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Cronaca

Draghi difende la scuola in presenza. «Tanti problemi dipendono dai non vaccinati»

GROSSETO – Mario Draghi torna a parlare di fronte ai giornalisti dopo la conferenza stampa di chiusura dell’anno appena passato. Il presidente del Consiglio dei ministri, intervenuto in pubblico insieme Patrizio Bianchi, ministro dell’istruzione,  Roberto Speranza, ministro della Salute e Franco Locatelli, direttore del Comitato Tecnico Scientifico, ha chiarito la linea del Governo su scuole e sugli ultimi provvedimenti decisi con il decreto del 5 di gennaio.

«Questa conferenza – ha spiegato il premier – ha al centro i primi provvedimenti di quest’anno, che dobbiamo affrontare con realismo, prudenza, fiducia ed unità. Il Governo sta affrontando la sfida della pandemia e di varianti molto contagiose con un approccio diverso rispetto al passato: vogliamo essere cauti ma cercare di minimizzare gli effetti economici, sociali e su ragazzi e ragazze, che più di tutto hanno risentito le chiusure dal punto di visto psicologico e della formazione. La scuola è fondamentale per la nostra democrazia: va tutelata e protetta; oggi è iniziato l’anno scolastico e voglio ringraziare il Ministro, i dirigenti e gli insegnanti che si sono adoperati».

«Tutto quello che abbiamo deciso si fonda sul colloquio con enti territoriali che è costruttivo e continuo. Il Governo ha la priorità che la scuola stia aperta in presenza».

«Quasi l’80% della popolazione italiana – ha proseguito Draghi – ha completato il ciclo primario vaccinale, il 40% ha avuto anche la terza dose. Tanti dei problemi che abbiamo oggi dipendono dalle persone non vaccinate, per questo avanzo l’ennesimo invito a tutti coloro non l’hanno ancora fatto di vaccinarsi. Grazie alle vaccinazioni le condizioni sono molto differenti rispetto al passato».

«Le nostre scuole hanno riaperto dopo Natale come negli altri grandi Paesi Europei che hanno una situazione pandemica simile alla nostra. Siamo stati tra i primi ad adottare l’obbligo vaccinale per delle categorie, ora la circolazione del virus mette di nuovo pressione agli ospedali, soprattutto per gli effetti sulla popolazione non vaccinata. È l’inizio dell’anno quindi è giusto avere un’impressione che guarda al futuro: abbiamo affrontato tante sfide difficile e lo faremo anche prossimamente».

 

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