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Italia viva: «Contrastiamo la violenza economica contro le donne con azioni concrete»

GROSSETO – “Continua l’impegno di Italia viva al fianco delle donne vittime di violenza, sia a livello nazionale (in questa direzione, ad esempio, l’emendamento al Decreto Rilancio che ha istituito il Reddito di libertà), sia sul territorio”, spiega Donatella Dominici, coordinatrice provinciale di Italia viva Grosseto.

“Anche nella nostra provincia, infatti, aderendo alla campagna di Italia Viva Nate libere contro la violenza economica, attivata in concomitanza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne celebrata il 25 novembre, e che il nostro partito ha deciso di dedicare questa volta proprio alla violenza economica, una forma di violenza molto diffusa ma non altrettanto riconosciuta, i nostri consiglieri comunali, Valerio Pizzuti del Comune di Grosseto e Luciano Luciani del Comune di Santa Fiora, hanno presentato una mozione da discutere nelle prossime riunioni dei rispettivi Consigli comunali con lo scopo di sensibilizzare le amministrazioni territoriali ad intraprendere iniziative concrete per contrastare questa tipologia di violenza subdola”.

“Quando si parla di violenza economica, infatti, ci si riferisce a quegli atti finalizzati a controllare la donna nell’utilizzo delle sue risorse o ad ostacolarla nel libero accesso ad un lavoro che le garantisca autonomia finanziaria e dunque si fa riferimento a quella che è anche una condizione che spesso è tra le ragioni che scoraggiano le vittime a denunciare le violenze domestiche – . Per questi motivi con la mozione presentata si chiede di approfondire proposte inerenti l’integrazione lavorativa e il supporto formativo alle donne vittime di violenza e non, mettendo in campo le politiche e le risorse necessarie, anche attraverso l’individuazione di specifica missione all’interno del prossimo Documento unico di programmazione, volte ad implementare progetti e percorsi di educazione finanziaria, al fine di prevenire e contrastare la violenza economica, nonché di favorire l’autonomia, l’empowerment e l’integrazione lavorativa delle donne, con particolare attenzione per quelle in fase di uscita dall’esperienza di violenza”, conclude.

 

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