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Coronavirus

Odissea Covid, intrappolati dalla burocrazia: negativi e chiusi in casa

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GROSSETO – “Una situazione assurda nella quale, a mio rammarico, mi trovo”, inizia così la lettera di una nostra lettrice, che si è trovata a dover affrontare il Covid e, contemporaneamente, una vera e propria odissea dopo la conclusione del suo isolamento.

“Il 19 dicembre scorso – ci racconta – ho cominciato ad avere i primi sintomi del covid (mal di testa, mal di gola e spossatezza). Il giorno dopo mi è salita la febbre a 39,2, e mi sono subito isolata e attivata per effettuare un tampone molecolare (pur risultando negativa al rapido), ma dato il periodo prefestivo e l’impennata di casi covid, sono riuscita ad effettuare il tampone molecolare solo il 24 dicembre, al quale sono risultata positiva”.

Non sono mai stata contatta dalla Asl – spiega -, ho contatto più volte telefonicamente e via e-mail i vari numeri e indirizzi pertinenti ma l’unica cosa che mi hanno saputo dire, le rare volte in cui mi hanno risposto dopo lunghe attese, è stata che avrei dovuto aspettare una loro chiamata che ad oggi non è mai arrivata. Sono riuscita ad effettuare un altro tampone molecolare alla Asl, prenotandolo grazie alla prescrizione del mio medico di base, il giorno 30 dicembre, e cioè, come previsto dalla normativa vigente, a distanza di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi, e il risultato mi è arrivato il 3 gennaio. Finalmente negativa, pensavo di poter archiviare questa esperienza, ed invece no”.

Ad oggi, 8 gennaio 2022, non mi è stato ancora riattivato il green pass – spiega -. Ieri mi è arrivato, finalmente, via e-mail un documento nel quale la Asl dichiarava la fine del mio isolamento. Tuttavia, dieci minuti dopo, mi è arrivato un altro documento nel quale la Asl mi comunicava di essere in isolamento. Pensavo fosse un semplice errore di sistema e che il mio green pass sarebbe stato riattivato a breve. Stanotte alle ore 1:42 mi è arrivata un’e-mail dell’ufficio igiene nella quale mi veniva detto che, dato che io non ho rispettato le tempistiche tra un tampone e l’altro (cosa non vera e, soprattutto, a questo punto totalmente irrilevante) avrei dovuto aspettare la chiamata della Asl (che non mi ha mai chiamato né per sapere come stavo, né per il tracciamento) per effettuate un nuovo tampone o farmi fare una ricetta dal medico per prenotare il tampone, in quanto, risultando positiva nel sistema ad oggi (ripeto sono negativa dal 30 dicembre), non posso effettuare il tampone presso le farmacia”.

“Ovviamente i vari numeri della Asl – prosegue – non rispondono, e io a distanza di più di una settimana dalla mia guarigione sono ancora bloccata, con tutto ciò che comporta: non posso rientrare a lavoro, né prendere un semplice caffè al bar, pur avendo completato il ciclo di vaccinazione primaria (due dosi) ed essendo guarita dal covid il 30 dicembre”.

La storia che ci ha raccontato questa signora è solo una delle tante che ci sono arrivate in questi giorni in cui, tra il boom di tamponi e la successiva impennata di casi di Coronavirus, il sistema di processione dei test e il successivo tracciamento dei casi ha messo la Asl in ginocchio.

“Ci sono centinaia di persone che, dopo aver contratto il virus, essere stati in isolamento per tutte le feste, adesso, finalmente negativi, non possono uscire a causa della burocrazia, perché non arriva dagli uffici competenti il certificato di fine isolamento e di conseguenza il green pass – ci racconta un’altra lettrice -. Per cui queste persone sono in ostaggio della burocrazia del cavolo. A me sembra davvero assurdo”.

Sono due giorni che sto cercando risposte – prosegue -, ho chiamato mille uffici (che non rispondono ), il medico di base ha le mani legate, non può fare molto. Ho chiamato anche il numero verde del Ministero della Sanità, che mi ha reindirizzato verso la Asl di competenza, che non ha risposte, o meglio, al call center sono davvero molto gentili, ma i numeri che mi hanno passato o indicato non rispondono. Non risponde nessuno, mai. Ho inviato decine di mail. Niente di niente. Sono indietro con tutto: tracciamenti, risultati dei tamponi che arrivano dopo quasi quattro giorni”.

È un cane che si morde la coda – afferma -. Follia pura! E il virus corre indisturbato. Ci sono persone negative chiuse in isolamento in casa e positivi in giro. Sta andando tutto al contrario. Scusate lo sfogo, qui mi sembra che se non si muore di covid alla fine si morirà di problemi ai nervi“.

Altri lettori che ci hanno contattato hanno riscontrato problemi anche nel rilascio del Green pass dopo essersi vaccinati.

“Ho prenotato la terza dose tramite il portale e mi è stato assegnato l’appuntamento per il giorno 22 dicembre scorso, alle ore 10.05 – ci racconta un altro lettore -. Mi sono presentato regolarmente ed ho eseguito la vaccinazione, ma al momento di uscire nessuno ha preso nota e non hanno consegnato nessuna certificazione. Dopo alcuni giorni, non ricevendo nessun codice per aggiornare il Green pass, ho interpellato il mio medico il quale, controllato il portale, mi ha detto che non sono stato registrato. Tale verifica l’ho fatta anche al 1500 (il numero di pubblica utilità del Ministero della Salute) ottenendo identica risposta”.

“Recatomi di persona al hub vaccinale di Castel del Piano – prosegue – mi hanno detto che non avevano impiegati amministrativi per gli inserimenti dei vaccinati, e di portare pazienza che in settimana sarebbe arrivato. Ad oggi, 6 gennaio 2022 (15 giorni dopo), ancora non si è visto nulla“.

“Ho svolto una piccola indagine – conclude – ed ho scoperto che tutti i vaccinati dal 22 in poi sono nelle mie stesse condizioni. Ho cercato di contattare vari uffici della sanita tramite mail, ma nessuno mi ha risposto”.

SOS Covid: se avete problemi simili e non sapete come fare scrivete alla nostra redazione: redazione@ilgiunco.net.

 

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