Follonica

Di Giacinto al sindaco: «Che fine ha fatto l'”Oasi felice” per i ragazzi con disabilità?»

Matteo Salvini 2020 - Massimo Di Giacinto
Massimo Di Giacinto

FOLLONICA – “Due anni fa, di questi tempi, ad amministrare il nostro comune c’era il commissario prefettizio che, sollecitato da alcune associazioni di genitori e in collaborazione con la Prefettura, prese una lodevole iniziativa che fu chiamata ‘Oasi Felice’. Il progetto prevedeva l’utilizzo d’una parte di spiaggia di fronte all’ex Colonia Marina di Senzuno, già destinata ad area pubblica per fini sociali e dotata di tre punti ombra e pedane per l’accesso, alle famiglie di bambini e ragazzi con disabilità. Ma quello spazio, ad oggi, è inutilizzabile per l’ammirevole fine a cui era stato destinato”, afferma il consigliere di minoranza Massimo Di Giacinto.

“Delle tre strutture ombreggianti c’è rimasto poco più dello scheletro e non ombreggiano proprio un bel niente – prosegue -, le pedane per l’accesso con le carrozzine dei disabili, sia lato nord che sud della ex Colonia Marina, non ci sono più. In breve, c’è stato il commissario prefettizio che aveva realizzato una cosa giusta e, due anni dopo, un sindaco di centrosinistra sembra voler cancellare tutto costringendo le famiglie a rivolgersi ai bagni privati, adeguatamente attrezzati, per far fare il mare ai loro figli disabili con relativi costi aggiuntivi in situazioni già difficili economicamente”.

“Siamo già in stagione e la spiaggia pubblica davanti alla ex Colonia non è ancora utilizzabile da ragazzi e ragazze non autosufficienti che, insieme ai loro familiari o accompagnatori, potrebbero vivere il mare in assoluta tranquillità e comfort a vantaggio del loro equilibrato sviluppo psico-fisico”.

“Sindaco e amministratori, mettetevi una mano sulla coscienza e rilanciate il meritorio progetto ‘Oasi felice’ segnalando con precisione a chi è destinato quello spazio e spostando il parco giochi acquatico con i gonfiabili che adesso è proprio lì davanti. Mi sembra inopportuno e irriguardoso tenerlo in quello spazio di mare nei confronti di chi non può giocarci per la sua sfortunata condizione. A meno che ‘Oasi felice’ non sia stata definitivamente archiviata da Benini e compagni sempre così sensibili, a chiacchiere, alle questioni sociali e ai bisogni dei più fragili”, conclude Di Giacinto.

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