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Grosseto

Rsa Pizzetti, incontro sul futuro dei lavoratori e della struttura: «Sono la priorità»

Pizzetti Asl 2018

GROSSETO – Coeso Società della Salute, i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil e la cooperativa Mediterranea, che eroga i servizi nella Rsa Villa Pizzetti di Grosseto, si sono incontrati oggi per definire le procedure per garantire ai lavoratori della Rsa “Villa Pizzetti” la certezza del proprio posto di lavoro, dando vita ad un tavolo con le nove strutture del territorio che hanno bisogno di lavoratori.

“Come sappiamo da tempo la situazione strutturale della Rsa – spiega Fabrizio Boldrini, direttore di Coeso Società della Salute – ha reso necessario pensare a un piano per il trasferimento degli ospiti. Siamo da tempo in contatto con i familiari per favorire il passaggio verso altre residenze sanitarie nel modo più semplice e tranquillo con la tutela della libera scelta dei cittadini e le aspirazioni e le necessità degli ospiti; tuttavia anche il destino professionale degli operatori interessa a Coeso SdS. È un impegno che, pur non spettando direttamente al Coeso Società della Salute, abbiamo deciso di assumerci perché è chiaro che il futuro lavoratori delle persone ci sta a cuore a prescindere dagli obblighi di legge”.

Intanto l’attuale Rsa “Villa Pizzetti” è stata inserita dalla Regione Toscana nel piano di utilizzo dei Fondi del Pnrr: “Quell’edificio – spiega Boldrini – sarà ammodernato e rivisto per poter ospitare l’ospedale di comunità, andando di fatto a raddoppiare l’offerta di posti letto di cure intermedie; questo sarà un traguardo storico per il nostro territorio che ha visto migliorare nettamente l’offerta ospedaliera, ma che da anni attendeva un potenziamento dei servizi territoriali. Di fatto, con la trasformazione delle struttura, andremo ad aumentare l’offerta pubblica di servizi a tutela delle persone più anziane e più fragili. Questo senza che venga ridimensionato il numero di posti letto nelle residenze socio sanitarie che, nella nostra regione, vengono garantite da gestori diversi, ma tutti accomunati dalla necessità di essere accreditati presso la Regione Toscana, la quale, del resto, ha adottato ferree norme procedurali di verifica della conduzione delle Rsa”.

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