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Peste suina, l’Asl in allerta. Il piano di prevenzione e sorveglianza: «Necessario l’impegno di tutti»

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GROSSETO - Giovedì scorso presso l’auditorium dell’ospedale Misericordia di Grosseto si è tenuto un incontro di aggiornamento sulle misure di controllo e prevenzione della peste suina africana (Psa) organizzato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Toscana sud est.

Erano presenti i rappresentanti della Polizia Provinciale di Grosseto, dei Carabinieri Forestali e delle Polizie Municipali dei comuni di tutta la provincia e i rappresentanti del Parco Naturale della Maremma. Inoltre sono intervenuti in qualità di relatori Antonia Paladino, dirigente veterinario della Asl Tse; Luigi Liberti, direttore Sanità Animale sempre della Asl e Alessio Capecci, funzionario del settore Sanità della Regione Toscana.

L'obiettivo è stato quello di condividere e intensificare tutti i sistemi di sorveglianza e di prevenzione al fine di scongiurare l'introduzione della peste suina nella Regione Toscana, al momento territorio libero dall'infezione, attraverso una stretta collaborazione tra il servizio veterinario ed i corpi di Polizia. In maggior ragione del fatto che la presenza della patologia è stata confermata in Liguria e Lazio, regioni confinanti con la Toscana.

“Dobbiamo potenziare tutti i sistemi di sorveglianza e prevenzione di questa patologia – ha spiegato Giorgio Briganti, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl Toscana sud est - perchè rappresenta un pericolo sanitario per le popolazioni di cinghiali e suini a causa della sua elevata mortalità e una grave minaccia per settori commerciali come l'export dei salumi e dei prosciutti e per l'attività venatoria. Tutti possono contribuire a ridurre la sua diffusione – ha aggiunto - attraverso uno sforzo comune che non coinvolge soltanto i servizi pubblici veterinari e gli organi di Polizia ma anche la filiera suinicola, il mondo venatorio ed i comuni cittadini”.

Nel corso dei lavori è stato illustrato il piano di prevenzione e controllo della malattia che si articola in diversi punti: la sorveglianza passiva sulle popolazioni di cinghiali e suini al fine di poter rilevare tempestivamente l’eventuale presenza del virus sul territorio, il controllo numerico dei suini selvatici, la costante verifica della corretta applicazione delle misure di biosicurezza negli allevamenti ed un adeguata campagna di formazione ed informazione degli stakeholders.

Nel contesto delle misure preventive, è poi ribadita la priorità di garantire una corretta gestione dei rifiuti urbani, soprattutto per quanto concerne la frazione organica che potrebbe attirare i cinghiali e contribuire al diffondersi della malattia; i cestini nelle aree verdi e nei parchi dove spesso vengono effettuati pic nic devono essere svuotati frequentemente. È anche emersa la necessità di sensibilizzare i cittadini su questo tema, installando adeguata cartellonistica con le informazioni fornite dal Ministero della Salute.

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