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Capalbio

Nuovo hub vaccinale per i cittadini, il sindaco: «Unica soluzione per mettere in sicurezza la popolazione»

Vaccino 2021

CAPALBIO – Capalbio avrà il suo hub vaccinale. Da martedì 8 febbraio, infatti, la sala Tirreno di Borgo Carige sarà attiva, ogni martedì e giovedì, come centro vaccinale per i cittadini della zona sud. Una novità frutto dell’accordo tra l’amministrazione comunale, che si è resa disponibile per reperire locali idonei, e l’azienda Usl Toscana sud est.

“Apprezziamo molto – commenta il sindaco di Capalbio Gianfranco Chelini – quanto fatto dall’azienda sanitaria e dal suo direttore generale, perché in un’area vasta come la nostra, con una densità abitativa rarefatta, avere centri vaccinali diffusi sul territorio è l’unico modo per mettere in sicurezza la popolazione dalla diffusione del Covid-19″.

Gli orari di apertura del servizio sono in via di definizione e saranno comunicati nei prossimi giorni. “Nell’hub vaccinale si potrà ricevere la prima, la seconda e la dose booster del vaccino – aggiunge Chelini –, quindi, tutti i cittadini potranno portare avanti o completare il loro percorso vaccinale. Sarà possibile prenotare utilizzando il portale della Regione Toscana nel quale, appunto, sarà indicato anche la possibilità di scegliere la sede di Capalbio, nei giorni stabiliti, e in base alle esigenze delle persone”.

Chelini poi aggiunge una considerazione su un tema di grande attualità: “La sensibilità mostrata dall’Azienda Asl Toscana sud est non si limita all’aver avviato l’iter per dare vita al centro vaccinale”, prosegue il primo cittadino. “Nei giorni scorsi, infatti, ho avuto modo di confrontarmi con i vertici dell’azienda anche a proposito della questione legata alla cosiddetta ‘bolla Covid’ dell’ospedale di Orbetello. Ho avuto l’occasione, infatti, per esprimere questa valutazione: credo che per le caratteristiche strutturali del presidio ospedaliero, posto su un unico piano, sia molto difficile riuscire a differenziare il percorso non Covid, dal cosiddetto ‘percorso sporco’, necessario alle persone che si trovano in ospedale per altri motivi e nei quali viene riscontrata la positività, e che la promiscuità legata alla carenza di organico renda complicata un’effettiva separazione dei percorsi”.

“È un dato di fatto, però, che in questo momento la situazione pandemica non renda necessaria l’apertura immediata della bolla ‘Covid’, poiché l’ospedale Misericordia, con i suoi 600 posti letto, dispone di spazio adatto a rispondere alle necessità dei pazienti, anche grazie alla presenza di personale sanitario che non è sufficiente, certo, ma che finora ha retto all’urto. Dobbiamo quindi, tempo per tempo, valutare l’andamento della pandemia, le reali necessità del territorio, senza avere fretta: vedere cosa succede con l’ospedale di Grosseto, prima di creare questa zona e sollecitare ancora di più personale sanitario già fortemente stressato. A mio avviso, come ho avuto modo di esporre alla direzione aziendale Asl, è necessario avviare ora un’analisi del rischio clinico per essere pronti, nel caso servisse, ad effettuare altri tipi di scelte, convinti che le autorità sanitarie compiranno quelle più giuste per tutelare la salute di tutti”.

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