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Geotermia, l’appello dei sindaci toscani: «Prorogare le concessioni di almeno 15 anni»

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MONTEROTONDO MARITTIMO – «Stiamo vivendo una fase delicata, nella quale i prossimi mesi saranno decisivi per capire quale potrà essere il futuro della geotermia e di conseguenza dei territori geotermici toscani».

A dirlo sono i primi cittadini dell’area geotermica tradizionale: Ilaria Bacci, sindaca di Pomarance (PI); Giacome Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo; Nicola Verruzzi, sindaco di Montieri; Alberto Ferrini, sindaco di Castelnuovo Val di Cecina (PI); Luciana Bartaletti, sindaca di Chiusdino (SI); Francesco Guarguaglini, sindaco di Radicondoli (SI) e Francesco Govi, sindaco di Monteverdi Marittimo (PI).

I sindaci, dinnanzi alla ormai imminente scadenza delle concessioni prevista per il 2024, hanno operato e stanno operando senza sosta utilizzando tutti i canali istituzionali possibili per supportare, da un lato, la Regione Toscana in questo complesso percorso e per sensibilizzare, dall’altro, tutto l’arco parlamentare ed il governo al fine addivenire in tempi rapidi e certi ad una soluzione che «rimetta al centro della politica energetica nazionale un asset che, negli ultimi anni, è stato purtroppo sottovalutato nelle proprie potenzialità e nel proprio sviluppo, frenato da un clima di incertezza politica e normativa e sicuramente penalizzato dal mancato inserimento nel Fer 1, prima, e dalla pressochè totale assenza all’interno del Pnrr, poi, per ciò che concerne la cruciale strategia della transizione energetica del nostro paese».

«Stiamo registrando, nell’ultimo periodo, alcuni timidi segnali ma incoraggianti e vogliamo sperare che le dichiarazioni del Ministro Cingolani degli ultimi giorni siano effettivamente il preludio di azioni concrete che segnino una via di rilancio e di ritrovata centralità per questa strategica risorsa per la Toscana, per questi territori e per tutta la Nazione».

«La drammatica crisi energetica che stiamo vivendo unitamente ai cambiamenti economici, sociali nonchè climatici in atto che produrranno stravolgimenti sostanziali nel breve e lungo periodo impongono azioni decise ed una strategia chiara che miri a limitare la nostra dipendenza energetica, e non solo, dall’estero nonchè a valorizzare ulteriormente le rinnovabili ed a proteggere e rafforzare le nostre risorse in un’ottica anche di sicurezza nazionale».

«Riteniamo che sia venuto il momento, con estrema chiarezza e compattezza, di fissare alcuni punti, speriamo utili, alla discussione ribadendo concetti probabilmente noti che rappresentano capisaldi di una posizione, unitaria, delle municipalità dell’area tradizionale».

«I sindaci ritengono che l’unica soluzione veramente strategica, giunti a questo punto, tenuto conto delle contingenze esogene ed endogene, sia la proroga delle concessioni all’attuale concessionario per un arco di tempo congruo, perlomeno quindicennale, che consenta in primis di mettere in sicurezza il comparto e di garantire prospettive certe ma anche la realizzazione di investimenti, miglioramenti ambientali e tecnologici e progettualità di sviluppo economico e sociale dei territori. Ciò anche attraverso l’utilizzo della cd. golden share e comunque di ogni azione utile a garantire e tutelare una risorsa strategica nazionale ed il suo contributo al fabbisogno energetico regionale e nazionale».

Sviluppo industriale che non può non andare di pari passo con lo sviluppo territoriale. Per i sindaci la proroga non è un corsia preferenziale al concessionario ma una garanzia di tenuta per il territorio e le sue imprese e di continuità nella coltivazione della risorsa.

«Per questo fino ad oggi, con grande senso di responsabilità rispetto alla delicatezza del momento, non abbiamo esternato le nostre riserve per la mancata concertazione del piano di investimenti predisposto da Enel con le istituzioni del territorio. E’ chiaro che le cifre di cui si parla sono ragguardevoli ma da sole non bastano e potrà essere un buon piano, accettato con favore dai sindaci, soltanto quando si andrà oltre i numeri entrando nel merito delle scelte ed indirizzando decisioni ed azioni nell’interesse primario dei territori. Enel può e deve dare di più. La crescita delle nostre comunità non può basarsi solo sulle azioni unilaterali di Enel».

«L’energia geotermica e la ricchezza da essa generata debbono costituire, a tutto tondo, una ricchezza per i territori, le loro popolazioni e le loro imprese. Non ci si può rassegnare all’idea, poi, come pare trapelare dal piano sopra richiamato che lo sviluppo industriale nell’area tradizionale non sia ulteriormente perseguibile; può al contrario esserci ed il concessionario ha l’obbligo di agire per provare a conseguirlo. La geotermia in quest’area è culturalmente e socialmente accettata se continuerà ed accrescerà la propria capacita di contribuire al futuro ed al benessere di questi territori. Al contrario qualora le distanze, in termini di ricadute, ricchezza e possibilità dovessero ulteriormente acuirsi anche le posizioni e le scelte delle istituzioni non potrebbero che mutare».

«Infine, grazie soprattutto al nostro alacre lavoro, all’impegno della Regione ed all’opera di alcuni parlamentari toscani, stiamo assistendo ad una sempre maggiore attenzione sulla tematica ed al fatto, rilevante, che questa sia divenuta sempre più elemento di discussione e patrimonio di molte forze politiche. Sappiamo che questi che verranno saranno mesi cruciali e che servirà il lavoro di tutti per raggiungere l’obiettivo. Vogliamo perciò dar corso alla suggestione lanciata dal Presidente Giani lo scorso 2 di maggio durante una assemblea in Regione sul tema e lanciare una grande iniziativa a Firenze, con la stretta collaborazione della Regione, coinvolgedovi tutti i parlamentari toscani, il consiglio regionale, il mondo economico e sindacale e tutti quelli che, come noi, vogliono fortemente rilanciare l’azione e lo sviluppo della geotermia in Toscana. La geotermia è una risorsa rinnovabile toscana ed italiana, una ricchezza di questi territori, che dovrà essere centrale nella transizione energetica. Sappiamo che questo è il momento decisivo ed i territori vogliono esserci ed essere protagonisti».

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