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Ambiente

Rifiuti, siringhe, cacche di cane, una mamma: «Ecco com’è ridotta la pineta» fotogallery

Rifiuti fiumara

GROSSETO – «Siringhe, bottiglie rotte, cocci e tutta la pericolosità che si portano intorno» così Stefanella, una nostra lettrice, racconta la situazione «in cui versa l’Oasi San Felice/pineta Fiumara».

«Sono una mamma, una fotografa e una scrittrice. Cresciuta a Orbetello e grossetana di adozione» prosegue. E poi ancora «Lo stato di abbandono è palese, qualcuno si limita a pulire la parte anteriore (e non sempre) ma il retro? Ci sono sacchi e resti di bivacco ammassati e abbandonati da mesi, anni, scatolette con la data di scadenza dell’anno 2016/2018 trovate in tutta l’area e quasi tutti fanno finta di nulla. Siringhe, bottiglie rotte, cocci e tutta la pericolosità che si portano intorno. Siamo esasperati dal sudiciume e dal degrado tanto più che siamo volontari, guardati dagli altri come matte creature mitologiche in attesa di essere esposte in qualche zoo».

«Se va bene si trovano monopattini abbandonati. Per carità sono ecologici. Di che ci lamentiamo. A volte sono biciclette ma anche cassette di frutta e verdura, sgabelli. Animali che mangiano felici gli avanzi degli avanzi degli avanzi dai cestini stracolmi, soprattutto in estate. Operiamo in questa zona dalla fine e da prima del lockdown e qui è così da quando ne abbiamo memoria, ora è solo peggio» prosegue.

«Posso tranquillamente affermare, senza temere di essere smentita dato che ho video, fotografie e segnalazioni che questa pineta viene utilizzata come zona di spaccio di stupefacenti con conseguente bivacco di spacciatori e clienti, dai cani, o meglio dai padroni dei cani, come luogo per fare i propri bisogni… L’accompagnatore dell’animale si porta regolarmente la bustina, per non incorrere in una eventuale contravvenzione, ma non raccoglie mai, o quasi, le deiezioni canine… e questo lo posso dire perché raccogliamo noi i sacchetti dai cespugli».

«E dunque? Cambiare pineta, cambiare spiaggia? Soccombere all’inciviltà? Non c’è davvero altra strada? Provai a chiedere un appuntamento al sindaco, fui chiamata con l’impegno di essere ricontattata e fui dirottata all’ufficio decoro urbano. L’unico appoggio che abbiamo è quello che arriva dall’ufficio ambiente la cui azione è quella di far passare la Sei Toscana, a seguito di nostra comunicazione a mezzo posta elettronica, per ritirare quanto raccolto da noi volontari.

Sollecito un intervento per arginare una condizione di insostenibile degrado e soprattutto di illegalità. Organizzeremo altre raccolte: mi vergogno di vedere un posto così bello maltrattato per mancanza di quella “civiltà” che tanto declamiamo. Con uno sforzo minimo da parte di tutti basterebbe poco per rendere tutto migliore. E noi volontari ce la mettiamo tutta, non ci voltiamo dall’altra parte ma da soli non possiamo farcela».

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