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Le richieste del sindacato

Sanità, Cgil: «Serve un tavolo di confronto tra Asl e sindacati»

Ospedale Misericordia nuovo 2020

GROSSETO – «La discutibile conduzione da parte della direzione aziendale della delibera del direttore generale dell’Ausl Sud Est 88 del 18 gennaio scorso, relativa alle “Modifiche organizzative temporanee nella rete ospedaliera legate all’emergenza covid”, e le molteplici reazioni negative che ha generato rispetto alla sottovalutazione del sovraccarico dell’ Hub Covid del “Misericordia”, ci danno lo spunto non solo di precisare la posizione in tale contesto della Cgil di Grosseto, ma anche il pretesto per allargare il discorso sullo stato delle politiche socio sanitarie sul nostro territorio».

È l’incipit del ragionamento sulla sanità provinciale di Olinto Bartalucci, membro della segreteria provinciale della Cgil che si occupa del dipartimento del welfare.

«Sulla deliberazione in questione, arrivata quasi improvvisa e senza nessuna mediazione – prosegue Bartalucci -, che da notizie stampa sembra poter essere modificata da parte dell’Azienda sanitaria, individuando una bolla Covid presso l’ospedale di Orbetello (dopo aver superato le perplessità di quella Amministrazione comunale), non possiamo che sottolineare il nostro disappunto rispetto al metodo adottato e alla valutazione completamente sbagliata delle necessità dell’ospedale grossetano di dover alleggerire la pressione determinata dall’aumento dei contagi dei cosiddetti “incidentalomi” o pazienti Covid per caso».

«Basta conoscere sufficientemente la realtà del Misericordia per capire che siamo di fronte a problemi reali, molto seri, posti con forza dal personale sanitario e organizzazioni sindacali, ma incomprensibilmente sottovalutati dalla direzione aziendale – va avanti il sindacalista -. Tale comportamento ha creato e crea dubbi e sconcerto. Non si riesce a capire se questo atteggiamento da parte dell’Azienda sanitaria sia da attribuirsi ad approssimazione, oppure sia figlio di qualcosa di diverso. Indipendentemente dalla risoluzione del problema specifico, che comunque auspichiamo, prendiamo atto, per l’ennesima volta, che non solo la parola concertazione è completamente scomparsa dal “dizionario” che dovrebbe essere alla base dei rapporti tra chi rappresenta i bisogni dei cittadini-utenti (sindacati) e chi questi bisogni li deve soddisfare (Asl), ma anche l’informazione risulta essere quasi sempre carente e tardiva».

«Continuiamo, con ostinazione – aggiunge Bartalucci – a sostenere che sul fronte dei rapporti sindacali dobbiamo cambiare marcia. A tal proposito non ci si consideri né presuntuosi né tanto meno arroganti se pretendiamo il rispetto delle leggi e dei protocolli che sanciscono e regolano la loro applicazione. Detto ciò, e questo è il pretesto, vi è oggi più che mai la necessità che le questioni legate alla sanità grossetana siano prese in esame, approfondite».

«Nell’imminente visita a Grosseto del presidente della giunta regionale Giani e dell’assessore alla salute Bezzini, che si confronteranno sulla sanità del futuro, sentiamo il dovere di formulare come Cgil la proposta di avviare un tavolo di confronto tra organizzazioni sindacali e Asl Sud Est che delinei gli obiettivi di una politica socio-sanitaria-assistenziale futura non più rimandabili. Le singole questioni da discutere: futura organizzazione della rete ospedaliera e della medicina territoriale in considerazione della pandemia da Sars Cov 2 in atto; case della comunità, ospedali di comunità, centrali operative territoriali, con quali parametri individuarli alla luce dell’irrinunciabile principio di prossimità; come riorganizzare la medicina di base in considerazione della sempre più marcata mancanza dei medici di medicina generale, ma anche tenendo conto delle nuove figure e dei nuovi strumenti disponibili (infermieri di comunità, telemedicina etc); i progetti grossetani del Pnrr. Tutto questo ed altro ancora, in attesa di conoscere le conclusioni del tavolo regionale istituito dall’assessora Spinelli relativamente al futuro delle Rsa pubbliche in provincia di Grosseto, nonché del documento finale degli “Stati generali della Salute” che a breve dovrebbero essere reso noto dal Consiglio regionale».

«Solo con un’idea complessiva e condivisa di riorganizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari, infatti, la provincia di Grosseto potrà sperare di uscire dal cono d’ombra nel quale è stata relegata per troppo tempo rispetto alle politiche sanitarie dell’Azienda Usl Toscana Sud Est. Con la conseguente marginalizzazione e sottovalutazione dei problemi che in troppi casi rendono il Servizio sanitario regionale poco efficace sul nostro territorio», conclude Bartalucci.

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