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Il progetto

Atti vandalici in paese: arriva il progetto di educativa di strada per i giovani

Al via il progetto di prevenzione e fronteggiamento dei fenomeni di disagio sociale degli adolescenti nella frazione di Ribolla

Ribolla

RIBOLLA – Con l’inizio del nuovo anno, prende il via nella frazione di Ribolla (Comune di Roccastrada) il progetto di educativa di strada destinato agli adolescenti, finalizzato ad analizzare il contesto sociale e fornire soluzioni rispetto alle situazioni di disagio che si stanno manifestando da tempo nel paese; il progetto mira a prevenire e fronteggiare i fenomeni di devianza rilevati nella fascia dell’adolescenza che nel recente passato sono stati anche oggetto di fatti di cronaca.

Si era svolto nei mesi scorsi un incontro tra Comune, Coeso, istituto comprensivo, forze dell’ordine e assistenti sociali territoriali, convocato all’indomani degli incresciosi fatti di cronaca occorsi all’edificio scolastico di Ribolla. In occasione di quel tavolo di confronto istituzionale furono poste le basi per sviluppare un progetto comune, finalizzato alla condivisione delle conoscenze tra sistema scolastico, servizi sociali e forze dell’ordine con lo scopo di far luce ed evidenziare quelle situazioni di disagio, spesso legate a condizioni familiari particolari, per le quali è necessario intervenire con l’attivazione di azioni sociali di sostegno.

A causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, tuttora in corso, purtroppo la messa a punto di un progetto coordinato aveva subito dei rallentamenti, ma adesso finalmente l’idea si sta concretizzando e stanno avviando le prime attività sul territorio.

Il progetto di educativa di strada: i destinatari diretti del progetto saranno gli adolescenti nella fascia di età compresa tra gli 11 e i 17 anni e le loro famiglie. L’obiettivo sarà la prevenzione ed il fronteggiamento dei fenomeni di devianza che sono stati rilevati proprio in quella fascia di adolescenza. Per fare questo dovranno essere agganciati ed ingaggiati i ragazzi, favorendo la loro partecipazione attiva rispetto alle azioni progettuali per far crescere in loro il senso di appartenenza territoriale. Queste attività verranno svolte creando una rete territoriale con le scuole e le associazioni del territorio, promuovendo momenti tematici dedicati.

Il primo step sarà la mappatura delle risorse del territorio, a cui farà seguito una serie di incontri nelle scuole per la presentazione del progetto, l’approccio ai gruppi di adolescenti e l’avvio della interazione con loro. Seguirà l’incontro con i referenti territoriali del mondo dell’associazionismo e l’avvio di progettazioni integrate per lo sviluppo dei temi di interesse dei giovani, mediante l’attivazione delle risorse territoriali in riferimento ai bisogni individuati. Il tutto, naturalmente, mediante la realizzazione e lo sviluppo di un sistema a rete che dovrà prevedere la partecipazione attiva dei ragazzi, delle loro famiglie, delle assistenti sociali del territorio, delle associazioni e la supervisione delle forze dell’ordine.

“Con questo progetto – queste le parole del sindaco Francesco Limatola – vogliamo mettere in campo quelle azioni che sono necessarie per prevenire il nascere ed il diffondersi degli spiacevoli episodi che si sono manifestati negli scorsi mesi, intervenendo con gli strumenti che i tecnici dei servizi sociali hanno progettato. Sulla base dell’esperienza maturata qualche anno fa nel capoluogo dove siamo intervenuti con successo mediante i servizi sociali per fronteggiare episodi legati a bullismo e baby gang, in accordo con Coeso, il Dirigente Scolastico e le Assistenti sociali territoriali, nonché con la collaborazione delle Forze dell’Ordine abbiamo ideato un progetto di educazione di strada, finalizzato a creare una rete tra ragazzi, scuola e famiglie, nell’ottica della prevenzione e del superamento dei fenomeni di disagio sociale tra gli adolescenti”.

“Il Comune farà da regista nell’attività di coordinamento di tutti i soggetti istituzionali coinvolti – prosegue la vice sindaca ed assessore alle politiche sociali Stefania Pacciani – presidiando tutte quelle attività progettate sul territorio, che prevedono la messa in campo di strumenti innovativi che vanno ad intercettare sul nascere il disagio giovanile. Di pari passo è fondamentale che dai vari soggetti presenti ed operanti sul territorio come le associazioni ed i gruppi di interesse, arrivi quella risposta di comunità, solidarietà e collaborazione che nei momenti difficili è sempre stata pronta nel mostrare unità per il bene collettivo. Ci auguriamo che le azioni messe in campo possano essere apprezzate dalla popolazione e che dal territorio possano arrivare contributi di qualsiasi tipo per fronteggiare questo increscioso fenomeno di degrado sociale”.

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