Politica

Comune in bilico. Mozione di sfiducia per il sindaco Coppi: «Ne prenda atto e si dimetta»

municipio palazzo municipale Castell'Azzara

CASTELL’AZZARA – Una mozione di sfiducia congiunta, presentata da sei consiglieri tra maggioranza e opposizione.

A firmare la sfiducia al sindaco sono Massimo Guidotti, Edoardo Furzi, Elisa Dani, Lorenzo Messana, Renzo Marsili e Simonetta Rustici. Si tratta dei gruppi consiliari “Insieme per il bene Comune” e “Insieme senza barriere” (che raccoglie parte della maggioranza).

Restano dunque al fianco del sindaco Maurizio Coppi il vicesindaco Massimiliano Nannoni, Michela Merli e Beatrice Tenci.

«La normativa – si legge nella mozione presentata oggi – prevede che la mozione di sfiducia al sindaco sia “motivata e sottoscritta” da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati e per essere approvata, deve essere votata favorevolmente dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio Comunale. In caso di approvazione, ne consegue che il Consiglio, il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica e si procede allo scioglimento del Consiglio dai sensi di legge».

«Ci auguriamo che il sindaco Maurizio Coppi ne prenda atto e, onde evitare ulteriori inutili strascichi, si dimetta».

«Fin dall’inizio del percorso amministrativo si sono palesate e riscontrate, da parte di diversi consiglieri pesanti difficoltà nell’esercizio delle proprie prerogative e più in generale di quelle in capo al Consiglio comunale, quale organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’ente, preposto all’approvazione delle strategie politiche e gestionali in ambito comunale necessarie e vincolanti nei confronti di tutti, ivi compreso il sindaco, gli assessori, i dirigenti e i responsabili dei servizi tali da rendere l’azione amministrativa efficiente, efficace e trasparente» si legge nella mozione.

«Le difficoltà, gli impedimenti, i contrasti, nonché le modalità con cui il sindaco ha esercitato le proprie funzioni hanno reso più evidenti fatti e circostanze ampiamente sottolineate in più occasioni, che, tra l’altro, hanno condotto alle dimissioni prima del capogruppo di maggioranza, poi del vice sindaco e di un assessore e in seguito alle dimissioni di due consiglieri».

«Possono riassumersi: l’insufficiente propensione di questa Amministrazione ad aprirsi al confronto sulle scelte fondamentali dell’ente e ad affrontare le situazioni ed i percorsi decisionali, da quelli ordinari a quelli più complessi, (pandemia, vicenda Wind3, ecc.), con la necessaria trasparenza e l’adeguato coinvolgimento di tutte le forze politiche, sia di maggioranza, sia di opposizione presenti in Consiglio comunale».

«Una interpretazione poco inclusiva nella definizione delle funzioni amministrative – prosegue la nota -, nettamente incentrata sull’organo esecutivo, che di fatto ha marginalizzato non solo il ruolo degli eletti, ma anche quello, ancora più significativo, del Consiglio comunale, che ha funzione di indirizzo sull’azione amministrativa, a maggior ragione sulle questioni di più grande rilevanza»

«L’azione sistematica di indebolimento dei percorsi partecipativi che costituiscono un diritto dovere di ogni pubblica amministrazione, già avviati e che invece di essere rimodulati, valorizzati e potenziati, sono stati ridotti ad organismi formali e burocratici».

I consiglieri lamentano: «l’eccessivo verticismo degli atti assunti dal sindaco, ivi compreso le nomine, ha prodotto fragilità progettuale, frammentazione delle azioni e assenza di una visione lungimirante e sostenibile del territorio, causando i seguenti effetti: ritardi significativi e intollerabili nella progettazione e definizione di interventi strategici per il nostro comune, incluse le progettazioni lasciate dalla precedente amministrazione, nonché le mancate progettualità dell’ultimo anno»

«La svalorizzazione e lo svuotamento delle funzioni istituzionali, in particolare del Consiglio comunale, delle Commissioni consiliari, e della conferenza dei capigruppo, mai istituite; l’assenza di comunicazione, nonostante più volte sollecitata da vari consiglieri, fra ente e cittadini, e la conseguente mancanza di dialogo e di confronto sulle questioni rilevanti per il nostro territorio; la sistematica disapplicazione di quanto disposto dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale in merito alle risposte e alla discussione di interpellanze ed interrogazioni».

«La disorganizzazione del personale, di cui il sindaco è da ritenersi direttamente responsabile nella veste di assessore preposto, caratterizzata da orari di lavoro mai formalmente definiti, nonché da nulla osta a trasferimenti in altri comuni di soggetti richiedenti professionalmente formati, ha determinato l’impoverimento delle risorse umane e del modello organizzativo preposto» accusano ancora i sei consiglieri.

«A partire dal suo insediamento, infine, il sindaco ha disatteso il mandato politico popolare non riuscendo a realizzare quanto inserito nelle sue stesse linee programmatiche. I sottoscritti consiglieri comunali ritengono che il governo della nostra comunità non possa continuare ad essere esercitato con queste modalità».

Per questo chiedono «la convocazione dell’apposita seduta del Consiglio Comunale, ai sensi di quanto disposto dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente proposta di mozione di sfiducia al sindaco».

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