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Cultura

Conoscere senza scavare: un convegno sull’archeologia non invasiva

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Conoscere senza scavare: un convegno sull’archeologia non invasiva
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ORBETELLO – È sempre necessario scavare o esistono altri metodi per conoscere un giacimento archeologico? Quale aiuto può dare la cartografia digitale per conoscere e tutelare il patrimonio? E come si combinano le due cose? C’è da tutto questo un vantaggio per le comunità interessate?

Da domande simili e da esperienze maturate sul campo scaturisce il workshop di Orbetello “Conoscere senza scavare. La storia del territorio attraverso l’archeologia non invasiva: risultati e prospettive”. In proposito l’Istituto centrale per l’archeologia (Ica), nell’ambito della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Dg-Abap), organizza due giornate di studio, il 12 e il 13 marzo 2022, con la collaborazione fattiva ed entusiasta dell’amministrazione comunale di Orbetello nonché della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Arezzo, Grosseto e Siena (Sabap-Si). L’incontro, che si svolgerà presso il Museo archeologico comunale, nato dal recupero dell’ex Polveriera Guzman, potrà essere seguito anche da remoto.

Ciascuno per le proprie competenze, Dg Abap e Ica operano in sinergia tra loro e con le Soprintendenze per elaborare, promuovere e sostenere metodi e strumenti che consentano le migliori e più aggiornate forme di conoscenza del patrimonio archeologico, a vantaggio della sua tutela e fruizione da parte della cittadinanza.

È proprio in questa chiave che assume valore l’appuntamento scientifico, che ha luogo in una delle realtà oggetto delle ricerche, ma ha anche un livello internazionale. In effetti, per una comunità che abita il territorio interessato dalle ricerche, la costruzione della coscienza individuale e collettiva della propria eredità culturale, non può prescindere dalla piena condivisione della ricerca archeologica, già durante il suo svolgimento. Come sancito dalla Convenzione di Faro, essere parte attiva, per una comunità e per le istituzioni che la rappresentano, dello sforzo di conoscenza contribuisce potentemente allo sviluppo del senso di appartenenza: del patrimonio culturale alla comunità e ai suoi membri; e di questi alla storia del territorio.

L’incontro di studi fa parte dei “Discorsi sul metodo”, finora promossi e organizzati dall’Ica in varie sedi istituzionali, con l’obiettivo di approfondire temi legati alla ricerca archeologica e al suo ruolo per la collettività. L’evento di Orbetello, che il Comune ha voluto ospitare, è un esempio di collaborazione e condivisione fra un’amministrazione comunale e uffici centrali e periferici del Ministero della cultura, in cui la comunità locale non è teatro passivo della ricerca, ma svolge un ruolo attivo in una fase fondamentale qual è la prima presentazione dei risultati raggiunti; da parte loro, l’idea di spostare il workshop “dal centro al territorio” attua il principio secondo cui fine ultimo di qualsiasi ricerca è la sua condivisione con il pubblico, anche dei non addetti ai lavori, così da dare l’opportunità alla cittadinanza di partecipare alla costruzione di un futuro ben saldo, perché basato sulle proprie radici, creando un modello di sinergia che potrà essere riproposto per altri temi scientificamente fondati.

Il programma inizia con la presentazione del “modello Orbetello” e del suo contesto archeologico per proseguire, dopo l’inquadramento disciplinare curato da esperti del settore, con l’illustrazione del piano di interventi, attuato negli anni appena trascorsi su fondi della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, con sperimentazione nei 3 siti campione: il centro storico di Orbetello, l’antica Hafa a Bonorva (Ss) e gli scavi di Altinum a Quarto d’Altino (Ve). In questi siti, metodi di indagine non distruttiva sono stati applicati per “conoscere senza scavare” contesti differenti sia per caratteristiche del popolamento antico sia per dinamiche dell’insediamento contemporaneo. Ora si testerà l’inserimento di una sintesi dei dati raccolti nel Geoportale Nazionale per l’Archeologia, secondo lo standard di descrizione e rappresentazione adottato per questo strumento di cartografia digitale, curato dall’Ica, grazie anche alla costante e proficua collaborazione del Servizio II della stessa Dg-Abap e dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (Iccd).

A seguire, si mostrano aspetti del contesto generale in cui il piano illustrato si inserisce: il significato delle riserve archeologiche, presente nella Convenzione de La Valletta 1992 ma già teorizzato dalla Commissione Franceschini prima del 1967; il quadro scientifico, normativo e amministrativo entro cui si opera; le ricadute per le comunità coinvolte.
Si continua con relazioni che forniscono parametri sia di metodo sia all’interno dell’azione amministrativa, e particolari esempi di applicazione, come le indagini subacquee.

Segue il confronto con la presentazione di alcune esperienze di ricerca e di approcci metodologici da alcuni Paesi europei, come Norvegia, Regno Unito, Germania.

Si giunge infine alla presentazione di aspetti legati allo sviluppo del piano: per primo, l’ambito della legalità, affidato al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale; quindi l’inserimento delle indagini non invasive nel piano di valorizzazione di aree archeologiche.

Conclude i lavori l’esposizione di alcuni significativi interventi operati recentemente direttamente dalla Sabap-Si o comunque nell’ambito delle sue funzioni di tutela del territorio grossetano: lo scavo del sito di Monterotondo Marittimo e il recupero del relitto di Follonica (interventi condotti grazie a finanziamenti della Dg Abap); l’intervento di ricollocamento nella sua posizione originaria del Mosaico del Labirinto della villa romana di Giannutri (realizzato grazie alla sponsorizzazione del Rotary Club di Grosseto); gli interventi di carotaggio e geofisici in laguna e nei suoi tomboli, fino al ruolo della carta archeologica nella pianificazione urbanistica a Orbetello.

Così commenta l’iniziativa l’assessore alla Cultura del Comune di Orbetello MaddalenaOttali: ”Fin dall’inizio della mia esperienza di assessore alla Cultura per il Comune di Orbetello ho lavorato con tenacia per restituire alla popolazione e ai numerosi turisti che ospitiamo ogni anno un importante tassello della cultura della nostra comunità: il Museo Archeologico ospitato in una struttura che tanta importanza ha avuto nella storia di Orbetello. Dal momento della sua riapertura con orgoglio e dedizione abbiamo cercato di ridare vita al museo con iniziative e appuntamenti di rilievo che tanto gradimento hanno ottenuto tra la cittadinanza. Esplorare la storia di Orbetello attraverso un museo non può ovviamente prescindere dalla conoscenza, a vantaggio della sua tutela e fruizione da parte della cittadinanza, dei metodi e degli strumenti a disposizione della ricerca archeologica su un territorio che, come il nostro, può vantare un rilievo decisivo nel panorama delle ricerche italiane in questo senso. Con onore e gratitudine accolgo pertanto all’interno del nostro museo l’iniziativa organizzata dall’Istituto centrale per l’archeologia (Ica), nell’ambito della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Dg-Abap) con la fattiva collaborazione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Arezzo, Grosseto e Siena (SABAP-SI) e invito tutta la cittadinanza a non perdere questa importante occasione di approfondimento”.

Le due giornate di studio, programmate per le giornate di sabato 12 marzo (ore 9:30-17:30) e domenica (ore 9:30-13:30), si svolgeranno in presenza nella ex Polveriera Guzman (sede del Museo civico archeologico di Orbetello) e sarà trasmessa online sui canali social dell’Istituto centrale per l’archeologia.

Jule Busch
8 Marzo 2022 alle 12:40
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