Quantcast
Naufragio

Concordia, Codacons: «Ecco gli audio della scatola nera. Responsabilità non solo di Schettino»

GENOVA – Non solo Schettino. Secondo il Codacons nel naufragio della Costa Concordia ci sarebbero anche altre responsabilità.

Le conclusioni secondo il Codacons emergono da una sentenza della sezione I civile del Tribunale di Genova «ha accolto in pieno le tesi del Codacons, riconoscendo le responsabilità di Costa Crociere e il danno subito da uno dei naufraghi a causa dell’incidente».

«I giudici non solo condannano Costa Crociere a risarcire un naufrago per i danni da stress post-traumatico, ma si soffermano sulle responsabilità dell’incidente oltre a quelle già accertate in capo al comandante Schettino» afferma Codacons.

«In questa causa nessuno ha posto in dubbio gli esiti dei procedimenti penali largamente documentati e menzionati. Qui, come ovunque, è certo che il naufragio fu causato dal Comandante Schettino…. decidendo una pericolosa variazione di rotta, abbandonando il comando durante la stessa, omettendo adeguato controllo della posizione alla ripresa del comando (mentre era ancora in corso la manovra) e compiendo le numerose altre condotte… In questa causa nessuno ha posto in dubbio che al naufragio abbiano concorso in maniera rilevante molti altri dipendenti della Compagnia che hanno patteggiato la relativa pena, dipendenti tra i quali spiccano le figure del primo ufficiale, del dirigente di Costa deputato al controllo ed all’approvazione della rotta della nave, del timoniere, la cui impreparazione fece cadere l’ultimo diaframma tra un rischio estremo ed un evento tragico – si legge nella sentenza -. Alcuni di questi fatti ed in particolare due l’impreparazione generica del personale (fattore aggravativo del panico) e, soprattutto, degli addetti alla scialuppa (fattore determinante la vicenda specifica del Carusotti) sono difficilmente negabili alla luce della sentenza penale e delle deposizioni a conferma qui raccolte».

E sul costruttore della nave e l’ente responsabile del collaudo, e in merito al collasso del generatore di emergenza dell’energia, «il cui venir meno determinò pesanti conseguenze (fra cui il funzionamento degli ascensori, trovati con le porte aperte e nelle cui trombe furono rinvenute alcune vittime morte affogate, e la mancata discesa a mare delle scialuppe di salvataggio), il Tribunale di Genova scrive: Sicuramente la garanzia del costruttore ed i controlli dell’ente preposto devono assicurare presenza, opportuno collocamento e la funzionalità intrinseca del generatore di emergenza (ed anche alcune sue caratteristiche di sopravvivenza). Non è stato però possibile, neppure al Ctu Bistagnino, reperire un riferimento precauzionale sicuro in ordine all’esecuzione di un test positivo di ripartenza ad utenze necessarie allacciate ed una concomitante verifica della correttezza di tali allacci. Sicuramente tuttavia, l’esecuzione di tale test appare dettata da criteri di prudenza generica e non pare difficile ricondurre la sua omissione all’area della colpa generica, anche non potendo indicarne una specifica».

Una perizia tecnica realizzata per il Codacons dal professor Bruno Neri e altri scienziati dell’Università di Pisa ha ricostruito la tragica dinamica della nave nella notte del naufragio, «da cui emerse che se la Costa Concordia non avesse avuto un timoniere indonesiano che non capì l’ordine di Schettino virando dalla parte opposta, la nave non sarebbe finita sugli scogli».

Sul caso della Costa Concordia il Codacons ha pubblicato oggi un video https://www.youtube.com/watch?v=0H-eeG8AUzQ

leggi anche
Paolo Scipioni
#lanottepiùlunga
Concordia, #lanottepiùlunga: «Abbiamo salvato vite, anche noi abbiamo avuto paura»
commenta