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M5S: «Pitigliano ospedale Covid. E gli altri pazienti che fine faranno?»

ospedale Pitigliano

PITIGLIANO – «L’ospedale di Pitigliano è temporaneamente ospedale Covid. i nostri non eran dunque “facili allarmismi”» a dirlo Lorenzo Olivotto, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale a Pitigliano.

«È vero dobbiamo confessarlo: avevamo pensato male. Quando è stato annunciato il finanziamento per costruire una nuova palazzina nel nostro ospedale, ci siamo detti: “vuoi vedere che ora arriva la notizia meno buona”».

«Alla richiesta di chiarimenti come sempre l’amministrazione si è ben guardata dallo spiegare la situazione e come d’abitudine ha detto che si trattava dei soliti “allarmismi ingiustificati”. Oggi è arrivato il lungo comunicato del direttore generale della Asl che ci comunica che l’ospedale di Pitigliano è temporaneamente ospedale Covid. E allora caro sindaco? I facili allarmismi? Non erano poi tanto infondati» prosegue la nota.

«Oppure e, questo sarebbe grave, tutto è stato deciso a sua insaputa. Non la avevano informata nemmeno come presidente della conferenza dei sindaci. Decida: o non lo sapeva oppure lo sapeva e non ci ha messo al corrente del fatto. Quindi da oggi i servizi per i malati non Covid nessuno ci ha detto che fine faranno. Come sempre non ci rimane che sperare nella provvidenza o andare a cercare qua e là qualche struttura».

«La cosa importate nel comunicato della Asl è l’affermazione dove il direttore dice che l’ospedale di Pitigliano è fondamentale per assicurare ai cittadini il diritto alla salute. Meno male, l’ha capito. Meglio tardi che mai!
Allora siamo sicuri che presto arriverà un progetto serio di riorganizzazione di tutta la serie di servizi al cittadino. Così anche l’ospedale di Pitigliano tornerà a svolgere la sua funzione».

«Se poi per caso il progetto non dovesse arrivare, allora ancora una volta si è trattato di sole parole a cui non seguono i fatti. Comunque, come stiamo facendo ormai da mesi, vogliamo assicurare tutti i cittadini che continueremo ad essere presenti e che non ci faremo incantare dai videocomunicati o dalle comunicazioni della Asl» conclude Olivotto.

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