Grosseto

Sicurezza: più pattuglie in centro dopo il vertice in Prefettura «Non criminalizziamo i giovani»

Prefettura 2017

GROSSETO – Incremento delle pattuglie in strada e aumento del controllo attivo nei luoghi di ritrovo della movida; massima sinergia operativa tra le Forze dell’Ordine e le Polizie locali; sviluppo di iniziative volte a prevenire e contrastare le forme di disagio giovanile; favorire la partecipazione attiva alla vita sociale della comunità e la cultura del controllo e del limite: questi gli “ingredienti” per mantenere alta la qualità della vita della città di Grosseto.

Questo è quanto concordato nella riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è svolto questa mattina in Prefettura.

Alla riunione, presieduta dal prefetto Paola Berardino, erano presenti il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, l’assessore alla sicurezza, mobilità, protezione civile, turismo, Riccardo Megale, il sindaco di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi, in qualità di consigliere della Provincia, il questore di Grosseto Antonio Mannoni, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Giuseppe Adinolfi, il comandante provinciale della Guardia di finanza, Cesare Antuofermo, il comandante della Polizia municipale di Grosseto, Alessio Pasquini e il comandante della Polizia provinciale, Stefano Pacini.

Nel corso dell’incontro è stata svolta una valutazione complessiva sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica della città di Grosseto.

I dati sulla criminalità confermano che la città è sostanzialmente sicura, con un decremento dei reati predatori, lesioni e danneggiamenti rispetto al periodo pre-pandemico, episodi che più impattano sulla percezione di sicurezza dei cittadini.

Il prefetto – nell’esprimere apprezzamento per i positivi riscontri – ha comunque sottolineato la necessità di mantenere alti i livelli di monitoraggio e vigilanza, attraverso servizi mirati in chiave preventiva e di controllo, specie sul versante del contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti e sul divieto di vendita di alcolici ai minorenni.

Al centro dell’incontro le misure da mettere in campo per contrastare gli episodi di violenza che si sono verificati tra giovanissimi nelle ultime settimane.

Saranno rafforzati gli interventi coordinati delle forze di polizia statali e della polizia locale, in modalità interforze, nei principali luoghi di ritrovo della movida, nelle ore serali e notturne.

«Non bisogna criminalizzare i ragazzi che vivono o si divertono in centro a Grosseto, perché sono quasi tutti corretti e dimostrano capacità di stare insieme per divertirsi». Così il prefetto di Grosseto, Paola Berardino, ha commentato gli episodi avvenuti nelle scorse settimane in centro storico.

Alcuni dei responsabili dei fatti, precisa il prefetto, anche grazie all’ausilio del sistema di videosorveglianza, sono già stati identificati e altri sono in corso di identificazione da parte delle Forze dell’ordine.

«Abbiamo in programma controlli ancora più mirati nelle zone calde della movida – prosegue il prefetto – dove riteniamo che la situazione vada monitorata con attenzione, ma occorre equilibrio», ribadendo che «non avrebbe senso militarizzare alcune strade o piazze».

Condivisa anche l’esigenza di istituire in Prefettura un tavolo permanente che avrà lo scopo di favorire lo sviluppo di iniziative volte a prevenire e contrastare i rischi derivanti dall’utilizzo improprio dei social media così come le forme di disagio giovanile come il bullismo, le dipendenze, nonché le forme di marginalizzazione e dispersione scolastica.

Tali fenomeni, usciti alla ribalta della cronaca e acuitisi con l’emergenza pandemica rischiano, infatti, di degenerare in episodi di violenza, andando a minare la sicurezza dei cittadini, reale e percepita e, in definitiva, il loro benessere.

L’accordo si propone tra l’altro di affrontare da più punti di vista l’ampio tema del disagio giovanile attraverso l’analisi dei fattori di rischio, potenzialmente predittivi di situazioni di devianza; creazione di uno sportello d’ascolto “itinerante”, composto da una equipe multi-professionale, realizzato non in contesti istituzionali, ma in spazi neutri allestiti in luoghi di prossimità ai giovani; coinvolgimento di eccellenze del territorio per favorire la diffusione della cultura del limite e del controllo e dell’uso consapevole degli alcolici.

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