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Cronaca

Bambino ebreo aggredito e offeso: «Devi morire nel forno»

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Bambino ebreo aggredito e offeso: «Devi morire nel forno»
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VENTURINA – «Devi morire nel forno» così, con offese, sputi e botte, due ragazzine hanno aggredito un bambino ebreo di 12 anni, residente a Venturina terme, nel vicino comune di Campiglia Marittima.

Parole sconcertanti da cui è partita la denuncia del padre del ragazzo, e che hanno sconvolto la comunità, oltre alal sindaca Alberta Ticciati, che è intervenuta su Facebook «Ma non ci sono alibi. Non ci sono scuse. Non ci sono giustificazioni possibili. Un ragazzino aggredito, picchiato, offeso, umiliato per il suo credo religioso. Apostrofato, deriso e assalito dagli sputi di due quasi adolescenti». Un fatto che la sindaca definisce «Inammissibile. Gravissimo. Sconcertante. Inimmaginabile».

I fatti risalgono a domenica 23 gennaio. Il ragazzino si trovava in un parco quando è stato aggredito da due ragazze di 15 anni. Le due sembra fossero in un gruppo con cui il ragazzino si è incontrato, e di cui fanno parte anche alcuni amici. Oltre agli insulti le botte, senza che nessuno intervenisse.

Una volta a casa il bambino ha raccontato tutto, prima alla sindaca e poi ai carabinieri. «Sono un Amministratore pubblico, ma prima ancora sono una persona, una donna e anche una mamma – afferma la sindaca Ticciati -. Vivo sulla mia pelle talvolta il senso di inadeguatezza, il senso di colpa, la frustrazione e la paura soprattutto per mia figlia. Vedo quanto sia difficile la nostra società e quanto sia complicato e delicato crescere un figlio/a, guidarlo/a nella sua crescita. Ma non ci sono alibi. Non ci sono scuse. Non ci sono giustificazioni possibili».

«Un ragazzino aggredito, picchiato, offeso, umiliato per il suo credo religioso. Apostrofato, deriso e assalito dagli sputi di due quasi adolescenti. Mi dispiace per la crudezza della descrizione, ma niente di paragonabile rispetto a quello che quel ragazzino si porterà dentro per sempre. Inammissibile. Gravissimo. Sconcertante. Inimmaginabile».

«Quanto accaduto deve interrogare le istituzioni, ma anche le famiglie, ed i cittadini tutti, sugli strumenti che si utilizzano, sui messaggi che si veicolano, sui progetti educativi che si fanno. E nelle nostre scuole quel progetti sono tanti e di valore. Episodi come questo lasciano tanto scoramento e tanta amarezza, ma allo stesso tempo la necessità di impegnarsi di più su questi temi che fondano una società civile».

«Un impegno, quello di questa Amministrazione, a stigmatizzare, ma anche approfondire per non banalizzare, ma continuare a avanzare, ogni giorno un pezzettino di più, nel solco del senso civico, del rispetto, della democrazia, della libertà» prosegue la sindaca.

«Quanto successo spazza via tante delle sterili polemiche di questi giorni, talvolta dettate da comprensibili timori, altre volte soltanto dall’arroganza e dalla presunzione di chi guarda gli altri dall’alto al basso e pensa di avere la verità in tasca. Ecco le cose come queste sono quelle per le quali indignarsi e per le quali investire energie e risorse».

Tra due giorni sarà commemorata la Giornata della Memoria: la storia non ci ha insegnato nulla.

Barbara Farnetani
25 Gennaio 2022 alle 13:31
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