
GROSSETO – Martedì 7 giugno alle ore 18 nell’arena della Ciclofficina Ruote Libere di via Matteotti 77/79 si terrà il primo open meeting relativo allo stato dell’arte nella città di Grosseto rispetto alla rigenerazione urbana a base culturale.
Parteciperanno le associazioni grossetane che si occupano di arte urbana. Il progetto Urban Resilience è vincitore della terza edizione dell’avviso pubblico Creative Living Lab, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura.
L’evento sarà coordinato da Mauro Papa, direttore del Polo culturale Le Clarisse di Grosseto. «La street art o “arte di strada”, in contrapposizione all’arte pubblica ufficiale e monumentale inquadrata dai canali istituzionali – spiega Papa – nasce a Grosseto negli anni Novanta con gli interventi di writers come Marc Molinari e Lapo Simeoni, in costante relazione con altre scene italiane, emersi da un sottobosco di cultura underground che era vitale anche nella nostra provincia, tanto da riuscire a portare in città, nel nuovo millennio, un gigante della street art come Blu. Le azioni di Blu, però, erano già contestualizzate all’interno di un percorso legale. Il lavoro serio e costante di molti writers locali, come Marco Milaneschi (alias Skiwo, poi Sera) o Claudio Chimenti (alias Madkime), con la loro associazione ArteFacto, è servito in passato a coinvolgere le istituzioni in politiche e progetti di valorizzazione delle istanze creative giovanili. Da sottolineare, inoltre, che le azioni legali si sono moltiplicate quando dal fenomeno originale del writing – caratterizzato dalla ossessiva ripetizione di una firma (“tag”) che tende a invadere egoticamente tutto – si è passati alla cultura che convenzionalmente definiamo “street art”, stimolata da un intento estetico che si esercita con le tecniche più varie (dai dipinti ai poster, dalle installazioni agli stencil) e che è da ricondurre al tentativo di integrare e migliorare il paesaggio urbano con forme riconoscibili e, sovente, legali perché riconosciute e promosse dalle istituzioni».
Nei prossimi mesi, come già nelle settimane precedenti, attraverso eventi e open meeting con partenza dall’Arena della Ciclofficina Ruote Libere, verrà messo l’accento sulle opere presenti in città. «Ad esempio, proprio grazie ad ArteFacto e alle pubbliche amministrazioni della Provincia di Grosseto e dell’assessorato alle Politiche giovanili del Comune – ricorda ancora Papa – la Cittadella dello studente di Grosseto nel luglio del 2012 ha ospitato un vasto progetto di riqualificazione urbana che, accanto al murale di Blu, ha colorato le pareti di scuole e palestre con decine di opere firmate da street artists provenienti da tutta Italia come Zedz, MrFlash, Joys, Dado, il collettivo Truly Design, Dario Vella, Mrfijodor, Corn79, Etnik, DukeOne e ZED1. Nel 2013 l’attenzione si è spostata nella vicina Marina di Grosseto, dove, in occasione dei Campionati mondiali di Vela F18, la stessa associazione Artefacto, insieme al Comune di Grosseto e alla Fondazione Grosseto Cultura, ha dato vita al Festival Oltremare, un progetto di arte urbana che ancora una volta ha richiamato artisti fra i più attivi in Italia (Macs, Etnik, Corn79, Dado, Made514, Mrfijodor, Mr. Thoms, Aris, il collettivo Truly Design, Orgh, Zeus, Koso, Tomak). Nel giugno 2015, in occasione della terza edizione del Premio Mario Monicelli organizzato dalla Fondazione Grosseto Cultura, lo street artist Zed1 ha realizzato un grande murale per riqualificare un un muro di moderna costruzione, devastato dalle scritte, adiacente al Cassero Senese».
Il Festival Oltremare si è fermato alla prima edizione, mentre altre attività proseguono. Ad esempio Trame Festival – Serrande chiuse per arte aperta, progetto nato nel 2020 e giunto nel 2022 alla sua terza edizione. «Trame – spiega ancora Mauro Papa – è un progetto di riqualificazione urbana organizzato dal collettivo Clan con la partecipazione del Comune di Grosseto) che intende dare nuova vita alle serrande dei locali chiusi e dismessi del centro utilizzandole come “tele” per opere di street art. Il Festival ogni anno pubblica una call per delle residenze artistiche finalizzate alla realizzazione di queste serrande d’arte: oggi sono più di trenta».
A proposito di modalità attraverso cui intercettare i cittadini e coinvolgerli nelle attività che orbitano intorno al tema, «gli obiettivi – sostiene Papa – sono quelli di rigenerare gli spazi stimolando il senso di appartenenza e protezione della comunità che li abita. Non solo si creano luoghi più belli, colorati e vitali, ma l’esperienza del murale di Zed1 ci ha insegnato che se crei un progetto condiviso, che fa partecipare più persone alla sua ideazione e alla sua realizzazione, crei anche le basi perché le opere vengano rispettate dalla comunità e non vandalizzate. Il murale di Zed1 è lì dal 2015 e nessuno lo ha toccato, esattamente come non hanno mai taggato o vandalizzato le opere di Blu. Ogni anno, poi, vengono organizzate visite guidate alle serrande dipinte di Trame, in modo tale che la cittadinanza conosca e si senta orgogliosa di questa risorsa artistica che concorre a formare anche un senso identitario, e non solo nelle generazioni più giovani. Le opere di street art “aprono” i muri e gli ambienti, sollecitandone l’uso pubblico, anche nei centri storici. Centri storici sempre più privatizzati, cioè diventati prosecuzioni, simulacri di quegli ambienti domestici che devono essere sempre ordinati, puliti, silenziosi, sicuri, insomma “decorosi”, secondo quel pericoloso e dilagante concetto di decoro che implica il rimuovere o nascondere. Ma lo spazio pubblico non può coincidere con lo spazio privato, perché è anche lo spazio dell’altro, lo spazio dell’incontro, dello scambio e del conflitto. E soprattutto lo spazio pubblico non può essere decorato solo da vetrine commerciali e manifesti pubblicitari che rispecchiano solo le logiche del profitto».
Ecco il programma dell’evento di martedì 7 giugno. «Prima di tutto – annuncia Mauro Papa – ci saremo noi del Polo culturale Le Clarisse con il nostro cantiere d’arte pubblica chiamato CAP58100, che lavora alla catalogazione delle forme di street art, soprattutto perché la street art ha come peculiarità il suo essere effimera e transitoria, assecondando le metamorfosi urbane, e all’indagine sul ruolo degli spazi pubblici, come nel caso del progetto “Piazze n(u)ove”. Poi ci sarà Marco Milaneschi e il collettivo Edf, che riunisce 7 urban artist provenienti dall’intero territorio toscano, da Pisa a Grosseto, con il fotografo e videomaker Vittorio Marrucci e la curatrice Lara Dell’Unto, e che è riconosciuto come uno dei principali collettivi che si occupa di arte sociale in Italia. Infine, saranno rappresentate anche le associazioni Clan e Kansassity che da anni lavora sul territorio portando nelle piazze la propria programmazione legata alla cultura dell’audiovisivo. Ma gli ospiti saranno anche altri, anche molto giovani, a documentare una ricchezza di relazioni, collaborazioni e confronti che rende Grosseto, in questo settore creativo, particolarmente aggiornata e vivace».