Scuola calcio

Prima la persona, poi il calciatore: così crescono i Pulcini del Follonica Gavorrano

Follonica Gavorrano - Pulcini

BAGNO DI GAVORRANO – Come si forma un calciatore, ma prima di tutto un uomo. Perché sono tanti i valori che vengono insegnati nella scuola calcio dagli allenatori dei tantissimi bambini che fanno parte della società biancorossoblù. Piccoli che, in una fase di crescita come quella dei Pulcini 2011 del Follonica Gavorrano, devono prima imparare l’educazione e il rispetto, ma sempre divertendosi.

Alla base di questi fattori c’è il lavoro di mister Massimo Vannetti, che allena il suo gruppo con grande costanza anche in un periodo come questo dove, a causa della pandemia, i campionati sono comunque fermi.
“Questo è un gruppo abbastanza numeroso – racconta l’allenatore dei Pulcini 2011 – quando siamo al completo siamo in 29. Si tratta di un gruppo abbastanza avanti a livello tecnico, con il quale si può lavorare bene. Abbiamo fatto diversi tornei in giro e li abbiamo vinti quasi tutti. Ma alla fine in questa categoria non è questo il lato principale: non sono i risultati che contano, ma stiamo puntando molto sull’insegnamento all’allenamento e al fatto che ci si debba comportare in un certo modo quando i bimbi vengono al campo”.

Follonica Gavorrano - Pulcini

Per dei piccoli di 10-11 anni l’educazione in questa fase è importante più del gioco. “Tra pochi anni giocheranno nelle squadre agonistiche – spiega il mister – quindi dobbiamo cercare di dare loro il meglio possibile per farli crescere nel migliore dei modi. Sul campo invece gli allenamenti prediligono in questo momento il duello uno contro uno, due contro uno e cose del genere, in pratica ogni cosa che rappresenti una sfida. Nella prima fase dell’anno sviluppiamo l’allenamento individuale, ma da dicembre in poi di solito, insieme a Gaetano Barbera, adottiamo questo sistema, abituandoli alle varie fasi di gioco in cui si possono trovare. Nel campionatino poi facciamo giocare sempre tutti: di 29 bimbi che abbiamo tutti devono fare lo stesso numero di partite, in modo da portare sempre gruppi omogenei in giro. Fino ad ora dividevamo il gruppo in due squadre, mentre nella seconda fase che inizierà a metà febbraio verranno fatte tre squadre, dato che le partite si giocano sette contro sette”.
Educazione e divertimento dunque sono alle basi, sperando che i bimbi crescano bene in tutti i sensi, diventando poi uomini e, perché no, i calciatori del domani. Ma l’esperienza è bella anche per il mister. “Spesso sono più loro che guidano noi e ci insegnano tante cose – conclude Vannetti – Mi riferisco alla possibilità di metterci di fronte a tante situazioni diverse e alla necessità di risolvere qualsiasi cosa si presenti davanti, è un compito bello e gratificante anche per questo”.

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