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Asl, Ulmi: «Bene le 150 assunzioni e la ripartizione più equa di infermieri e oss»

Andrea Ulmi

GROSSETO – “Come Lega ci fa piacere apprendere delle assunzioni di circa 150 nuovi infermieri ed oss da parte della Asl Toscana Sud-Est, ma anche che i numeri tra Grosseto e le altre province saranno simili, così che la nostra non sarà sacrificata come avvenuto nel passato”, lo afferma il consigliere regionale della Lega e vicepresidente della commissione sanità Andrea Ulmi.

“Proprio nei giorni scorsi – ricorda Ulmi – assieme al sindaco Vivarelli Colonna avevamo scritto al direttore D’Urso per esprimere le nostre perplessità circa la distribuzione difforme del personale tra Grosseto ed Arezzo. Nell’attesa di avere una risposta dettagliata dal direttore, apprendiamo che non solo si procederà a nuove assunzioni, ma che il numero di infermieri ed oss che entreranno al lavoro sarà riequilibrato. Questo non può che farci piacere e crediamo che, sollevando la problematica direttamente ai vertici della Asl, con lettere e anche sulla stampa, sia servito ad ottenere il risultato garantendo alla politica di riprendersi il suo ruolo di indirizzo”.

“Comprendo sicuramente le esigenze di bilancio dell’azienda – sostiene il vicepresidente della Commissione Sanità- ma credo veramente che il personale sia sotto pressione, sia quello medico, che quello degli infermieri e gli oss. Considerando anche che ci sono persone al momento sospese perché non vaccinate, penso che con questi nuovi ingressi si dia sicuramente una prima boccata d’ossigeno, anche se la situazione resta delicata, con il ritorno del Covid che sta mettendo di nuovo sotto pressione gli ospedali. Nel frattempo attendiamo anche di capire come l’azienda intenderà ripartire le nuove assunzioni, quante andranno all’ospedale Misericordia e quante negli altri ospedali o nelle varie strutture”.

A proposito di pressione Ulmi ritiene positiva anche la voce che vorrebbe la creazione di bolle Covid negli ospedali periferici lasciando pienamente operativo quello provinciale del Misericordia. “Era quanto noi avevamo auspicato nelle precedenti ondate- conclude il consigliere della Lega- In quelle occasioni si erano fatte scelte diverse, addirittura spostando alcune aree negli ospedali della Provincia. Evidentemente si è compreso come il ruolo del Misericordia sia centrale per la sanità maremmana e si è deciso di concentrare la medicina Covid in uno, cosa da noi preferita, o più ospedali del territorio, che dimostrano, ancora una volta, quanto siano essenziali e quanto sia fondamentale tutelare i piccoli presidi che rappresentano un punto di forza di fronte alle emergenze”.

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