Politica

Cannabis, Grosseto Città Aperta: «Le politiche di Fdi sono fallimentari»

carlo de martis

GROSSETO – «Prendiamo atto che Fratelli D’Italia ha reso nota l’intenzione di organizzare dibattiti sulla questione delle sostanze – che Simona Baccetti, responsabile regionale dipendenze del partito chiama genericamente e superficialmente “droga” – e da subito ci rendiamo disponibili ad un dibattito sull’argomento». Inizia così la nota di Grosseto Città Aperta.

«La cannabis non è un pericolo per la vita, questa è un’evidenza scientifica e storica, e quando Baccetti mette in relazione cannabis e morte, afferma una falsità. La città di Grosseto ha avuto l’onore di ospitare l’evento di lancio del “Referendum Cannabis” e Grosseto Città Aperta durante l’estate si è impegnata nella raccolta delle firme. In quell’occasione, come in altre del resto, non abbiamo mai avuto l’occasione di un confronto con Fratelli d’Italia».

«Avremmo potuto ricordare loro, dati alla mano, il fallimento della legge ‘Fini-Giovanardi’. E gli avremmo spiegato il quesito referendario per l’eliminazione del reato di coltivazione e la rimozione delle pene detentive per qualsiasi condotta legata alla cannabis. Per quanto riguarda gli slogan ‘sulla droga’ oggi le evidenze scientifiche affermano che il fenomeno (non la guerra) si gestisce tramite una legislazione non punitiva a livello internazionale. E con politiche di riduzione del danno a livello nazionale e locale. Al contrario di chi utilizza un approccio ideologico, il più delle volte controproducente, noi crediamo che temi così complessi e capaci di incidere grandemente sulla vita delle persone debbano essere affrontati in modo razionale e pragmatico. Questo significa adottare politiche che mirino a creare consapevolezza e a spezzare il rapporto che si crea tra cittadinanza e criminalità, più o meno organizzata. Crediamo nel confronto e nelle evidenze di quel che succede nel resto del mondo, dove vengono applicate politiche diverse dalle nostre e con risultati di gran lunga migliori».

«Come per esempio in Colorado, che nel 2012 è stato il primo Stato a legalizzare negli Usa. Da allora quello Stato ha registrato una costante diminuzione del consumo tra i giovani (oggi intorno al 20%); così come il numero di giovani consumatori canadesi si è praticamente dimezzato l’anno dopo la legalizzazione del 2018 (dal 19,8% al 10,4%)».

«In Europa la percentuale più bassa di giovani consumatori si trova in Portogallo: 14%. Si tratta di un Paese che ha decriminalizzato l’uso di ogni sostanza nel 2001, puntando a un approccio di intervento sociale invece che repressivo. In Italia, dove ci sono le leggi sulle droghe più severe d’Europa, il 28% degli studenti italiani ha fatto uso di sostanze nell’ultimo anno. Il 6% dichiara di aver iniziato prima dei 13 anni. La legalizzazione, pertanto, è finora l’unica misura messa in atto ad aver allontanato i giovani dal consumo».

«Grosseto Città Aperta sarà in strada e on line per informare i cittadini senza alcun tipo di slogan, ma aperta al confronto. Anche con Lorenzo Lauretano, presidente provinciale di Gioventù nazionale, che invitiamo a non fare da megafono a posizioni ideologiche vecchie, fallimentari, superate dai fatti e dalla storia. Ma a guardare cosa succede nel mondo e leggersi l’ultimo World Drug Report, la relazione europea sulla droga e la Nuova Relazione della Direzione Investigativa Antimafia (DIA). Come Grosseto Città Aperta siamo pronti e disponibili al dialogo con tutti ed a rispondere a qualsiasi domanda sul tema».

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