatore delle alte energie e navigatore oceanico, che ha messo a disposizione come location dell’incontro la propria residenza, un casale nella splendida campagna di Gavorrano.

Hanno partecipato all’incontro la professoressa Mariatea Di Grande Fuligni, fisica ricercatrice, docente universitaria e di scuole superiori di Bologna; la professoressa Foscarina Di Grande, anche lei professoressa emerita in zoologia dell’Università di Bologna; il fisico Domenico Rizzi, padre del professor Andrea Rizzi, dipendente Infn di Pisa e professore associato dell’Università di Pisa; Gabriella Raimo, dirigente scolastica degli Istituti Superiori di Piombino; Michele Papa, professore di Fisica presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Carducci – Volta – Pacinotti” di Piombino; Franco Agresti, storico, corista, musicista ed ex bibliotecario del Comune di Scarlino; Paolo Volpini, dell’Ufficio Beni Culturali del Comune di Piombino, segretario dell’Associazione Astrofili di Piombino e coordinatore della divulgazione della Uai (Unione Astrofili Italiani); Letizia Leonardi, giornalista e scrittrice, autrice di opere dedicate alla storia ed alla letteratura dell’Armenia.

Il Club nasce in un clima goliardico: sono state anche approntate delle magliette con il simpatico logo della “Cinghialessa” e il Presidente, Carlo Soldatini, di Roma, ex grafico della Treccani, ha elaborato le tessere personalizzate.
L’attività dei soci ha però delle finalità sociali e culturali molto serie e significative per la valorizzazione della memoria storica della Maremma e dei personaggi del passato e del presente che si sono distinti in vari campi del lavoro, della ricerca, della tecnologia.

Come per tutti, non è stato facile superare il periodo della pandemia, ma gli amici della “Cinghialessa” non si sono persi d’animo e in questi mesi passati hanno organizzato diversi incontri, e altri sono in via di programmazione.
I più recenti si sono tenuti a Scarlino, per parlare del Brigante Falcino di Monterondo Marittimo, e a Castel del Piano, dedicato al profeta dell’Amiata Davide Lazzaretti.
In quest’ultima occasione, a Gavorrano, il Club ha voluto “giocare in casa”, omaggiando proprio il professor Francesco Zetti, uno dei decani del gruppo.

La biografia del professor Zetti è ricchissima di esperienze importanti, episodi curiosi ed aneddoti divertenti. Franco Balloni gli ha dedicato una divertente poesia, scritta appositamente per lui e che ha ripercorso in sintesi la sua carriera e la sua vita avventurosa. Il professor Zetti è nato a Firenze, dove ha frequentato le scuole, fino alle superiori, salvo nel periodo della seconda guerra mondiale, nel quale la sua famiglia era sfollata a Mestre e Monsummano, in provincia di Pistoia. La sua era una famiglia di artisti. Il padre era pittore, lo zio xilografo, le zie musiciste dell’Orchestra del Maggio Musicale (una era violinista e l’altra pianista). Il giovane Francesco però aveva la passione per la scienza: ha sin da piccolo dimostrato grande interesse per le stelle e i misteri della natura. A 14 anni si è costruito il primo telescopio utilizzando una lente di 10 cm. di diametro, un residuato bellico. Con quel primo, rudimentale telescopio, dal terrazzo di casa osservava i crateri lunari, i satelliti di Giove e gli anelli di Saturno. Dopo il diploma ha deciso di trasferirsi a Bologna per frequentare la facoltà di Fisica e si è laureato con una tesi sperimentale al Cern di Ginevra che aveva come relatore il notissimo professor Antonino Zichichi.

Dopo due anni di permanenza a Ginevra, Zichichi lo ha mandato a Frascati al nuovo elettrosincrotone a fasci incrociati Adone. Dal cielo al mare … Dopo due anni Francesco Zetti si è dimesso per seguire l’altra sua passione, la navigazione in mare. A Follonica ha iniziato a insegnare Fisica all’Iti di Grosseto ma, nel tempo libero, con l’aiuto del suo amico Niccolò Puccinelli, ha iniziato a lavorare nel suo cantiere di Castiglione della Pescaia. Lì si è costruito la sua prima barca a vela di 10,5 metri e con quella ha cominciato a navigare nell’arcipelago Toscano ma è arrivato anche in Corsica, in Sardegna, in Sicilia e in Grecia. Ma il suo obiettivo era l’oceano. Con la barca del suo amico Niccolò, partendo da Salinas, in Ecuador, è arrivato alle isole Galapagos, le isole Marchesi, le Tuamotu, Tahiti e molte altre, percorrendo 3.000 miglia in 45 giorni di navigazione. Aveva così realizzato il suo sogno.

