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Politica

Psi: «Pizzuti eletto con i nostri voti ma in provincia ha votato la candidata della destra»

Francesco Giorgi

GROSSETO – «Valerio Pizzuti rivendica come un fatto politicamente normale, di non aver riversato i suoi 1.060 voti ponderati su Elisabetta Iacomelli, candidata dal Polo riformista alle elezioni provinciali nella lista di centro sinistra di sostegno al candidato presidente Francesco Limatola. Ha votato invece la candidata Maddalena Ottali, assessore al Comune di Orbetello nella giunta di centro destra, presieduta dal sindaco Andrea Casamenti, candidato della destra come presidente della Provincia» ad intervenire è la Federazione provinciale del Psi.

«Il neocostituito “gruppo Pizzuti” a quanto pare si strutturerà come associazione politico-culturale. Dispiace particolarmente che tale comunicato, giunto inaspettato, ma soprattutto il comportamento ivi ammesso, sia rivendicato da chi il Psi ha contribuito attivamente a designare (quale candidato sindaco), a sostenere e a far eleggere nelle recenti elezioni comunali».

«Questi sono i fatti – prosegue il Psi -: Valerio Pizzuti è stato designato e poi votato quale candidato sindaco al Comune di Grosseto, poi risultando eletto consigliere comunale, tramite il consenso e i voti anche del Psi grossetano. Ha in seguito trattato e ottenuto il ruolo di vice presidente del Consiglio Comunale tramite i voti della destra, senza previo accordo o coinvolgimento della sua coalizione. Nei confronti svolti fra membri della coalizione riformista, dopo il ritiro della propria candidatura da parte di Azelio Bagnoli, era stata espressa la proposta della candidatura di Elisabetta Iacomelli (consigliera comunale di Gavorrano), rispetto alla quale nessuno aveva mai manifestato riserve di alcun tipo, anzi da tutti era stato espresso ripetutamente su di lei particolare apprezzamento, sicché niente faceva presagire una benché minima indicazione avversa o nemmeno una velata perplessità. Tuttavia, inaspettatamente, il consigliere comunale Pizzuti non ha votato la candidata Iacomelli, bensì la candidata Ottali, presentata dalla coalizione avversa».

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«Simili stravolgimenti e improvvisi cambiamenti di atteggiamento sono già capitati nella storia della politica e non sono nemmeno infrequenti. Il Psi sperava però di aver trovato interlocutori affidabili nella ricerca di un assetto innovativo da proporre nell’ambito della politica grossetana. Così evidentemente non è stato. Nel suo comunicato il “gruppo Pizzuti” definisce il risultato ottenuto dalla candidata Iacomelli “pessimo”, e sottintende che fosse pessima anche tale candidatura, mentre invece Elisabetta
Iacomelli ha ben dimostrato, nel recente passato politico, il suo valore quale ottimo sindaco di Gavorrano oltreché quale dirigente nel Psi stimata e apprezzata. Pessimo è stato invece l’atteggiamento di chi non l’ha votata, perché la nostra candidata, con il risultato che comunque ha ottenuto, ha contribuito alla vittoria del candidato Limatola, ottenuta con un piccolo scarto di voti.
Pertanto il polo riformista ha guadagnato credibilità per essere stato davvero determinante, nonostante il voto di Pizzuti».

«Casamenti invece non ha vinto le elezioni (sarà questa la ragione dello sfogo del “gruppo Pizzuti” sulla stampa?), pertanto il voto che Pizzuti ha dato all’assessore Ottali è stato politicamente del tutto inutile (che essa sia passata prima piuttosto che seconda non è derivato alcun vantaggio politico a lei o ad altri)».

«Ciò nonostante Pizzuti, nel suo comunicato, si limita a tentare un’incredibile giustificazione del suo voto per il Consiglio provinciale, mentre nulla specificamente dice di quale candidato presidente abbia votato (evidentemente non poteva precisarlo).
Non si capisce inoltre come possa considerarsi logico affermare che, in un caso, se il candidato del polo riformista fosse rimasto Bagnoli (verso il quale confermiamo la nostra stima), allora esprimersi a favore della coalizione di centro sinistra sarebbe stato accettabile, mentre invece, con la candidatura Iacomelli, sarebbe stato rendersi “supini alle decisioni del Pd” peraltro “alleato del Movimento Cinque stelle”».

«Tale argomento è risibile, in quanto la Iacomelli è espressione del Psi (peraltro consigliera di opposizione al Comune di Gavorrano), mentre nessuna alleanza Pd-5 Stelle si era strutturata nell’ambito delle elezioni provinciali. Perciò, tali “spiegazioni”, date per giustificare una preferenza espressa in un’area antagonista rispetto a quella in cui era collocato il polo riformista, sono palesemente illogiche (e anche un po’ grottesche), e valgono meno della proverbiale foglia di fico. L’esperienza ci insegna che, quando una spiegazione data non convince affatto sul piano della logica, allora la vera spiegazione è un’altra» continua il Psi.

«Nelle due decisioni più rilevanti sinora da lui prese, Pizzuti ha mostrato di schierarsi a destra, aspettiamo ormai un terzo passo verso l’approdo a quell’area politica ai cui dirigenti rivolgiamo un messaggio: auguri. In definitiva, se c’è qualcuno che ha perso credibilità non è certo il polo liberale, riformista e socialista, ma chi, senza remore, se ne è posto dichiaratamente al di fuori per motivi indefiniti».

«Riteniamo invece che gli ideali che esprime il Psi, e che fondano la sua identità storico-culturale, non possono essere dispersi, anche perché la nostra società ne ha bisogno, e sono quelli del socialismo democratico e liberale italiano, dell’antifascismo costituzionale e della solidarietà umana. Staremo dove tali ideali non sono sviliti, ma anzi riconosciuti e accolti nel rispetto che riteniamo dovuto nei confronti della forza politica più antica del nostro Paese».

«Il Psi crede nell’opportunità e nella necessità di strutturare il campo politico riformista, ma ciò deve essere fatto con coerenza di idee e soprattutto lealtà reciproca, qualità necessarie alla base di qualsiasi accordo e che deve possedere chi ne vuole far parte. Il Polo pertanto continua nella sua esperienza di strutturazione, a partire da quanto già intrapreso, contando sull’appoggio di quanti già ne fanno parte, e per l’interesse suscitato in molti ambienti politico-culturali grossetani».

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