Dall'associazione

L’appello del WWF: «Non date da mangiare agli animali selvatici». Ecco perchè

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GROSSETO – “Non date da mangiare agli animali selvatici”, è questo l’appello del WWF.

“Ormai è sotto gli occhi di tutti – spiegano dall’associazione -: sempre più spesso i selvatici (per la precisione alcune categorie) amano interagire con ambienti fortemente antropizzati quali i centri urbani e periurbani. Questa interazione rischia di creare problemi seri sia agli stessi animali che alle amministrazioni comunali le quali, cercando di agire in tempi brevi, rischiano di prendere decisioni avventate e poco lungimiranti”.

“Il caso del cinghiale soprannominato “Dondo”, ormai residente in quel di Ravi (Gavorrano), è emblematico: un selvatico che, trovando cibo con facilità (grazie a donazioni più o meno spontanee di frutta e verdura che i cittadini divertiti gli hanno elargito), si ritrova a “scodinzolare” per le vie del paese rappresentando da una parte una fonte di allegria per i passanti ma dall’altra un potenziale pericolo per sé stesso, per i passanti e per i veicoli”.

“Le motivazioni alla base di questo fenomeno sono molteplici e vanno dalla perdita di habitat in cui vivono questi animali, al fatto che per molte categorie classificate “prede”, l’ambiente antropico appare più sicuro perché privo di predatori. Tra i fattori determinanti poi, rientra la facilità nel trovare tanto cibo (cassonetti, discariche ecc. ecc.) con poco sforzo e nel caso dei cinghiali dobbiamo anche ricordarci di come il numero in molte zone sia al limite del sopportabile per l’habitat che li accoglie a causa in primis di uno sbagliato approccio del mondo venatorio che li foraggia nel periodo di procreazione e ne ha favorito l’incrocio con razze dell’est europeo; in secundis con l’incrocio anche con maiali allevati allo stato brado e per la mancanza di predatori negli ultimi 50 anni”.

“Che sia un erroneo sfogo di senso animalista e/o pietoso nei confronti di una piccola creatura, il voler far vedere un animale da vicino a vostro figlio, la disgraziata incombenza di farsi per forza un selfie o la maledetta voglia di sedicenti fotografi naturalisti (quelli veri sono altri) di scattare sempre più vicino: non fatelo”.

“Un riccio a cui date del latte può morire di dissenteria; la volpe che foraggiate fino a farla diventare grassa scapperà con difficoltà dai predatori e nutrirà i cuccioli col latte formatosi con alimenti che potrebbero non aiutarne la crescita; un cinghiale che gira in paese può creare incidenti, fare del male a qualcuno anche non volendo (immaginatevi la signora a spasso col cane). E tutti rischiano di venire “reclusi” o abbattuti per decisione politica, o ancora di cadere facilmente nelle grinfie dei bracconieri”.

“Una delle poche eccezioni che può avere senso, ecologicamente parlando, è quella di allestire abbeveramenti estivi e mangiatoie invernali per gli uccellini, sempre tenendo presenti alcuni buoni principi (come l’utilizzo di alimenti adatti, la non esposizione delle mangiatoie alla portata dei gatti, la disponibilità per tutto il periodo invernale e non solo sporadicamente, ecc.)”, concludono dal Wwf.

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