Terminata la sua avventura marinara e di insegnamento, il professor Bellettini, direttore dei laboratori nazionali di Frascati, lo ha esortato di tornare alla fisica come dipendente Infn di Pisa. Allora a Pisa si stavano svolgendo esperimenti al Tevatron di Fermilab e Francesco Zeppi ha lavorato diversi anni, dando il suo contributo alla scoperta del Top Quark. Dopo la collaborazione con Pisa e il Lawrence Berkeley lab, ha firmato un contratto con tali laboratori per lavorare, prima all’esperimento di Fermi, e poi al nuovo Atlas al LHC del Cern. È stato quasi 10 anni a Berkeley e poi ha passato ancora al Cern il suo ultimo anno di attività prima di ottenere la sua meritata pensione nel 2006. Dopo il cielo e il mare adesso si diletta a curare la sua tenuta di Poggio al Fabbro.

L’incontro è poi proseguito ripercorrendo altri ricordi e frammenti di storia della Maremma. Non di rado è capitato di pensare alla classica frase fatta “com’è piccolo il mondo”, scoprendo storie degli amici del Club o dei loro familiari che, pur vivendo e lavorando in tanti luoghi diversi, riscoprono le proprie radici maremmane. Franco Balloni ci ha raccontato ad esempio la storia della famiglia Tagliaferri e della tenuta “La Magia” di Giuncarico, grazie ad un articolo di giornale del 1977 conservato nella sua raccolta di documentazione di storia locale.

Anche se in questa occasione è prevalso l’aspetto divertente e di socializzazione, la voglia di ritrovarsi e di dare nuovo impulso alle future attività, è doveroso ricordare che dietro il gruppo protagonista di questo incontro c’è in realtà una sorprendente storia di eccellenze a livello nazionale e talora mondiale che hanno dato lustro a questa zona rurale e mineraria, ma che ha svelato una sorprendente capacità di emergere nei più svariati campi della cultura e della scienza.

A questo tema furono dedicati i convegni del ciclo “Astri di Maremma”. L’idea nacque nel 2016 su iniziativa di Franco Balloni, a seguito della pubblicazione sulla rivista “Le Antiche Dogane” delle biografie degli illustri scienziati che erano nati nel territorio gavorranese. Insieme all’Architetto professor Paolo Ceccarelli, consulente e coordinatore delle cattedre delle facoltà di architettura per Unesco dell’area mediterranea e la architetto Etra Occhialini, presidente del laboratorio europeo Ilaud, fu portato avanti questo progetto, da riproporre con cadenza annuale, con tematiche diverse ad ogni edizione e rivolto soprattutto alle scuole.

I meeting nazionali “Astri di Maremma” sono stati promossi da diverse istituzioni come il Comune di Gavorrano, il Parco Nazionale delle Colline Metallifere, la Nuova Pro Loco gavorranese, il gruppo “Amici del Cosmo” Gavorrano e il Lions Club Alta Maremma. Gli incontri si sono proposti di far conoscere e ricordare gli scienziati locali (come Franco Fuligni, Piero Fanti, Marcello Ceccarelli, Oreste Piccioni, Marcello Cresti, Mario Grossi e altri) che hanno dato importanti contributi internazionali nel campo dell’astronomia e degli studi sullo spazio; stimolare l’interesse dei giovani locali per la scienza e la tecnologia; utilizzare questa tradizione culturale e il capitale umano esistente per promuovere il futuro sviluppo di attività economiche con tecnologie avanzate e con la ricerca applicata.

Nel 2019 si tenne l’ultimo appuntamento a Massa Marittima, poi la pandemia ha fermato la programmazione.
Nel frattempo, scrivendo le biografie dei personaggi illustri di Gavorrano e del suo territorio, Balloni è entrato in contatto con parenti e amici di tali personaggi e da lì in maniera del tutto spontanea e goliardica è nato il Club “la Cinghialessa” che ha come obiettivi lo stare bene in compagnia, amare la buona tavola e raccontare storie di personaggi prettamente maremmani che non hanno avuto quella visibilità che avrebbero meritato. Insomma un club enogastronomico-culturale che si riunisce almeno una volta al mese con belle persone e con storie inedite e affascinanti.

Al termine dell’incontro il team di appassionati di cultura e tecnologia si è salutato con la promessa della ripresa delle attività, sospese a causa della pandemia.
L’obiettivo dei prossimi eventi sarà principalmente quello di valorizzare i beni culturali della Maremma. In particolare è in cantiere una visita dedicata alla storia dei conti Piccolomini e del Castello di Triana, nei pressi di Roccalbegna. Un altro incontro sarà dedicato al prezioso affresco del ‘400 scoperto alcuni anni fa in un’abitazione di Scarlino, segnalato e visitato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Ma non vogliamo svelare tutto e subito … il gruppo sta già elaborando i dettagli di queste prossime iniziative e nel corso dell’estate i nuovi progetti prenderanno forma e saranno presentati al pubblico al più presto.

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