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Riserva naturale

Diaccia Botrona, Gori: «Fermate la vendita. Provincia e privati facciano un passo indietro»

Giacomo Gori

GROSSETO – “La settimana che sta per concludersi ha visto discutere un argomento estremamente importante che riguarda una delle bellezze ambientali del nostro paese: la riserva naturale della Diaccia Botrona”, recita così la nota di Giacomo Gori, consigliere comunale per il Movimento cinque stelle.

“Questo enorme patrimonio è oggi minacciato da una scelta, tutta politica, di vendere una consistente parte di quei terreni pubblici, ad un soggetto privato”.

“Sono circa 1000 – ha continuato – gli ettari ricadenti all’interno della riserva e delle zone contigue del padule aperto”.

“Non sono bastati gli appelli di molte associazioni ambientaliste e neppure una petizione da più di 35mila firme, nonché un servizio del Tg1 in prima serata, a convincere la Provincia di Grosseto a ritornare sui propri passi”.

“Lunedì – ha proseguito Giacomo Gori -, durante il consiglio comunale, ho ritenuto necessario informare tutti i consiglieri di quel che sta avvenendo e mi sono rivolto soprattutto al sindaco Vivarelli Colonna che, nelle vesti di presidente della Provincia, ha la possibilità di fermare l’iter di vendita sciaguratamente approvato dalla sua maggioranza in consiglio provinciale”.

“Le carte parlano chiaro: siamo ancora in tempo. E proprio per questo, ho chiesto al consigliere provinciale Rinaldo Carlicchi di presentare una mozione per chiedere l’annullamento della procedura, cosa che puntualmente ha fatto, ma che gli uffici non hanno accolto e conseguentemente il Consiglio non lo ha discusso durante la seduta del 26 novembre”.

“A rafforzare la mozione in Provincia, che a questo punto sarà valutata dal nuovo consiglio, sta per arrivare anche un ordine del giorno che ho presentato e che verrà discusso durante il consiglio comunale del 30 novembre p.v. L’atto è indirizzato, oltre che al presidente della provincia, anche al governatore della Toscana, Eugenio Giani”.”

“Se riusciremo a fermare l’iter di vendita – ha detto -, il Movimento 5 stelle sarà in prima linea anche per ridefinire gli iter di assegnazione di quei lotti, garantendo da un lato maggiore trasparenza e dall’altro maggiore tutela della biodiversità nella gestione agronomica degli stessi”.

“Il Movimento 5 stelle Grosseto invita tutte le forze politiche ad attivarsi affinché, insieme, si possa evitare una clamorosa vendita di uno dei patrimoni naturali più importanti del paese e rilanciare ancor di più la Maremma nel mondo”.

“Voglio infine rivolgere una domanda – ha concluso – ai potenziali acquirenti, la famiglia Farchioni ed il grossetano Federico Vecchioni: siete entrambi uomini e manager molto importanti nel settore agricolo nazionale e le vostre società possiedono già migliaia e migliaia di ettari, ed altri ne arriveranno in futuro. Siete delle potenze economiche ragguardevoli. Ma proprio per questo, di fronte ad una levata di scudi a difesa di questo patrimonio naturale bene comune, di fronte ad un ecosistema tra i più rari del paese, di fronte alla denuncia che anche il servizio pubblico della Rai ha recentemente mandato in onda, non vi sentite moralmente responsabili?”

“Ritenete che il vostro business possa svilupparsi soltanto grazie alle scelte scellerate di uno sparuto gruppo di rappresentanti politici  che mettono all’asta una riserva naturale tra le più importanti d’Italia? Oppure potete confermare di essere capaci a fare business acquisendo proprietà private in vendita nel libero mercato rinunciando all’assegnazione?”

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