Diocesi

#Seguimi: 176 fra adolescenti ed educatori da Grosseto a Roma per fare Pasquetta con Papa Francesco

Papa Francesco a Nomadelfia

GROSSETO – Papa Francesco chiama, anche Grosseto risponde prontamente. “Seguimi” è l’invito che il Santo Padre ha rivolto ad ogni adolescente italiano, per una Pasquetta speciale, con lui. E sono in tanti dalla Diocesi di Grosseto ad aver accolto il suo invito e già frementi e pronti a partire: 176 in tutto, di cui 142 ragazzi e 34 fra sacerdoti e animatori. Hanno aderito dalle parrocchie del Cottolengo (giovanissimi di Ac), dalla Santa Famiglia, da Nomadelfia (i più numerosi, sono 36), dagli Scout Agesci Grosseto 3, dalla Gifra adolescenti e Araldini medie di Santa Lucia; 8 giovanissimi dalla comunità di Ribolla, un gruppo dalla parrocchia di San Francesco, dalla parrocchia di Roselle, dalle scuole Chelli, dall’Addolorata e tre ragazzi dalla diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.

Un bel gruppo che attende con ansia la mattina del 18 aprile, quando, tutti insieme, si ritroveranno alla stazione con partenza prevista per le 9.30. zaino in spalla e pasti al sacco; arrivo a Roma, qualche momento di animazione/attività informali insieme (challenge, giochi, bans), pranzo e poi nel primo pomeriggio cammino verso piazza San Pietro con le altre Diocesi della Toscana per partecipare all’incontro col Papa, che inizierà con un’animazione di piazza, poi con l’arrivo del Santo Padre (intorno alle 17.30), quindi la preghiera-incontro con lui e si concluderà per le 19.30/20 con un momento di festa. Cena al sacco, treno e rientro a Grosseto.

“Vivremo un momento di gioia semplice e sereno, che dopo tante chiusure finalmente riusciamo a vivere e a far vivere a tanti ragazzi che, o per età, o per pandemia, non hanno mai avuto l’occasione della piazza, di raduni nazionali, di spiritualità condivisa”, commenta don Stefano Papini, incaricato diocesano e regionale del servizio di pastorale giovanile.

L’organizzazione non è stata semplice, ma “facciamo insieme questa piccola fatica perché i nostri adolescenti, come noi, possano crescere in una sempre maggiore reciproca stima e amicizia – prosegue don Stefano – Forse abbiamo perso un po’ la mano nell’organizzare questo tipo di iniziative, ma come pastorale giovanile diocesana l’abbiamo proposta volentieri, convinti che possa essere un momento di freschezza e di Chiesa semplice e luminoso, da incastonare nel cammino dei nostri adolescenti. Il cammino all’Eremo di San Guglielmo, a febbraio, ce lo ha confermato”.

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